Dislivello attorno al tombino: vi spetta il risarcimento

Incidente per il dislivello stradale non segnalato intorno al tombino: azienda idrica e Comune corresponsabili dei danni. Lo ha sancito la Cassazione

11 maggio 2012 - 8:06

Con la sentenza 7035 del 29 novembre 2011, depositata il 9 maggio 2012, la Cassazione (terza sezione civile) inchioda azienda idrica e Comune alle loro responsabilità, come già avvenuto in passato: se si verifica un incidente per il dislivello stradale non segnalato intorno a un tombino, devono pagare i danni al guidatore. Nel caso specifico, un ciclista ha diritto a essere risarcito per un dislivello di sei centimetri.

RICORSO RESPINTO – Gli ermellini hanno respinto il ricorso della società idrica e del Comune di Massa Lubrense (Na) contro la decisione della corte d'appello di Napoli che – nel 2005 – li aveva ritenuti corresponsabili della caduta di un giovane ciclista sul dislivello stradale intorno al tombino (avvenuta nel 1989). Infatti, secondo Piazza Cavour, “l'impossibilità della custodia non sussiste quando l'evento dannoso si è verificato su un tratto di strada che, posto all'interno della perimetrazione del centro abitato, era adibito al pubblico transito di persone e veicoli”. Inoltre, incombe sul Comune, che pertanto ne conserva la custodia, apporre o controllare che l'appaltatore apponga (se in tal senso è il relativo contratto) adeguata segnalazione a tutela della sicurezza degli utenti. Siano questi ciclisti o guidatori di altri veicoli, anche a motore.

LAVORI, QUALI CAUTELE – In particolare, chi compie lavori o la depositi sulle strade deve eseguire i lavori e disporre i materiali con le cautele idonee a mantenere possibile la circolazione e sicuro il transito. Deve inoltre delimitare con opportuni ripari ben visibili gli scavi e gli altri lavori intrapresi. Ha l'obbligo di collocare, in caso di sbarramento o deviazione anche parziale del traffico, un numero sufficiente di cavalletti a strisce bianche e rosse. Vanno mantenuti efficienti, durante la notte o in casi di scarsa visibilità, fanali a luce rossa e dispositivi a luce riflessa rossa, in modo che i lavori, gli scavi, i depositi di materiale, i palchi, i cavalletti e gli steccati siano visibili a sufficiente distanza. Se tutto queste misure di sicurezza non vengono adottate, il Comune e l'azienda che fa i lavori pagheranno i danni al veicolo e le lesioni fisiche: il dislivello attorno al tombino non segnalato in modo adeguato è un'insidia.

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