Etilometro: scontrino riscritto a mano? Multa valida

Secondo la Cassazione, lo scontrino dell'etilometro riscritto a mano è solo una irregolarità: multa valida

23 maggio 2013 - 6:00

Il guidatore pizzicato in stato d'ebbrezza non ha scampo. Neppure se lo scontrino dell'etilometro è stati riscritto a mano. Lo ha stabilito la Cassazione, quarta sezione penale, con la sentenza 21064 dell'11 aprile 2013, depositata il 16 maggio, respingendo il ricorso del guidatore.

LA CORREZIONE NON CONTA – Secondo la Cassazione, “l'orario di effettuazione delle prove coincide esattamente con le indicazioni riportate nel verbale di intervento, che è atto fidefacente, redatto dal personale operante; e che le correzioni non indubbiano altrimenti il rispetto dell'intervallo di tempo di 5 minuti tra le operazioni di analisi dell'aria alveolare espirata, prescritto dall'articolo 379 del Regolamento del Codice della strada”. Quindi, per gli ermellini, l'effettuata correzione dell'orario indicato negli scontrini rilasciati dall'etilometro utilizzato per il controllo del tasso alcolemico, anche se non accompagnata dalla redazione di uno specifico verbale volto a documentare le operazioni di correzione di cui si tratta, integra una mera irregolarità.

IL CASO IN ESAME – Tutti gli scontrini rilasciati dall'apparecchio in dotazione alla pattuglia presentano una correzione a penna relativa all'orario di effettuazione della prova: l'intervento era stato effettuato per riallineare l'orario indicato dall'apparecchio con quello in cui le prove erano state effettuate. Nulla da fare: multa valida. Anche perché le correzioni non mettono in dubbio il rispetto dell'intervallo di tempo di cinque minuti tra le operazioni di analisi dell'aria alveolare espirata.

DUE PRECEDENTI – A proposito di possibili vizi di forma e alcoltest, ci sono due precedenti contro gli automobilisti. Già la Corte d'appello dell'Aquila, con sentenza 8 gennaio 2013, numero 3620, aveva stabilito che l'esecuzione dell'esame etilometrico nei confronti del soggetto sottoposto ad accertamento da parte di una pattuglia di Carabinieri, che abbia poi proceduto alla redazione del relativo verbale di accertamento, per mezzo dell'apparecchiatura in dotazione ad altra pattuglia, intervenuta in ausilio alla prima, appartenente a una diversa stazione, non costituisce circostanza idonea a determinare la nullità dell'accertamento tecnico. E il Tribunale Taranto, con sentenza 5 giugno 2012, numero 335, aveva sancito che l'omesso deposito del verbale contenente gli esiti dell'alcoltest non integra alcuna nullità ma costituisce una mera irregolarità che non incide sulla validità o sull'utilizzabilità dell'atto, rilevando solo ai fini della decorrenza del termine entro il quale è consentito l'esercizio delle attività difensive.

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