Il ministero: «Fuorilegge i display dissuasori». Online il testo del Ministero

Negli ultimi anni sono stati installati in tutta Italia, ma sarebbero illegali: i display ai bordi delle strade per indicare la velocità di chi vi sta transitando, dissuadendolo dal correre, sono...

12 novembre 2008 - 15:50

Negli ultimi anni sono stati installati in tutta Italia, ma sarebbero illegali: i display ai bordi delle strade per indicare la velocità di chi vi sta transitando, dissuadendolo dal correre, sono ritenuti fuorilegge dal ministero dei Trasporti. Se i dissuasori continuano a funzionare e – probabilmente – a moltiplicarsi, è perché la questione sinora è rimasta sotto traccia: il parere ministeriale è contenuto non in un atto pubblico come una circolare, ma solo in una semplice nota di risposta a un quesito posto l'anno scorso. Il contenuto della nota, dunque, doveva essere conosciuto al solo destinatario; è stato diffuso tra gli addetti ai lavori attraverso canali informali nei mesi scorsi.

Il ministero esprime nei confronti dei dissuasori pesanti dubbi formali e sostanziali. Dal punto di vista formale, i tecnici ministeriali osservano che i dispositivi, le apparecchiature e i mezzi tecnici per controllo e regolazione del traffico – secondo l'articolo 45, comma 6 del Codice della strada – sono consentiti solo se elencati nel Regolamento di esecuzione, che non cita in alcun modo i dissuasori; ciò, tra le altre cose, espone chi li installa a responsabilità in caso di incidenti. Che – secondo il ministero – non sono improbabili: dal punto di vista sostanziale, i dubbi riguardano la precisione con cui i dissuasori misurano la velocità (non sono omologati come Autovelox e simili) e il fatto che, quando transita più di un veicolo, non è chiaro a quale si riferisca il valore mostrato dal display. Entrambe queste circostanze possono disorientare i conducenti, causando anche brusche frenate.
Un giudizio severo e riscontrabile da chiunque passi davanti a un dissuasore, anche se non risultano casi in cui il disorientamento abbia causato incidenti. Più che altro i dubbi sui dissuasori avevano riguardato solo la loro efficacia: spesso sono installati senza che nelle vicinanze ci sia poi un rilevatore di velocità omologato, in modo da punire i trasgressori. Quindi il sospetto è che – dopo un primo periodo – molti utenti abituali riprendano a correre perché sanno che non ci sono sanzioni.

Per questo in alcuni casi al dissuasore è stato abbinato un rilevatore omologato. È stato fatto così nel 2002 a Sesto Fiorentino, con risultati buoni: su un limite di 50 orari, la quota di veicoli colti sopra i 70 è crollata dal 10,5% al 3,1% subito dopo l'installazione del display. Per evitare che risalisse, dopo pochi mesi è stato montato anche un Autovelox fisso, che ha ulteriormente dimezzato le violazioni gravi (1,6%). E gli incidenti sono stati sostanzialmente eliminati: rispetto ai dieci (con otto feriti e un morto) del 2001, già nel 2002 si è scesi a quattro (di cui solo uno dopo l'installazione di dissuasore ad Autovelox), senza danni a persone

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Ecco il testo della nota ministeriale:

Rif. prot. n. 272676 del 13.12.2007


Con riferimento alle questioni evidenziate nella nota in riscontro, si premette che l'art. 45 c. 6 del Nuovo Codice della Strada (DLs n. 285/1992) rinvia al connesso Regolamento di Esecuzione ed Attuazione (DPR n. 495/1992) la precisazione dei dispositivi, delle apparecchiature e dei mezzi tecnici per il controllo e la regolazione del traffico, e per l'accertamento e il rilevamento automatico delle infrazioni.

Ciò premesso, si osserva che i dispositivi di rilevazione finalizzati unicamente a visualizzare la velocità dei veicoli in transito non sono ricompresi tra quelli elencati dal vigente Regolamento, e dunque non possono essere soggetti ad approvazione.
Tale modalità di esercizio è da considerarsi non conforme alle norme regolamentari, che all'art. 45 c. 9 prevedono sanzioni a carico di chi fabbrica o vende dispositivi non approvati.
Al riguardo si osserva che, in difetto di norme che ne prevedano l'approvazione, nulla può garantire circa l'accuratezza del rilevamento condotto con i suddetti dispositivi.

Si osserva inoltre che, nel caso di veicoli accodati in avvicinamento, non è dato di sapere a quale di essi si riferisca il rilevamento visualizzato, talchè segnalazioni di velocità eccedenti i locali limiti potrebbero provocare improvvise frenate da parte dei conducenti, con conseguente potenziale pericolo per la circolazione.
Appare peraltro quanto meno improbabile che i conducenti ignorino la velocità alla quale procedono, avendo a disposizione il tachimetro installato sul proprio veicolo.

Al riguardo preme evidenziare che la rilevazione di violazioni dei limiti di velocità di cui all'art. 142, senza che vengano comminate le relative sanzioni di cui ai cc. 7, 8, 9 e 9-bis, potrebbe configurare l'ipotesi di omissione di atti d'ufficio a carico delle amministrazioni procedenti.
In conclusione, e in conformità alle argomentazioni sopra riportate, l'impiego dei dispositivi citati in oggetto non può essere autorizzato.
Si resta a disposizione per ogni eventuale ulteriore chiarimento.

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