Galatina: Giudice boccia la cessione del credito

Il giudice di pace di Galatina invalida la prassi di cedere il credito da sinistro autostradale ai carrozzieri se queste non sono autenticate.

9 maggio 2011 - 15:52

Il giudice di pace di Galatina annulla la prassi comune di cedere il credito da sinistro autostradale ai carrozzieri tramite dichiarazioni di delega con firma non autenticata. Il credito spesso non è realmente accessibile o confermato e ciò impone inoltre di non potere effettuare operazioni su di esso.

LA PRASSI – La cessione del credito pro solvendo, operazione tipica dei sinistri autostradali, potrebbe non essere automaticamente confermata dai giudici di Pace. Tale operazione, che consiste nel consegnare agli addetti ai lavori il credito elargito dalle compagnie assicurative in casi di sinistro, risulta spesso effettuato con modalità non chiare o certificate, soprattutto prima che l'effettivo credito sia elargibile dalla compagnia assicurativa del conducente reo del sinistro autostradale. La cessione del credito, che da sempre è stata un'operazione di marketing di forte impatto per le carrozzerie, viene quindi a rivelarsi come una pratica insicura.

UN CREDITO FUTURO – L'esistenza di un credito, in realtà esclusivamente potenziale, unita alla presenza di una firma non autenticata, hanno portato il giudice di pace di Galatina, in provincia di Lecce, ad accogliere, nella sentenza 320/2011, la richiesta di delegittimazione della delega di cessione, dovuta all'inesistenza del credito stesso. La compagnia assicurativa lamentava infatti il mancato obbligo di risarcimento alla parte legittimata nel caso in cui non venisse riconosciuta una effettiva colpa da parte di un suo assicurato. Il Giudice di Pace ha espresso testualmente: “il documento esibito mediante deposito nel proprio fascicolo di parte … consiste in una dichiarazione unilaterale intitolata “Contratto di cessione del credito pro solvendo e autorizzazione al trattamento dei dati personali” con cui … dichiara di cedere il credito sorto nei confronti della compagnia … per il sinistro avvenuto … ” con sottoscrizione di … non autentica né comunicata al debitore ceduto (artt. 1260 e seguenti c.c.). Ma soprattutto occorre rilevare oltre alla assenza di sottoscrizione resa autentica, la inesistenza, al tempo della dichiarazione di cessione, di un credito da poter cedere non essendo stato accertato né riconosciuto il diritto di … ottenere in qualche misura un risarcimento del danno né essendo … titolare di un diritto di agire contro gli odierni convenuti”. L'articolo 1260 e seguenti del codice civile, citati dal giudice, disciplinano la cessione dei crediti, imponendo che il credito sia reale e che sia autenticata ogni figura partecipante, in questo caso il cedente (chi ha subito il sinistro), il cessionario (il carroziere) e il debitore (la compagnia assicurativa). Tali argomentazioni hanno portato il giudice a sospendere la pratica di cessione del credito.

CASSAZIONE – La cassazione nel corso del tempo ha avuto opinioni e sentenze contrastanti in merito, si ricorda ad esempio la sentenza del 17 Marzo 1995 che pone l'attenzione sulla cessione di un credito non ancora realmente esistente, mentre il 10 Maggio 2005, si espresse in modo opposto, facendo notare come il credito nasca in modo naturale nel momento del sinistro e come questo sia negoziabile, ma non in contrasto con la cessione del credito pro solvendo. (Rif. Il sole 24 ore)

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