Incidente stradale, cintura di sicurezza, omissione, conseguenze Tribunale Chieti, sentenza 12.01.20

In caso di circolazione stradale, se al momento dell’incidente il danneggiato non indossava le cinture di sicurezza, il quantum debeatur dovuto dal danneggiante può essere ridotto della...

11 marzo 2009 - 20:43

In caso di circolazione stradale, se al momento dell’incidente il danneggiato non indossava le cinture di sicurezza, il quantum debeatur dovuto dal danneggiante può essere ridotto della metà. (1-5)

(1) In materia di cinture di sicurezza ed auto ferma in fila, si veda Cassazione civile, sez. II, sentenza 23.04.2007 n° 9674.
(2) In tema di responsabilità civile, auto e litisconsorzio, si veda Cassazione civile, sez. III, sentenza 03.11.2008 n° 26421.
(3) In materia di incidenti stradali e controversie presso il Giudice di Pace, si veda Cassazione civile, sez. III, ordinanza 07.08.2008, n. 21418.
(4) In materia di incidenti stradali, si veda il Focus: Incidenti stradali: la giurisprudenza attuale.
(5) In materia di patente a punti e decurtazione, si veda Cassazione civile, SS.UU., sentenza 29.07.2008 n° 20544.

(Fonte: Altalex Massimario 10/2009)

Tribunale di Chieti

Sentenza 12 gennaio 2009, n. 21

Svolgimento del processo

Conatto di citazione del 5 febbraio 2004, ritualmente notificato, Od.D'A.ha convenuto in giudizio, innanzi a questo Tribunale, Li.LA. e laCOMPAGNIA ASSICURATRICE UN. S.p.A. – il primo quale proprietario econducente della ****, e, la seconda, quale assicuratrice dei danniderivanti dalla circolazione del suddetto veicolo – per sentirlicondannare, in solido, al pagamento di complessivi Euro 115.472,61 odella diversa somma ritenuta di giustizia, a titolo di risarcimento perle lesioni personali e i danni morali e patrimoniali subiti inconseguenza del sinistro stradale avvenuto a Chieti Scalo il 27 gennaio2003, in viale ****, mentre si trovava alla guida della propria ****,previa attribuzione dell'evento dannoso alla responsabilità esclusivadel LA., dando atto che, a titolo risarcitorio, la UN. le ha giàliquidato la somma di Euro 18.300,00 che essa ha trattenuto a titolo diacconto.

Il LA. si è tempestivamente costituito in giudizio, concomparsa di risposta depositata in Cancelleria il 9 aprile 2004, e,dopo avere invocato l'attribuzione dell'evento dannoso ad un concorsodi colpa della D'A., incidente in misura non inferiore al 50%, hadomandato, in via riconvenzionale, la condanna della stessa alpagamento di Euro 3.750,00 o della diversa somma ritenuta di giustizia,a titolo di risarcimento dei danni da lui sofferti.

La UN.S.p.A. si è costituita in giudizio, con comparsa di risposta depositaalla prima udienza del 4 maggio 2004, ed ha invocato il riconoscimentodi un concorso di responsabilità a carico dei conducenti dei veicolicoinvolti, l'accertamento del mancato utilizzo delle cinture disicurezza da parte dell'attrice e la liquidazione dei danni nellamisura più contenuta da quest'ultima effettivamente sofferta, pari allasomma da essa liquidata ante causam.

Alla stessa udienza ilconvenuto ha domandato ed ottenuto l'autorizzazione a citare ingiudizio la NU. S.p.A., quale assicuratrice dei danni derivanti dallacircolazione del veicolo della D'A., al fine di sentirla condannare, insolido con questa, al risarcimento dei danni formanti oggetto dellapropria domanda riconvenzionale.

La MI., Divisione NU., si ècostituita in giudizio con comparsa depositata all'udienza del 19ottobre 2004, ed ha invocato il rigetto della pretesa risarcitoriavantata dal LA.

Con atto di citazione del 21 giugno 2004,ritualmente notificato, Od.D'A. e Fr.OR., in proprio e nella qualità digenitori esercenti la potestà sul minore Fe.OR., hanno convenuto ingiudizio, innanzi a questo Tribunale, Li.LA. e la COMPAGNIAASSICURATRICE UN. S.p.A. – nelle qualità sopra indicate – per sentirlicondannare, in solido, al pagamento di Euro 127.503,00 a titolo dirisarcimento per i danni sofferti dal figlio, nonché di complessiviEuro 50.000,00 a titolo di risarcimento per i danni morali edesistenziali da essi subiti in conseguenza delle lesioni personaliriportate dal minore, dando atto che, per queste ultime, la UN. ha giàliquidato la somma di Euro 11.600,00 che essi hanno trattenuto a titolodi acconto.

Tutte le parti hanno invocato, inoltre, il diritto alla rifusione delle spese di lite.

Lecause sono state riunite con ordinanza del 18 febbraio 2005 e dopoessere state istruite con l'acquisizione di documenti, l'interrogatorioformale dell'attrice, l'espletamento di una prova testimoniale el'affidamento di una consulenza medica d'ufficio, sono state trattenutein decisione all'udienza del 30 settembre 2008, con assegnazione deitermini di legge per il deposito delle comparse conclusionali e dellememorie di replica.

Motivi della decisione

Od.D'A.e Fr.OR. invocano il diritto al risarcimento integrale dei dannirispettivamente sofferti, nonché dei danni sofferti dal loro figliominore, Fe.OR., in conseguenza del sinistro stradale avvenuto a ChietiScalo, il 27 gennaio 2003, in viale ****, assumendo che lo stesso sisarebbe verificato per colpa esclusiva del convenuto Li.LA., il quale,provenendo dal marciapiede sito nella opposta corsia di marcia, doveaveva parcheggiato contromano, con manovra repentina ed imprevedibile,si sarebbe immesso nel flusso della circolazione con la propriaautovettura ****, assicurata dalla UN. S.p.A., tagliando la strada alla**** di proprietà e condotta dalla D'A., così da rendere inevitabilel'urto, dal quale sono conseguite lesioni personali e danni materialinon solo per la D'A., ma anche per il giovane Fe., che viaggiava conlei.

Secondo le allegazioni del LA., il sinistro sarebbe,invece, da attribuire alla responsabilità concorrente della D'A., peressere la stessa sopraggiunta a velocità eccessiva e comunque superioreal limite di 50 km/h. vigente nel tratto di strada ove è avvenuto ilsinistro, mentre le lesioni sofferte dalla conducente e dal trasportatosarebbero da imputare, almeno in parte, al mancato utilizzo dellecinture di sicurezza.

Dai rilievi compiuti dai Carabinieri dellaCompagnia di Chieti si ricava che la D'A. stava percorrendo via ****con la propria ****, in direzione Pescara, quanto è andata a colliderecon la **** del LA., il quale si era immesso nel flusso dellacircolazione dal marciapiede sito nella opposta corsia di marcia, oveaveva parcheggiato contromano. Dallo schizzo planimetrico allegato alrilevamento tecnico descrittivo, si ricava, inoltre, che l'urto èprobabilmente avvenuto a circa m. 1,73 dal margine destro dellacarreggiata di pertinenza della D'A. ed ha interessato la parteanteriore sinistra della **** e il parafanghi anteriore destro della****, e che, a seguito dell'urto, la vettura della D'A. ha subito unoscarrocciamento che l'ha portata ad arrestarsi, di traverso, nellaopposta corsia.

Secondo questo giudicante, tali accertamenticonfermano pienamente la dinamica del sinistro denunciata dagli attorie consentono di attribuirne la verificazione alla responsabilitàesclusiva del LA. Infatti, la localizzazione del probabile punto d'urtoe dei danni riportati dai due veicoli, nonché lo scarrocciamento della**** successivo alla collisione, dimostrano che, mentre percorrevaregolarmente la propria corsia di marcia, ben distante dalla linea dimezzeria, la D'A. si è vista tagliare la strada dalla vettura delconvenuto, il quale, per immettersi nel flusso della circolazione indirezione Pescara, ha attraversato la carreggiata dal marciapiede chesi trova sul lato opposto, con una manovra imprudente, imprevedibile erepentina, che non ha consentito alla conducente della **** diimpostare alcuna manovra di emergenza.

D'altra parte, l'entitànon particolarmente rilevante dei danni materiali riportati dallevetture e delle lesioni subite dai relativi occupanti, dimostrano,anche alla luce della mancanza di segni di frenata sul manto stradale,che la vettura dell'attrice marciava a velocità moderata e sicuramentecontenuta nei limiti vigenti nel tratto di strada in cui è avvenuto ilsinistro.

Nel presente giudizio, la diversa valutazione compiutadal giudice penale con la sentenza del 26 ottobre 2005, n. 168, che halimitato al 50% la responsabilità del LA. nella causazione delsinistro, non risulta, pertanto, condivisibile, e, d'altra parte, ladetta pronuncia non ha efficacia di giudicato nei confronti degliattori e delle Compagnie assicurative, poiché rimasti estranei algiudizio penale.

Passando all'esame delle diverse voci didanno, occorre innanzitutto evidenziare che, sulla base delladocumentazione m atti e di un accurato esame obiettivo, il consulentemedico d'ufficio, dott. Pi.FA., ha accertato che, a causa del sinistro,Od.D'A. ha riportato “trauma cranio – facciale, ferita lacero contusadel labbro inferiore, distorsione del rachide cervicale, fratturascomposta collo IV – metatarso sinistro e lussazione del V, fratturacomposta collo III metatarso sinistro, frattura composta malleolodestro”, mentre Fe.OR. ha riportato “trauma facciale con frattura deicondili mandibolari, lesione elementi dentali 1.1 e 3.2, ferita lacerocontusa, versante mucoso labbro inferiore, ferita lacero contusa cutegamba destra”.

Per le dette lesioni, il dott. FA. hariconosciuto, ad Od.D'A., un periodo di inabilità temporanea assolutadi gg. 70, un periodo di inabilità temporanea parziale, al 50%, di gg.45, e un ulteriore periodo di inabilità temporanea parziale, al 25%, digg. 45, nonché una invalidità permanente del 10% non avente incidenzasulla capacità lavorativa specifica; e, a Fe.OR., un periodo diinabilità temporanea assoluta di gg. 90, un periodo di inabilitàtemporanea parziale, al 50%, di gg. 100, e un ulteriore periodo diinabilità temporanea parziale, al 25%, di gg. 110, nonché unainvalidità permanente del 10% non avente incidenza sulla capacitàlavorativa specifica.

Questo Giudice ritiene di potercondividere le valutazioni del CTU che attengono al periodo diinvalidità temporanea e assoluta, nonché quelle che riguardano ipostumi permanenti, in quanto, oltre a non essere state contestatedalle parti, risultano conformi ai parametri elaborati dalle miglioridottrine medico – legale e del tutto adeguate al pregiudizioconcretamente sofferto dalla D'A. e dal giovane Fe.OR. Tuttavia,secondo questo Giudice, l'entità e la tipologia delle lesioni comesopra accertate inducono a ritenere che, al momento del sinistro, ipredetti non indossavano le cinture di sicurezza, come prescrittodall'art. 172 c.d.s. Pertanto, tenuto conto della probabile incidenzadi tale omissione sulle conseguenze dell'evento dannoso, la misura delrisarcimento dovrà essere ridotta in misura pari alla metà.

Allaluce di tali considerazioni, tenuto conto delle tabelle elaborate dalTribunale di Milano, che questo Tribunale ha da tempo recepito e fattoproprie, il danno di Od.D'A. può essere liquidato in complessivi Euro23.247,60 (di cui Euro 4.715,20 per i n. 70 giorni di inabilitàassoluta, Euro 1.515,60 per i n. 45 giorni di inabilità relativa al50%, Euro 757,80 per i n. 45 giorni di inabilità relativa al 25%, edEuro 16.259,00 per i postumi permanenti), mentre il danno di Fe.OR. puòessere liquidato in complessivi Euro 29.550,80 (di cui Euro 6.062,40per i n. 90 giorni di inabilità assoluta, Euro 3.368,00 per i n. 100giorni di inabilità relativa al 50%, Euro 1.852,40 per in 110 giorni diinabilità relativa al 25%, ed Euro 18.268,00 per i postumi permanenti).

Aristoro delle sofferenze e dei turbamenti patiti in conseguenza delsinistro (c.d. danno morale soggettivo), può liquidarsi, sempre in viaequitativa, in favore della D'A. la somma di Euro 5.811,90 e, in favoredell'OR., la somma di Euro 7.387,70 pari ad 1/4 del danno biologicorispettivamente subito.

Per le spese mediche sostenute e perquelle da sostenere in futuro, può essere liquidata, inoltre, in favoredella D'A., la somma di Euro 1.176,04, e, in favore del figlio, lasomma di Euro 5.525,52.

Alla D'A. non può essere inveceliquidata alcuna ulteriore somma a titolo di risarcimento dei dannopatrimoniale da lucro cessante, non essendo stato provato il nesso dicausalità tra il sinistro per cui è causa e la perdita dell'attivitàlavorativa.

Agli attori non può, infine, liquidarsi alcuna sommaa titolo di risarcimento del danno morale e del danno esistenzialederivante dalle lesioni subite dal figlio, non essendo stata fornita laprova dei suddetti danni ed essendo gli stessi del tutto inverosimili,tenuto conto della natura e della entità delle lesioni riportate dalminore.

In conclusione, per i danni derivati dal sinistro percui è causa, può liquidarsi, in favore di Od.D'A., la complessiva sommadi Euro 30.235,54, e, in favore di Fe.OR., la complessiva somma di Euro42.464,02, da ritenere entrambe già rivalutate fino all'attualità.Tuttavia, a causa del mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, ledette somme devono essere ridotte della metà, ai sensi dell'art. 1227 c.c.Ed allora, poiché la UN. ha già versato la somma di Euro 18.300,00 peri danni sofferti dalla D'A. ed Euro 11.600,00 per i danni sofferti daFe.OR., la domanda della prima deve essere rigettata, mentre deveessere accolta, nella minor somma di Euro 9.632,01, la domanda propostadalla D'A. e da Fr.OR. in qualità di genitori esercenti la potestà sulminore.

Il LA. va condannato a rifondere le spese di lite infavore della MI., rispetto alla quale è risultato interamentesoccombente. Tra le altre parti, in considerazione della parzialesoccombenza reciproca, appare invece opportuno compensare la metà dellespese, che vanno pertanto poste a carico dei convenuti nella misura dicui appresso.

P.Q.M.

IlTribunale, definitivamente pronunciando sulle domande proposte daOd.D'A. e Fr.OR., in proprio e nella qualità di genitori esercenti lapotestà sul minore Fe.OR., nei confronti di Li.LA. e della UN. S.p.A.con atti di citazione del 5 febbraio 2004 e del 21 giugno 2004, nonchésulla domanda riconvenzionale proposta dal LA. nei confronti della D'A.e della MI. S.p.A. con comparsa di risposta dell'8 aprile 2004, ogniulteriore istanza ed eccezione disattesa, così provvede:

1. accerta che il sinistro per cui è causa si è verificato per colpa esclusiva del convenuto Li.LA.;

2.accoglie la domanda di risarcimento proposta dagli attori nella qualitàdi genitori esercenti la potestà sul minore Fe.OR., e, per l'effetto,tenuto conto delle somme già versate dalla UN. S.p.A. prima delgiudizio, condanna la detta Compagnia, in solido con il LA., alpagamento di ulteriori Euro 9.632,01, oltre interessi legali correntidalla data odierna fino al soddisfo;

3. rigetta tutte le altre domande proposte dagli attori e dal convenuto;

4.condanna Li.LA. a rifondare le spese di lite in favore della MI., cheliquida in complessivi Euro 4.150,00 (di cui Euro 1.850,00 per dirittied Euro 2.300,00 per onorari), oltre spese generali, IVA e CPA come perlegge;

5. compensa la metà delle spese di lite tra lealtre parti in giudizio e, per l'effetto, condanna i convenuti, insolido, a rifondere agli attori la somma di complessivi Euro 2.540,00(di cui Euro 440,00 per spese, Euro 950,00 per diritti e Euro 1.150,00per onorari, oltre spese generali, I.V.A. e C.P.A. nella misura dilegge.

Così deciso in Chieti il 12 gennaio 2009.

Depositata in Cancelleria il 12 gennaio 2009.

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