Evasione Iva sulle auto: l'imputato la fa franca

Doppio successo, a Mondovì, per l'amministratore della Motorland: è stato assolto due volte dall'accusa di complicità nelle "frodi carosello"

25 maggio 2012 - 11:38

L'amministratore di un'azienda di rivendita d'auto di Mondovì, Daniele Tomatis, è stato assolto, con due diverse sentenze, dall'accusa di aver commercializzato veicoli sfruttando il noto meccanismo delle cosiddette frodi carosello, ossia servendosi di società “cartiere” che fungono da intermediarie e “fabbricano” fatture false allo scopo di evadere l'Iva e l'Irpef.

ASSOLTO PER PRESCRIZIONE… – La prima sentenza ha stabilito di non doversi procedere contro Tomatis, amministratore della Motorland, perché il reato è stato prescritto per decorrenza dei termini. L'imprenditore era stato accusato di aver acquistato veicoli dalla Nuova Primauto e dalla Dielle, due società di Torino sospettate di essersi interposte tra i fornitori esteri delle auto e i rivenditori allo scopo di frodare il fisco. I fatti risalivano al 2002 e al 2003, anni in cui le imposte non versate, secondo gli accertamenti disposti all'epoca dall'Agenzia delle Entrate, sarebbero state, rispettivamente di 271.350 e di 1.340.650 euro. A margine dell'assoluzione per prescrizione, l'avvocato della difesa, Falvio Battisti, ha puntualizzato che, in ogni caso, non si sarebbe potuto procedere contro il suo assistito secondo i capi d'accusa in quanto era indimostrabile la circostanza delle fatture false, un'attività per la quale occorre un accordo a tre che coinvolga il fornitore dei beni, l'intermediario e il venditore.

…E PERCHÉ IL FATTO NON SUSSISTE – Pochi giorni fa è arrivata per Daniele Tomatis anche la seconda sentenza d'assoluzione per un altro procedimento riferito a due fatture, questa volta del 2004, emesse dalla Primauto a favore della Motorland per altrettante automobili. Il giudice, in questo caso, ha tenuto in considerazione la testimonianza di un teste a favore dell'imputato, un dipendente della Motorland che, per conto di quest'utima, si occupava di acquistare dalla Primauto le vetture. Secondo le sue dichiarazioni, Daniele Tomatis non s'è mai occupato delle trattative per l'acquisto dei veicoli che la Primauto rivendeva dopo averli reperiti all'estero, ma della sola gestione contabile della Motorland. Commentando la sentenza, che si è conclusa con un “non luogo a procedere perché il fatto non sussiste”, l'avvocato Battisti ha ribadito che “non è stata raggiunta la prova che la Primauto s'è effettivamente interposta tra il fornitore estero delle vetture e la Motorland”. In pratica, non è stato provato che l'imputato abbia intrattenuto un rapporto diretto con l'esportatore dei veicoli. Sulla circostanza che l'amministratore di una società che acquista e rivende veicoli non sia al corrente della loro provenienza e dei meccanismi della fornitura, ovviamente, ciascuno è libero di fare congetture che, appunto, sono destinate a rimanere tali.

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