Il trasgressore non proprietario dell'auto ha diritto a ricorrere

Chi si assume la responsabilità di un'infrazione ha interesse, quindi diritto, a ricorrere contro la multa

26 marzo 2012 - 6:00

Con la sentenza 04605 del 27 gennaio 2012, depositata il 22 marzo, la Cassazione (seconda sezione civile) si occupa delle multe col taglio di punti della patente, e della possibilità di fare ricorso. Se l'effettivo trasgressore (la persona che era al volante al momento dell'infrazione) si assume la responsabilità dell'infrazione, potrà opporsi alla sanzione presentando ricorso al Giudice di pace o al Prefetto. È un suo interesse, e quindi un suo diritto.

COLPA MIA – Il guidatore (persona diversa dal propriterio della vettura), con sottoscrizione autenticata o nelle forme della dichiarazione sostituiva di atto notorio, dovrà sostenere di avere preso visione del verbale di contestazione e di essere l'effettivo responsabile della condotta contestata come violazione cui consegue la decurtazione dei punti-patente. Dopodiché, è suo interesse e diritto impugnare il verbale di contestazione.

ROSSO FATALE – Tutto è nato qualche anno fa, quando un guidatore, al volante di un'auto di un amico, attraversa l'incrocio col semaforo rosso: dopo qualche settimana, il Comune di Gaglianico (Biella, in Piemonte) invia a casa del proprietario della vettura la multa col taglio di sei punti-patente (l'infrazione è stata rilevata con un apparecchio elettronico). Il vero trasgressore si assume subito la responsabilità dell'accaduto, e la Polizia ne prende atto. E poi ricorre al Giudice di pace, contestando il verbale e chiedendo quindi l'annullamento dell'ammenda e della sottrazione di punteggio della patente: multa cancellata. Ma il Comune fa appello in Tribunale e vince: solo il proprietario può ricorrere. Il ribaltone avviene in Cassazione, cui si rivolge l'automobilista: gli ermellini si allontanano dalla giurisprudenza maggioritaria che vuole come unico contestatore del verbale la persona al quale è stato notificato (il proprietario, se la multa arriva a casa). Stando alla Corte suprema, c'è un'autodenuncia, quindi l'interesse diretto alla contestazione. Ora un altro giudice del Tribunale di Biella dovrà sentenziare seguendo l'orientamento della Cassazione. Che poi pare essere il ragionamento più logico da seguire: il trasgressore cui tolgono i crediti della patente è realmente spinto a ricorrere per conservare la licenza di guida.

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