Incidente con multa: niente risarcimento al datore di lavoro

Se il conducente dell'autobus di linea causa un incidente e viene multato, non l'obbligo di risarcire i danni al datore di lavoro

29 marzo 2012 - 8:30

Un conducente di un autobus di linea che ha causato un incidente, prendendo una multa per eccesso di velocità, non risarcisce il datore di lavoro: così la Cassazione (ovviamente, sezione lavoro) con sentenza 04903 del 28 febbraio 2012, pubblicata il 27 marzo.

L'AGENTE NON HA VISTO –  Infatti, la multa dalla Polizia per aver percorso un tratto di strada semicurva a forte velocità è legittima, ma la Cassazione nega il rimborso perché l'agente non ha assistito all'incidente. Viene quindi negato il nesso di causalità tra danno e condotta colposa del lavoratore: il verbale è solo una ricostruzione induttiva della dinamica dell'incidente. Il documento non viene considerato come elemento probatorio, perché scritto successivamente dal pubblico ufficiale e non durante il fatto colposo.

SOCIETÀ KO – Perde in Cassazione la società di trasporti che chiedeva la condanna del proprio dipendente al pagamento dei danni, per aver causato un incidente stradale con l'autobus di proprietà dell'azienda. Gli ermellini sono in linea con la corte d'Appello d'Ancona, secondo cui ricorrere a presunzioni significava utilizzare un parametro meramente probabilistico, non sufficiente ai fini della prova. È vero: incombe sul datore di lavoro l'onere di provare la colpa del lavoratore nella causazione dell'evento dannoso, mentre il lavoratore è tenuto a dimostrare la propria non imputabilità; inoltre, il giudice è tenuto a utilizzare le presunzioni che costituiscono prova completa, alle quali può attribuire rilevanza ai fini del proprio convincimento. Tuttavia, a tal fine, il verbale non è utilizzabile.

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