E' omicidio colposo se muore il pedone imprudente

La Cassazione: in caso di investimento mortale del pedone per l'automobilista è omicidio colposo, a meno che non si provi la condotta diligente

15 aprile 2014 - 10:00

Una sentenza della IV sez. penale della Corte di Cassazione ribadisce i principi che regolano la configurazione del reato di omicidio colposo, in capo all'automobilista che investe e uccide il pedone. Si tratta della pronuncia n. 14776/14, depositata lo scorso 31 marzo. Gli Ermellini si sono trovati a considerare un caso in cui il pedone, sceso dall'autobus, aveva avventatamente attraversato la strada all'improvviso e fuori dalle strisce. Purtroppo l'automobilista che giungeva in senso inverso non è riuscito ad evitarlo e lo ha arrotato, uccidendolo. Il conducente del veicolo, assolto in primo grado, era stato condannato a nove mesi di reclusione per omicidio colposo, dalla Corte d'Appello di Roma, e per questo era ricorso in Cassazione. Suo malgrado, i Giudici di Piazza Cavour confermano la posizione della Corte d'Appello: bisogna tenere una velocità prudenziale e badare alle infrazioni altrui quando sono prevedibili.

L'IMPRUDENZA E L'ECCESSO DI VELOCITA' – La vicenda è tristemente emblematica dei rischi della circolazione. Un pedone che si butta sulla carreggiata appena sceso dall'autobus per raggiungere l'altro lato, e un automobilista che viaggia oltre i limiti consentiti nel traffico urbano. Un esito, tragico, che si sarebbe potuto evitare se le parti coinvolte avessero mantenuto un contegno più prudente e meno confidente nelle proprie capacità di evitare gli incidenti del traffico. Secondo gli accertamenti compiuti nel merito, l'automobile viaggiava a 70-75 km/h, ben oltre quindi ai limiti di velocità previsti per le strade urbane. Il pedone, che ha attraversato la strada all'improvviso, fuori dalle strisce pedonali, è senz'altro colpevole, ma la sua condotta non può considerarsi l'unica causa del fatto lesivo. In situazioni come quella, quando un autobus scarica i passeggeri alla fermata, gli automobilisti devono aspettarsi le irregolarità dei pedoni.

L'OGGETTIVA IMPOSSIBILITA' DI AVVISTARE IL PEDONE – Secondo gli Ermellini, perchè l'automobilista che investe a morte un pedone vada esente dal reato di omicidio colposo, è necessario che si trovi “nell'oggettiva impossibilità di avvistare il pedone e osservarne tempestivamente i movimenti, attuati in modo rapido e inatteso e, inoltre, che nessuna infrazione alle norme della circolazione stradale ed a quelle di comune prudenza sia riscontrabile nel comportamento del conducente”. Solo in tal caso infatti, il conducente del veicolo sarà considerato esente da colpa totalmente e quindi non potrà essere riconosciuto colpevole di omicidio colposo. Si tratta evidentemente di un'ipotesi estremamente difficile da riscontrare: purtroppo chi guida tende sempre a basarsi sulla propria esperienza di ciò che di solito accade, mentre si dovrebbe guidare concentrandosi anche sui rischi meno probabili.

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