Immatricolazione di veicoli nuovi di fabbrica ovvero già immatricolati, provenienti da uno Stato es

[b]Immatricolazione di veicoli nuovi di fabbrica ovvero già immatricolati, provenienti da uno Stato estero. Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Circolare n.1059M362 del 16 marzo...

19 marzo 2004 - 9:44

[b]Immatricolazione di veicoli nuovi di fabbrica ovvero già immatricolati, provenienti da uno Stato estero. Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Circolare n.1059M362 del 16 marzo 2004[/b]

DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI TERRESTRI E PER I SISTEMI INFORMATIVI E STATISTICI
Direzione Generale della Motorizzazione e della Sicurezza del Trasporto Terrestre

PROT. N. 1059M362

Roma, 16.03.2004

OGGETTO: Immatricolazione di veicoli nuovi di fabbrica ovvero già immatricolati, provenienti da uno Stato estero.

Taluni quesiti proposti dagli Uffici periferici D.T.T. e dall'Utenza in ordine alla materia di specie hanno evidenziato l'opportunità di esporre le considerazioni ed impartire le disposizioni che seguono, al fine di conseguire uniformità di comportamenti e di procedure.
Documentazione a corredo delle domande di immatricolazione dei veicoli non precedentemente immatricolati.

1 Veicoli muniti di C.O.C.. Per tali veicoli il C.O.C. vale quale certificazione delle caratteristiche tecniche (paragrafo 3 della circolare D.G. n. 133/85 del 28 agosto 1985) oltre a costituire documento necessario per l'immatricolazione.

Il C.O.C. deve essere sottoscritto (ovvero accompagnato dalla scheda o dal certificato di omologazione sottoscritti); la sottoscrizione deve essere quella depositata presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

A conferma di quanto disposto al secondo paragrafo della circolare D.G. n. 57/98 del 24 giugno 1998 si chiarisce che, ove non espressamente rilevabile nel documento di specie ovvero non desumibile in relazione alla data del rilascio dell'omologazione, deve essere anche dichiarata la conformità alle Direttive comunitarie obbligatorie per l'immatricolazione al momento della richiesta. Tale ulteriore attestato, come noto, deve essere rilasciato dal Costruttore (o dal suo legale rappresentante in Italia ovvero nello Stato dal quale il veicolo proviene). Si fa infatti rilevare che la data di rilascio del C.O.C. non sempre coincide con quella di costruzione del veicolo.

Ove peraltro venisse prodotta la certificazione attestante il “codice di immatricolazione” (OE/OA) rilasciata dal legale rappresentante in Italia del Costruttore, tale certificazione ulteriore rispetto al C.O.C. sarebbe superflua.
2 Veicoli non muniti di C.O.C.. Per tali veicoli l'immatricolazione è subordinata all'esito favorevole della visita e prova (articolo 75 C.d.S.). Essi debbono essere dotati di certificazione d'origine (può valere come tale la dichiarazione di conformità all'omologazione del tipo conseguita in uno Stato comunitario: punto 2.2 della Circolare D.G. n. 133/85) e della documentazione attestante la conformità a tutte le Direttive comunitarie vigenti al momento della richiesta di immatricolazione.

Per la sottoscrizione di tali atti:
– se formati in uno Stato della Comunità vale quanto precedentemente esposto a proposito della sottoscrizione del C.O.C.;
– se formati in uno Stato non appartenente alla Comunità vale quanto esposto al successivo paragrafo in ordine ai documenti di immatricolazione.
Per quanto infine concerne la immatricolazione dei veicoli “fine serie” si richiama l'ottemperanza al disposto della circolare n. 587/C3 del 6 marzo 2001.

Documentazione a corredo delle domande di immatricolazione dei veicoli con targa già rilasciata da uno Stato estero.

Come noto, fatte salve le procedure vigenti in ciascuno Stato, in linea di principio debbono essere prodotti:
a) la carta di circolazione in corso di validità (originale o duplicato) ovvero una attestazione da parte della stessa Autorità, della avvenuta acquisizione ai propri atti del documento originale.
A tale proposito, vedasi peraltro la circolare n. 3012/4319 – B105 datata 2 dicembre 1997 riferita ai veicoli provenienti dalla R.F.G., e si richiamano tutti i casi particolari portati a conoscenza nel tempo successivamente alla emanazione della circolare D.G. n. 133/85. Si evidenzia che, a far data dal 01 giugno 2004, gli Stati membri sono tenuti tra l'altro a mettere “…. in vigore le disposizioni legislative regolamentari ed amministrative …… ” per la emissione delle carte di circolazione di modello comunitario (Direttiva 1999/37/CE del 29 aprile 1999 “Documenti di immatricolazione dei veicoli”) identiche cioè a quelle già in uso nel nostro Paese a far data dal D.D. 2 novembre 1999. La Scrivente si riserva di emanare a tempo debito eventuali ulteriori disposizioni in proposito.

Si evidenzia che i documenti rilasciati dalle Autorità statali:
– se emessi negli Stati della Comunità ovvero in quelli firmatari dell'Accordo sullo spazio economico europeo (circolare n. 760/4319 C) – B030 del 20 marzo 1997) non sono soggetti ad autentica e legalizzazione;
– se emessi in Stati non comunitari sono invece soggetti ad autentica e legalizzazione (paragrafo 6, punto 6.1 della circolare D.G. n. 133/85); con l'avvertenza che quest'ultima specifica incombenza, come noto attuata dalla Autorità diplomatica italiana, può essere sostituita dalla “apostille” per i Paesi aderenti alla convenzione dell'Aja (paragrafo 6, punto 6.2 della circolare D.G. n. 133/85).

La documentazione se non resa in lingua italiana deve essere tradotta con traduzione asseverata nei modi di Legge.
b) un attestato delle caratteristiche tecniche (se non integralmente rilevabili dalla carta di circolazione) che qualora non sia rilasciato dalla Autorità statale deve essere da questa autenticato.
Il C.O.C. che in taluni Paesi resta nella disponibilità degli intestatari dei veicoli è pienamente valido quale attestato delle caratteristiche tecniche, e per esso si richiama integralmente quanto esposto al precedente paragrafo.
La documentazione ad eccezione del C.O.C., se non resa in lingua italiana deve essere tradotta con traduzione asseverata nei modi di Legge.
Procedure di immatricolazione (veicoli nuovi di fabbrica o già immatricolati)
Numerosi Uffici periferici segnalano di essere aditi da Operatori del settore non solo non ricompresi nella loro giurisdizione territoriale, ma altresì richiedenti l'operazione stessa in nome e per conto di intestatari che risiedono in altre Province. Si verificherebbe cioè una “migrazione” di Operatori verso Uffici da costoro “scelti” in luogo di quelli ai quali in linea di logica si dovrebbero rivolgere.

Sono pervenute altresì talune doglianze in ordine ai tempi di definizione delle domande da parte di qualche Ufficio periferico a causa di particolari e specifici controlli ivi attuati.

Al riguardo, occorre considerare innanzi tutto che una significativa innovazione delle procedure di immatricolazione recata dal Codice della strada vigente (Decreto legislativo 285/1992) consiste nella “targatura nazionale dei veicoli”: cioè nell'essere venuto meno il pregresso obbligo della immatricolazione soltanto presso la sede dell'Ufficio periferico D.T.T. nella cui giurisdizione territoriale risiede l'intestatario del documento di circolazione.

Inoltre, si deve rilevare che le “migrazioni” originano da Province i cui Uffici periferici lamentano un organico numericamente inadeguato, ovvero nei quali le procedure di verifica delle domande di immatricolazione comporterebbero controlli attivati non sulla base di disposizioni ministeriali.

Dunque:
– da un lato l'adire, da parte di “Importatori paralleli”, Uffici periferici D.T.T. “a loro scelta” non è in linea di principio contrario alla Normativa in vigore;
– dall'altro però tali comportamenti sono suscettibili di recare turbativa all'attività degli Uffici ed in ultima analisi alla stessa Utenza.
In relazione a quanto precede, stante il diritto/dovere dell'Amministrazione di assumere determinazioni a regolamentare l'espletamento delle proprie mansioni istituzionali, in via provvisoria al fine di monitorare compiutamente il fenomeno e per garantire la migliore operatività degli Uffici si dispone quanto segue.
A. le domande di immatricolazione dei veicoli di cui qui si tratta possono essere presentate in alternativa:
a) nell'Ufficio periferico D.T.T. nella cui giurisdizione territoriale è ubicata una sede della Società che li commercializza;
b) nell'Ufficio periferico D.T.T. competente in relazione alla residenza dell'intestatario del documento di circolazione.

Si sottolinea inoltre che il vigente Codice della strada ha reso inefficace il disposto della circolare D.G. n. 88/88 del 28 maggio 1988 in ordine al rilascio dei certificati di approvazione, eccezion fatta per quelli relativi a veicoli di competenza dei Centri prova o per i quali sia previsto l'allestimento in più fasi (punto 12.1 circolare D.G. n. 133/85): per questi ultimi si richiama il disposto dell'articolo 236 del Regolamento di esecuzione C.d.S..
B. Gli accertamenti istituzionali sulla documentazione ivi comprese le traduzioni da allegarsi, sono da espletarsi con l'ordinaria diligenza e concernono esclusivamente la completezza a norma e la perfezione formale degli atti.
C. Ogni modifica delle procedure di competenza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti non può essere assunta ad iniziativa dei singoli Uffici anche d'intesa con le Autorità locali, ma deve essere adottata dall'Amministrazione centrale. Ciò, affinchè tutti gli Uffici periferici possano parimenti ottemperare e sia evitato che le eventuali irregolarità che non supererebbero il vaglio di un Ufficio allertato siano invece perpetrabili in tutti gli altri pur nella piena buona fede dei funzionari addetti ai controlli.
A far data dalla ricezione della presente gli Uffici periferici D.T.T. si asterranno perciò dal dare corso ad accertamenti ulteriori rispetto a quelli istituzionali prescritti, se non a seguito di istruzioni ministeriali. Inviteranno le Autorità locali a segnalare eventuali problematiche e particolari esigenze alle Amministrazioni centrali di loro riferimento per l'eventuale assunzione di determinazioni da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, previe intese.

I Coordinatori vorranno verificare l'ottemperanza alle disposizioni recate con la presente e riferiranno mensilmente alla Direzione generale I. Eventuali modifiche delle procedure qui previste saranno disposte dopo i primi sei mesi di monitoraggio dell'andamento dell'attività, anche in considerazione dell'imminente ingresso nella Comunità europea di altri Paesi.

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Si richiama infine l'attenzione sulla circostanza che le competenze in fatto di verifica della documentazione fiscale concernente i veicoli sono state trasferite dagli Uffici I.V.A. dell'Amministrazione finanziaria agli Uffici periferici della Agenzia delle Entrate, di recente istituzione. Detti Uffici sono pertanto i destinatari delle comunicazioni in materia, da attuarsi con le modalità previste dalla Circolare n. 0858/UT19/CG( C) del 20 settembre 2000.

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Lo scrivente Dipartimento si riserva di integrare e/o modificare le disposizioni recate con la presente circolare in relazione all'attuarsi dei nuovi strumenti procedurali e di controllo che la Normativa interna, la instaurazione di mirate procedure informatiche e la sempre più stretta collaborazione tra gli Stati – in particolare, della Comunità – ponessero via via a disposizione delle Amministrazioni nazionali. In tale contesto si pone particolare riferimento all'imminente avvio di “Prenotanazionalizzazione” il cui processo attuativo sarà pubblicato a tempo debito.
Restano valide le disposizioni precedentemente emanate se non in contrasto con quelle di cui alla presente circolare.

IL CAPO DIPARTIMENTO
(Dott. Ing. Amedeo FUMERO)

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