Guida in stato di ebbrezza. La gravità del reato corre sul filo dei centesimi

IL FATTO. Appena un anno fa, il Tribunale di Padova annullava un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. dello stesso Tribunale interessante un'autovettura condotta dal suo proprietario...

13 aprile 2010 - 16:45

(Approfondimento alla sentenza della Corte di Cassazione Penale n. 12904 del 06/04/2010)

di Salvatore Palumbo

curatore del portale www.semaforoverde.it

 

IL FATTO. Appena un anno fa, il Tribunale di Padova annullava un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. dello stesso Tribunale interessante un'autovettura condotta dal suo proprietario risultato positivo -ai sensi della lett. C, secondo comma dell'articolo 186 del Codice della Strada – ad esame etilometrico.

Nell'occasione, l'organo di controllo aveva effettuato la prescritta doppia prova dell'alcoltest al conducente, col risultato che quella col minor valore faceva registrare 1,51 grammo/litro facendola rientrare, di fatto, tra la più grave delle tre ipotesi previste dall'articolo 186 del citato Codice della Strada.

 

LA NORMA. La guida sotto l'influenza di sostanze alcoliche è affrontata, come si è accennato, dall'articolo 186 del Codice della Strada che, nel corso degli anni, ha subito sostanziali modifiche.

Tra le più importanti, si segnala quella apportata dal Decreto Legge del 3 agosto 2007, n. 117 convertito, con modificazioni, nella Legge 2.10.2007 n. 160. Tale norma ha, di fatto, sostituito il comma 2 dell'articolo 186, punendo in maniera progressiva il reato in relazione al valore del tasso alcolemico rilevato, istituendo tre diversi ipotesi di cui alle lettere A), B) e C) secondo lo schema di seguito riportato:

 

ipotesi A) Tasso alcolemico compreso tra 0,5 g/l e 0,8 g/l:

 – ammenda da 500,00 a 2.000,00 euro;

 – sospensione della patente o del certificato d'idoneità alla guida di ciclomotori da tre a sei mesi;

ipotesi B) Tasso alcolemico compreso tra 0,8 g/l e 1,5 g/l:

 – ammenda da 800,00 a 3.200,00 euro;

 – arresto fino a sei mesi;

 – sospensione della patente o del certificato d'idoneità alla guida di ciclomotori da sei mesi a un anno;

ipotesi C) Tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l:

 – ammenda da 1.500,00 a 6.000,00 euro;

 – arresto da tre mesi fino a un anno;

 – confisca del veicolo appartenente al conducente;

 – sospensione della patente o del certificato d'idoneità alla guida di ciclomotori da uno a due anni, ovvero 

 – revoca della patente per reato commesso dal conducente di un autobus o di un veicolo di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, ovvero di complessi di veicoli, o in caso di recidiva in un biennio.

 

E' utile notare come il legislatore abbia indicato i valori di soglia con esclusivo riferimento ai decimi e non anche ai centesimi di litro; particolare che riveste importanza quando, come nel caso in esame, l'esito del test esprima un valore compreso tra 1 e 9 centesimi g/l appena oltre una delle soglie limite indicate (nella fattispecie 1,51 g/l), ingenerando due tesi:

la prima che i centesimi di litro espressi nella prova etilometrica non abbiano alcun rilievo (nel caso in esame l'ipotesi di reato sarebbe stata da allocare nell'ipotesi di cui alla lettera B);

la seconda che i centesimi di litro espressi nella prova etilometrica provochino automaticamente l'innalzamento dei valori soglia rispettivamente di un decimo grammo/litro per ciascuna delle ipotesi sopra riportate (nel caso in esame l'ipotesi di reato sarebbe stata da allocare nell'ipotesi di cui alla lettera B).

 

LA GIURISPRUDENZA. La quarta sezione della Corte di Cassazione Penale, con la sentenza n. 12904 depositata in data 06/04/2010, ha ribaltato quanto deciso dal Tribunale di Padova motivando la sua decisione col fatto che appare contraddittorio che il legislatore abbia voluto negare alcuna valenza ai centesimi indicando nel testo della norma una sola cifra decimale, poiché l'accertamento del valore (anche di un solo centesimo g/l appena oltre a una delle soglie limite indicate) comporta l'innalzamento dei valori soglia rispettivamente di un decimo grammo/litro per ciascuna delle fattispecie di cui alle lettere A), B) e C).

Aggiunge la Suprema Corte, che “La sensibilità degli strumenti utilizzati per l'accertamento urgente del tasso alcolemico (gli etilometri) era già ben nota al legislatore stesso prima dell'adozione della modifica normativa”, e che quindi questi era già consapevole che i valori dell'alcolemia erano rilevati dagli apparecchi ed approssimati al centesimo di grammo/litro.

Leggi il testo integrale della sentenza al link: http://www.semaforoverde.it/Default.aspx?tabid=2582&language=it-IT

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