Furto d'auto con riscatto: anche l'intermediario è un estorsore

Respinto dalla Corte di Cassazione il ricorso di un uomo che aveva condotto le trattative per la restituzione della vettura

26 maggio 2011 - 11:00

Va considerato estorsore non solo chi ruba un'auto per chiedere un riscatto al proprietario, ma anche l'eventuale intermediario che si interpone tra il derubato e il ladro e agisce per conto di quest'ultimo mettendo in atto minacce, anche se «larvate, indirette e figurate», volte a ottenere una somma di denaro.

COSTRIZIONE MORALE – Così ha deciso, il 5 maggio scorso, una sentenza della Corte di Cassazione, la quale ha stabilito che un tale comportamento costituisce «un attacco alla libertà psichica della vittima che, di conseguena, viene a trovarsi in uno stato di costrizione morale». Il caso riguarda due coniugi di Catania che s'erano visti sottrarre la vettura e poi erano stati contattati da un presunto “intermediario” che chiedeva il pagamento di un riscatto per poterla riottenere. Quest'ultimoo, poi identificato (a differenza dei ladri, rimasti ignoti) e condannato anche in appello dal tribunale di Catania, era ricorso in Cassazione. Tra le motivazioni del suo legale per farne dichiarare l'innocenza, oltre a tutta una serie di eccezioni, c'era il fatto che l'imputato non aveva esercitato alcun tipo di violenza, ma si era limitato a svolgere appunto il ruolo di semplice intermediario «nell'esclusivo interesse della vittima, condotta non penalmente rilevante».

CONDANNATO E MULTATO – La Corte ha respinto la tesi sulla base di precisi riscontri e non ha ritenuto che l'imputato abbia sostenuto il semplice ruolo di intermediario poiché, tra l'altro, le vittime non gli avevano richiesto alcun aiuto, ma era stato lui a contattarle immediatamente dopo il furto, tra i soggetti non vi erano rapporti di amicizia e le trattative per la restituzione erano state condotte con modalità «incalzanti». Per questi motivi, il ricorso del falso intermediario è stato respinto e il ricorrente ha dovuto pagare le spese processuali e una multa di 1.000 euro. La sentenza costituisce un eccellente strumento per dissuadere i personaggi che, a fronte del furto dell'auto, si presentano ai derubati come “amici” e agiscono su incarico dei ladri, i quali rimangono nell'ombra. Da oggi, anche i loro emissari rischiano conseguenze penali.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Polizze RC auto 2022: solo il 14,4% sono stipulate online

FIA lancia Drive with Care per la sicurezza stradale nel mondo

Multa per parcheggio vicino a incrocio: quanto si paga?