Furto d'auto nel parcheggio comunale: il comune non ne risponde

Gli rubano la macchina nell'area di sosta del comune: nonostante sia un parcheggio a pagamento, al Comune non spetta risarcire il danno

3 novembre 2011 - 12:20

A un automobilista che aveva lasciato l'auto in un parcheggio dell'azienda dei trasporti partenopea, viene respinta dalla Corte d'Appello di Napoli la richiesta di risarcimento al Comune per il furto della propria auto, per via del particolare rapporto che si instaura tra Comune e utente quando si mette la macchina in sosta nei parcheggi comunali.

IL CARTELLO “PARCHEGGIO INCUSTODITO”. In questo caso i Giudici di secondo grado di Napoli hanno dato innanzitutto rilievo al cartello che recava la scritta “Parcheggio incustodito”, esposto nell'area di sosta. Mentre nei contratti tra privati infatti, chi prende in consegna l'auto di norma si assume un obbligo di custodia, e a nulla valgono le generiche esenzioni da responsabilità che appaiono immancabilmente nelle autorimesse (leggi questa sentenza), se il parcheggio è comunale le cose cambiano. Insomma se ci rubano l'auto nel parcheggio privato il gestore ci deve risarcire, con o senza il cartello, mentre se il parcheggio è comunale, e c'è il cartello, allora no.

PER IL COMUNE VALE… – Nel caso della sentenza depositata il 12 settembre 2011 dalla Corte d'Appello di Napoli, si afferma che la presenza del cartello esclude che chi parcheggia in aree di sosta comunali possa aspettarsi che il Comune si assuma obblighi di custodia. Questo perché, trattandosi di un servizio di pubblico interesse, che riguarda problemi di viabilità e di inquinamento, il rapporto che si crea tra utente e Comune è diverso da quello che si instaura tra il gestore di un parcheggio privato e il cliente. In sostanza, secondo i Giudici di secondo grado partenopei, se si parcheggia la macchina in un parcheggio comunale, ci si deve ricordare che tutta l'organizzazione per il ricovero delle auto (sbarre per l'ingresso, eventuale personale, casse), non è preposta a custodire la nostra auto, ma solo a organizzare la sosta per decongestionare il traffico. Di conseguenza, se l'auto sparisce non è colpa del Comune, che non ci risarcisce.

NON CAMBIA LA NATURA DEL RAPPORTO – Il fatto che l'utente del parcheggio comunale paghi una somma, di importo commisurato al tempo della sosta, non basta a indurre l'utilizzatore del parcheggio nella convinzione in buona fede che il gestore si assuma obblighi di custodia. Il costo dell'utilizzo infatti risponde anch'esso a esigenze di rilevanza pubblica, e deve essere considerato un mezzo per regolamentare il tempo della sosta e non il corrispettivo di obblighi, come quello di custodia, che invece non sorgono in capo al Comune.

di Antonio Benevento

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