Incidente: drogato da un giorno? Se recidivo, è colpevole

Chi ha già subìto multe per guida in stato alterato (il recidivo), se causa un incidente rischia la condanna anche per gli spinelli del giorno prima

25 gennaio 2012 - 8:00

In caso d'incidente, la recidiva per droga pesa molto ai fini della valutazione della pena: lo ha deciso la Cassazione (quarta sezione penale), con sentenza 2397 del 13 dicembre 2011, depositata il 20 gennaio 2012. Infatti, un recidivo, già multato in passato per guida sotto l'effetto di stupefacenti, dopo aver causato un sinistro, voleva sottrarsi alla condanna per aver assunto droga solo il giorno prima dell'incidente. Ma gli ermellini non l'hanno pensata allo stesso modo. Non assume rilevanza a favore dell'imputato la perizia (analisi delle urine), da cui risulta che l'assunzione di stupedacenti (uno spinello) è parecchio anteriore al momento dell'impatto del veicolo guidato dall'imputato. Anche perché l'uso abituale dà effetti protratti nel tempo.

OMICIDIO COLPOSO – La vicenda è altamente drammatica. Nel 2007, sulla Caltanissetta-Agrigento, il conducente – con una Ford Escort – si rende responsabile di un incidente mortale: non riesce a controllare la macchina, invade la corsia opposta, scontrandosi frontalmente con un automobilista che veniva in senso contrario. Un impatto tremendo, con decesso dell'altro guidatore (più gravi lesioni per moglie e figlia di quest'ultimo), e conseguente condanna per omicidio colposo. Dai rilievi, risulta l'assunzione abituale di droga, che determina un'alterazione psicofisica protratta nel tempo. L'imputato, nei vari gradi di giudizio, si difende sostenendo che l'assunzione di droga sia avvenuta il giorno prima, e che per questo l'aggravante della guida in stato alterato non va presa in considerazione. E in effetti le analisi confermano questa possibilità, ossia che lo spinello risalga al giorno precedente al sinistro. In primo grado, il 40enne viene ritenuto responsabile di guida in stato di alterazione da stupefacenti; la corte d'Appello di Caltanissetta conferma quella decisione. Si arriva in Cassazione, che conferma la condanna per guida in stato di alterazione da stupefacente. L'imputato aveva anche chiesto l'annullamento della condanna perché, nei precedenti gradi di giudizio, i magistrati non avevano tenuto conto delle attenuanti generiche: la Cassazione ritiene inammissibile questa censura, data la gravità del fatto e i precedenti penali dell'uomo.

DROGATO ABITUALE – Ha pesato anche il fatto che l'uomo fosse un drogato abituale: fra l'altro, addosso all'imputato, la Polizia ha rinvenuto di 0,25 grammi di marijuana. Per tutti i giudici, l'alterazione psicofisica non si esaurisce nel tempo della sua assunzione, ma esplica i suoi effetti anche nei giorni successivi. In definitiva, è stato applicato l'articolo 187 del Codice della strada: “Chiunque  guida in stato di alterazione psicofisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con l'ammenda di euro 1.500 e l'arresto da sei mesi a un anno. Se il conducente in stato di alterazione psicofisica provoca un incidente stradale, le pene sono raddoppiate”. Oltre all'articolo 589 del Codice penale: “Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale la pena è della reclusione da due a sette anni. Si applica la pena della reclusione da tre a dieci anni se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale da soggetto in stato di ebbrezza alcolica o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti”.

VERI E PROPRI KILLER – La Cassazione è ancora una volta fondamentale nel tutelare i princìpi della sicurezza stradale. Ma episodi del genere impongono una riflessione: il guidatore in stato alterato da droghe, che si difende in tre gradi di giudizio dall'accusa di omicidio colposo aggravato dall'uso di sostanze stupefacenti, e lo fa sulla base di una possibile “vecchia” assunzione della droga (lo spinello del giorno prima), è una spia di un malessere generale in Italia. Sono troppi i casi di cronaca in cui un conducente – sotto l'effetto di alcol o droghe – causa incidenti mortali, spesso cercando in tutti i modi di difendersi in tribunale con una strategia sottile: le sostanze assunte molto prima di porsi al volante non sono state la vera causa del sinistro, dovuto principalmente a distrazione o imprudenza. Tutto questo mentre giace in chissà quale cassetto del Parlamento il Disegno di legge sull'omicidio stradale, un nuovo reato che avvicina l'omicidio dovuto ad alcol o droghe a quello volontario, allontandolo dall'omicidio colposo (dovuto solo a imperizia o negligenza): prevede pene più dure, consentendo ai giudici di applicare una legge più chiara rispetto a quella attuale.

2 commenti

riccardo
14:17, 17 febbraio 2012

il problema che in italia sei un delinquente a prescindere e poi devi dimostrare il contrario, l'Articolo 187 – Guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti del codice della strada ne è un esempio: se non vai con i poliziotti in ospedale (al pronto soccorso in codice bianco) a farti controllare se hai usato droghe sei colpevole e vieni punito con il massimo della pena, non importa se hai altri problemi in quel momento e non puoi perdere 10 ore della tua vita per un controllo.

Xaus
17:46, 24 febbraio 2012

Scusate ma da quando gli effetti delle canne si protraggono nei giorni successivi?? fosse così gli spacciatori non avrebbero mercato (XD), te ne fai una e sei sballato per i giorni consecutivi,, neanche fosse lsd! e sopratutto i giudici cosa ne sanno? non voglio giustificare affatto il tizio che ha ammazzato in incidente delle persone, per carità, ma la cosa “giusta” da fare sarebbe vedere se in quel momento preciso sei sotto effetto di sostanze e al momento se nn sbaglio l'unico screening è il test della saliva che ti dice se costui ha usato droghe nelle 14 ore precedenti (o qualcosa di simile, correggetemi se sbaglio) anche perchè nelle urine rimane fino ad un mese ( a differenza delle altre droghe pesanti che al massimo in una settimana sono espulse) per cui se mi sono fatto una canna, due giorni prima come 15, dalle urine risulterà che sono positivo ma non vuol dire che in quel momento io sia fatto…. poi che a costui, visti i precedenti e il fatto che gli hanno trovato addosso della marjuana abbiano voluto dare una punizione esemplare (sullo stile colpirne uno per educarne cento) è un altro discorso ma nn è “giustizia”… perchè non esiste che fai l'addizione “passato” + “erba trovata in tasca” = “eh, allora era sotto effetto anche il quel momento..”… le responsabilità è giusto prenderle ma trovarsi addosso anche delle aggravanti solo per un sospetto o un luogo comune no.. altrimenti torniamo alla legge del taglione e bon.

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Polizze RC auto 2022: solo il 14,4% sono stipulate online

FIA lancia Drive with Care per la sicurezza stradale nel mondo

Multa per parcheggio vicino a incrocio: quanto si paga?