Illegittimo il verbale di contestazione elevato dall'ausiliario del traffico

REPUBBLICA ITALIANAIn nome del Popolo italianoIl Giudice di Pace dell'Ufficio di C.mare di Stabia, Avv. Salvatore Somma ha emesso la seguenteSENTENZANella causa iscritta al n. 2742/03 del R.G.....

6 aprile 2004 - 10:23

REPUBBLICA ITALIANA

In nome del Popolo italiano

Il Giudice di Pace dell'Ufficio di C.mare di Stabia, Avv. Salvatore Somma ha emesso la seguente

SENTENZA

Nella causa iscritta al n. 2742/03 del R.G.. riservata a sentenza all'udienza del 15.12.2003

TRA

X.X., elett.te dom.ta … per procura a margine del ricorso

– RICORRENTE –

E

Comune di Castellammare di Stabia, in persona del legale rapp.te pro tempore, rapp.to e difeso dall'Avv. …

– RESISTENTE ­

OGGETTO: Opposizione a verbale di accertamento di contravvenzione.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso depositato il 10.06.2003, X.X. proponeva formale opposizione avverso il verbale di accertamento di infrazione al C.d.S. n. 14696 del 30.05.2003, per l?importo di Euro 33,60 per sanzione amministrativa elevata per infrazione all'art. 157 comma 6° del C d.S dagli ausiliari del traffico di Castellammare di Stabia, per aver sostato senza esporre il titolo di pagamento con l'auto tg. XXXX.

A tal fine eccepiva che il verbale era illegittimo in quanto elevato da ausiliario del traffico, non abilitato dalla legge in quanto non dipendente del Comune né della ASM a cui era affidata la gestione delle aree di parcheggio, in violazione quindi dell?art. 17 comma 132 della L. 127/97.

Nel merito deduceva e provava producendolo di essere in possesso del titolo di pagamento.

Con decreto dell'11.09.2003, previa sospensione dell'esecuzione, veniva disposta la comparizione delle parti per il 15.12.2003, con notifica del ricorso e pedissequo decreto al Sindaco di Castellammare di Stabia.

Si costituiva il Comune, che deduceva preliminarmente l'inammissibilità ed improcedibilità del ricorso, e nel merito la infondatezza dell?opposizione in quanto il verbale aveva fede privilegiata e gli ausiliari erano muniti di decreto rilasciato dal Sindaco.

All'udienza di comparizione del 15 12.2003, presente la parte ricorrente, il Giudice, con dispositivo letto in udienza, accoglieva l?opposizione, riservandosi la motivazione al deposito della sentenza.

MOTIVI DELLA DECISIONE

L'eccezione di inammissibilità dell'opposizione svolta dal resistente Comune è infondata e va rigettata.

Ritiene il Giudice che erroneo è il riferimento operato dal Comune per sostenere la propria eccezione, all'art. 385 del Regolamento, dettato semplicemente in tema di modalità della contestazione non immediata.

Tale norma detta l'iter procedurale da seguire laddove la contestazione, nelle ipotesi di cui all'art. 384, non abbia potuto aver luogo all'atto dell'accertamento; dispone, infatti, che l'ufficio o il comando compili il verbale con gli elementi acquisiti dall?Agente accertatore e con quelli mancanti una cui copia va notificata al trasgressore.

Tale verbale, provenendo dall?ufficio o comando destinatario del verbale di accertamento, è sottoscritto da parte di appartenenti a tale ufficio o comando, ancorché persona fisica diversa da quella che ha accertato la violazione.

Il legislatore, con gli artt. 200 e segg. del CdS e 383 e segg. dei Regolamento ha scadenzato le varie tappe del procedimento sanzionatorio al fine di garantirne la correttezza, in quanto precipua è la tutela del diritto di difesa del trasgressore previsto dall'art. 24 della Costituzione.

In sintesi, quindi, l?agente accerta la violazione la quale deve essere immediatamente contestata.

Qualora ciò non possa avvenire, l?organo, da cui l?agente dipende, redige il verbale con gli estremi già acquisiti precisi e dettagliati e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, che va notificato al trasgressore, nel termine di 150 giorni dall?accertamento.

In tale verbale vanno forniti al trasgressore ragguagli in merito alle modalità per addivenire al pagamento in misura ridotta, precisando l'ammontare della somma, l?ufficio presso cui va effettuato il pagamento e l?autorità competente a decidere ove si proponga ricorso (al Prefetto o, alternativamente, al Giudice di Pace).

Entro il termine di giorni trenta dalla data di contestazione o notificazione della violazione i trasgressori possono far pervenire al Prefetto scritti difensivi e documenti, ovvero adire direttamente il Giudice di Pace in sede contenziosa.

Come già innanzi precisato. essenziale per la correttezza del procedimento sanzionatorio, è che al trasgressore sia validamente fatta la contestazione della violazione o in mancanza gli sia notificato verbale contenente gli elementi necessari per garantire la completezza della contestazione in relazione alla necessità di esercizio del diritto di difesa degli interessati.

Si pone, quindi allo stato, il quesito se l?opposizione possa essere proposta anche avverso il verbale di accertamento della violazione ? redatto dall?agente accertatore ? su cui, come innanzi precisato, successivamente l?organo, da cui dipende l?agente redige verbale il cui modulo normalmente a mò di avviso, viene lasciato sul parabrezza dell?auto contravvenzionata, che il trasgressore può acquisire qualora lo reperisca.

Il Giudice valuta ammissibile anche l'opposizione a tale verbale, ritenuto di dover aderire all?indirizzo che oggetto del giudizio innanzi all?A.G. competente della opposizione sia l?accertamento negativo della pretesa all'applicazione della sanzione amministrativa. Sul punto la S.C. ha indirizzo pacifico e ritiene che il ricorso ex art. 22 della L. 689/81 ben lungi dal configurare un?impugnazione dell?atto amministrativo, introduce, bensì, un ordinario giudizio sul fondamento della pretesa creditoria fatta valere, nel quale le vesti sostanziali di attore e convenuto, anche ai fini della ripartizione dell?onere probatorio, spettano rispettivamente a parte opposta e all?opponente (Cass 29. 12.89 n. 5826; Cass.. 20.05.94 n. 4946; Trib. Perugia 1-5.10.99 n. 455).

Costituisce diritto potestativo del trasgressore o richiedere tale accertamento negativo investendo immediatamente l'autorità giudiziaria ? in tal caso egli valuta comunque garantito il suo diritto di difesa con il recepimento del modulo lasciato sull?auto ? ovvero rinviare il ricorso in opposizione al successivo momento della notifica della contestazione della violazione.

E l?interesse ad una immediata opposizione all?accertamento può derivare oltre che dalla necessità di evitare che, ai sensi dell'art. 202 ultimo comma del CDS, il verbale di contestazione acquisti efficacia di titolo esecutivo in danno dell'opponente, anche dalla positiva valutazione di evitare che gli siano poste a carico le ulteriori spese di accertamento (della proprietà e della residenza) e di notificazione.

E nel solco del pacifico e costante indirizzo ai legittimità di tutela di garanzia della necessità di esercizio di difesa dell'Linteressato, la S.C. con un ultimo pronunciato ha statuito che in ogni caso la validità della contestazione quale che sia la forma usata è condizionata unicamente dalla sua idoneità a garantire l?esercizio di detto diritto al quale è preordinata e solo tale accertata inidoneità può essere causa di nullità del verbale e della successiva ordinanza ingiunzione (Cass. Civ. sez 1. 26.03.2003 n. 4459 in Giuda al Diritto, Dossier 5, maggio 2003. pag 15).

Consegue, pertanto, l'ammissibilità della proposta opposizione.

Passando poi alla denegata legittimità dell?accertamento operato dai c.d. ausiliari del traffico va rilevato che l?opposto Comune nulla ha provat,. eccepito e dedotto in merito alla opposta circostanza che gli accertatori non fossero dipendenti né del Comune e né dellASM a cui ha affidato la gestione delle aree di parcheggio.

Ne consegue che tale circostanza, in quanto non contestata può ritenersi pacifica non avendo, peraltro, il Comune offerto la prova contraria.

Il Comune ha soltanto dedotto che gli ausiliari sono muniti di decreto sindacale che li abiliterebbe ad accertare le violazioni.

Tale circostanza è stata impugnata per cui competeva all?opposto, in applicazione del criterio di ripartizione dell'onere probatorio, fornire la prova, non offerta.

Ma, seppur offerta, non avrebbe portato ad utile risultato diverso. Ed invero l?opposto per supportare la tesi della legittimità dell?accertamento degli ausiliari richiama l?art. 68 della L. 23.12.99 n. 488 (cd. Legge Finanziaria del 2000) ove effettivamente è previsto che il Sindaco designa nominativamente il personale cui affidare le funzioni di accertamento e prevenzione previste dai comma 132 e 133 dell?art 17 della l. 15.05.97 n. 127 con gli effetti di cui all'art. 2700 c.c.

Ma proprio il disposto richiamato pone al Sindaco per la designazione nominativa dei limiti essenziali: il primo costituito dall'accertamento che la persona da designare non abbia precedenti o pendenze penali; il secondo che, comunque, tale persona rientri nell?ambito delle categorie indicate nei comma 132 e 133 della richiamata L. 127/97. Tale condizione come innanzi detto, è rimasta accertata negativamente in quanto il Comune si è sottratto all'onere probatorio facentegli carico.

Sul punto è opportuno infatti rilevare che in mancanza delle condizioni suddette i verbali redatti dagli ausiliari lungi dall?aver portata di atto pubblico facente fede fino a querela di falso, vanno guardati al pari di quella che in campo penale suole chiamarsi notizia criminis, offerta da un privato.

Conseguentemente, in caso di irrogazione di sanzione su tale base e successiva opposizione, supposto trasgressore e autorità sanzionatrice sono ad armi pari per quanto concerne la prova; per cui, tenendo conto della caratteristica del procedimento di opposizione di cui all?art. 23 della L. 689/81 ? che, al pari dell?opposizione a decreto ingiuntivo, presuppone l?inversione dei ruoli processuali sotto il profilo dell?onere probatorio ? l?amministrazione, benché convenuta sotto il profilo del rito assume, per questo, veste di attrice in quanto è lei che deve fornire la prova della propria pretesa creditoria (Trib. Perugia 05.10.990. 455; Casa. 25.10.990. 11449) cui, come già innanzi rilevato, si è sottratta.

Ma anzi l'opponente che ben poteva attestarsi su posizione solo di contestazione ha prodotto anche il titolo di pagamento dando prova che la pretesa violazione era insussistente anche nel merito.

Le spese seguono la soccombenza e vanno liquidate come da dispositivo.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di castellammare di Stabia, Dr. Salvatore Somma, decidendo sull'opposizione di cui in atti e disattendendo ogni ulteriore richiesta:

1) accoglie l?opposizione proposta con ricorso del 10.06.2003 e per l?effetto annulla l?impugnato avviso di verbale di contestazione dì infrazione del dei CDS n. 14696 del 30.05.2003;

2) condanna il Comune di Castellammare di Stabia al pagamento delle spese di giudizio che liquida in …

Castellammare di Stabia, 15.12.2003.

Il Giudice di Pace

Dr. Salvatore Somma

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