Incidente stradale, la lesione non si vede? Se c'è, va risarcita

Tribunale di Padova: da risarcire le lesioni invisibili, ma esistenti

26 febbraio 2015 - 10:00

Decisione pesante, quella del Tribunale di Padova, in ambito assicurativo (sentenza 3371/14, appena resa nota). In due parole, dice che le microlesioni fisiche (con invalidità permanente sotto i 10 punti percentuali) derivanti da sinistro stradale devono essere risarcite dall'Assicurazione del danneggiato. Il Tribunale di Padova ha così rovesciato la decisione del Giudice di pace del 3 aprile 2014, il quale aveva riconosciuto solo un piccolo indennizzo al danneggiato: sotto i 670 euro. La Compagnia, invece, deve rimborsare l'automobilista per tutti i danni fisici patiti, comprese le spese mediche e legali, e incluso il danno biologico. Più gli interessi legali. Insomma, una vittoria su tutta la linea per il danneggiato, e una sconfitta totale per la Compagnia.

LA NORMA CHIAVE – Tutto nasce con una norma fortissimamente voluta dalle Assicirazioni, e arrivata con il Governo Monti (uno degli Esecutivi più sciagurati per gli automobilisti: come dimenticare il superbollo, per esempio?). L'obiettivo dei tecnici di Monti era arginare il fenomeno delle truffe (falsi colpi di frusta in particolare), che di certo c'è, specie in certe zone dell Sud Italia come Napoli e Caserta. Ma ha introdotto una norma molto discutibile: con le liberalizzazioni di Monti, ci sono criteri più stringenti e rigorosi nella valutazione medico-legale delle lesioni di lieve entità: serve infatti un accertamento clinico-strumentale obiettivo per poter dar luogo a risarcimento. Il danno biologico temporaneo, cioè i giorni di inabilità temporanea assoluta o relativa conseguenti all'evento lesivo, può invece essere accertato dal medico legale sia visivamente che strumentalmente.

CONTRO I FURBETTI – Addio ai furbetti che fingevano dolore per farsi indennizzare, questo l'obiettivo della norma. Occhio però: non vengono risarcite tutte quelle lesioni che non emergono dall'analisi del macchinario. In particolare, problemi di carattere psicologico. Ma non solo, perché ci sono anche altre patologie che possono sfuggire alle strumentazioni mediche, mentre solo la valutazione del medico può individuarle. Poi c'è un secondo guaio: l'attuale Ivass (ex Isvap, Istituto di vigilanza sulle Compagnie) già tre anni fa chiese alle Assicurazioni di conoscere le iniziative adottate per uniformarsi ai nuovi criteri di valutazione del danno biologico, unitamente a copia delle circolari e delle direttive impartite alle strutture liquidative e ai medici legali fiduciari. Su 55 Compagnie, 32 hanno inviato circolari ai medici fiduciari e ai liquidatori con indicazioni conformi a quelle formulate dall'Autorità, addirittura 12 hanno diramato istruzioni non conformi, richiedendo anche per semplici invalidità temporanee costosi e complessi accertamenti diagnostici. Le altre imprese hanno diramato generiche linee guida alle sole strutture liquidative. Insomma, emerge una certa tendenza a risarcire il meno possibile le microlesioni, come dimostra anche la sentenza del Tribunale di Padova.

QUALE FUTURO? – Sentiamo ancora l'ex Isvap: “Di fronte a norme che vanno nel senso voluto dall'industria assicurativa, le Imprese riescono a darne un'applicazione che si spinge oltre, non tenendo in considerazione l'impatto sui consumatori. Sono in corso verifiche e interventi per ricondurre a conformità i comportamenti delle imprese”. Il fatto è che, di fronte a perizie di medici di parte con valutazioni del 3 tre 4 quattro per cento, se le Compagnie opporranno esami dove non emergono lesioni, gli assicurati potrebbero non ottenere rimborsi. È anche possibile che, in un prossimo futuro, siano i giudici a determinare quale strada percorrere per un equo risarcimento. L'altro problema è che non tutti gli automobilisti hanno tempo ed energie da dedicare alla propria causa per ottenere dalle Compagnie il dovuto in termini di risarcimento delle lesioni fisiche. Anche se le sentenze come quelle del Tribunale di Padova sono precedenti che incoraggiano a cercare la massima tutela dei propri diritti di automobilista e cittadino, nei confronti delle Assicurazioni restie a rimborsare il dovuto.

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