Incidente contro il carico perso in strada. Conta la distanza di sicurezza?

Non esiste una regola sulla distanza di sicurezza: la Cassazione è chiamata a ricordare l'imprevedibilità degli ostacoli in un incidente

8 settembre 2015 - 9:00

Lo dice il codice della strada (articolo 149): durante la marcia, i veicoli devono tenere, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l'arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono. Fuori dei centri abitati, quando sia stabilito un divieto di sorpasso solo per alcune categorie di veicoli, tra tali veicoli deve essere mantenuta una distanza non inferiore a 100 metri (disposizione che non si osserva nei tratti di strada con due o più corsie per senso di marcia). Quindi, quasi sempre, chi tampona ha torto. Anche se ora la sentenza 17206/2015 della Cassazione ricorda che ci sono ostacoli imprevedibili, tali per cui anche chi tampona non ha torto al 100%.

IL CASO SPECIFICO – Un caso concreto di tamponamento inevitabile, per la Cassazione, è questo: un veicolo che vada a finire contro un rimorchio fermo su un'autostrada, in quanto appena staccatosi dalla motrice. Qui, non vige la regola della distanza minima di sicurezza dal mezzo del precede, perché si tratta di ostacoli imprevedibili: la presunzione del mancato rispetto della distanza di sicurezza non riguarda il caso in cui il tamponamento sia il risultato di un ostacolo fisso e imprevedibile. Nella valutazione sulle responsabilità del sinistro, conta anche l'accertamento relativo ai tempi di avvistamento dell'ostacolo: va considerato il punto di arresto improvviso del rimorchio causato “dal meccanismo di frenatura automatica”; poi, vanno prese in esame le condizioni di tempo e di visibilità nonché la condotta di guida.

PER I TAMPONAMENTI A CATENA – Sul tamponamento far due veicoli, la Cassazione (sentenza 19493/07) sostiene che il conducente di un veicolo deve essere in grado di garantire in ogni caso l'arresto tempestivo del mezzo, evitando collisioni con il veicolo che precede, per cui l'avvenuta collisione pone a carico del conducente medesimo una presunzione di inosservanza della distanza di sicurezza, con la conseguenza che, il condecunte resta gravato dall'onere di dare la prova liberatoria: deve dimostrare che il mancato tempestivo arresto dell'automezzo e la conseguente collisione sono stati determinati da cause in tutto o in parte a lui non imputabili. Invece, nel tamponamento a catena, di autoveicoli in movimento trova applicazione l'articolo 2054, secondo comma, del codice civile: colpa in eguale misura in entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicoli (tamponante e tamponato), fondata sull'inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante, qualora non sia fornita la prova liberatoria di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno. Nel caso, invece, di scontri successivi fra veicoli facenti parte di una colonna in sosta, unico responsabile delle conseguenze delle collisioni è il conducente che le abbia determinate tamponando da tergo l'ultimo dei veicoli della colonna (sentenza 8646/03 della Cassazione).

QUALI MULTE – È utile ricordare le sanzioni per chi non rispetta la distanza di sicurezza (anche se di rado viene appioppata questa multa, tranne che nei casi di incidente), senza considerare le pene accessorie per la patente: 41 euro. Quando dall'inosservanza della distanza di sicurezza deriva una collisione con grave danno ai veicoli e tale da determinare l'applicazione della revisione, la sanzione è di 84 euro. Se dalla collisione derivano lesioni gravi alle persone, il conducente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di 419 euro, salva l'applicazione delle sanzioni penali per i delitti di lesioni colpose o di omicidio colposo.

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