Dirigenti del Consorzio Autostrade Siciliane condannati per omicidio colposo

Condannato il Consorzio Autostrade Siciliane per omicidio colposo plurimo. Non avevano effettuato i dovuti ammodernamenti ai guard-rail di un viadotto

9 giugno 2011 - 12:45

La corte d'appello di Messina esprime una sentenza storica nei confronti della dirigenza del Consorzio Autostrade Siciliane, reo, a detta della stessa corte, di non avere attuato le misure cautelative necessarie alla sicurezza degli automobilisti in un tratto di autostrada dotato di guard-rail non adeguati. L'AIFVS festeggia l'esito della sentenza.

COLPO DI SONNO – La causa scatenante l'evento è molto probabilmente un colpo di sonno o comunque una distrazione avvenuta Il 2 maggio del 2006 alle ore 4 del mattino. Un'Audi A4 percorreva la tangenziale A/20 in direzione di Palermo, sul viadotto denominato “Ritiro” ed ha urtato con la parte laterale destra contro il guard-rail iniziando a carambolare in direzione della barriera posta sul margine sinistro. L'urto è stato inevitabile e dopo aver abbattuto 12 metri di barriera e 5 pannelli di rete metallica, l'autovettura e' volata nel vuoto per 52 metri nel terreno sottostante. Nell'impatto i quattro occupanti, hanno perso la vita.

CONDANNATI – I dirigenti condannati in appello del Consorzio Autostrade Siciliane sono il Commissario Straordinario Benedetto Dragotta, il Direttore generale Ubaldo Luxi, il Direttore Tecnico e di Esercizio Felice Siracusa ed il Direttore dei Servizi Tecnici Gaspare Sceusa, tutti condannati a un anno e sei mesi di reclusione. Secondo la corte messinese i dirigenti “avevano il preciso obbligo di vigilare sull'efficienza e l'inidoneità delle barriere presenti sul viadotto Ritiro, e accertatane la palese inadeguatezza, provvedere alla tempestiva sostituzione”, cosa che non è stata mai fatta. Nel caso in cui non fosse possibile sistemare i guard-rail tempestivamente, “avrebbero dovuto quanto meno apprestare rimedi provvisori e cautelativi, segnalando il pericolo agli automobilisti” atti a limitare la velocità di transito dei veicoli sul viadotto, stante anche le condizioni di particolare pericolo dovuto alla considerevole altezza dell'impalcato e alla presenza di abitazioni in prossimità della base del viadotto.

CONTROCORRENTE – La sentenza d'appello messinese, che ha ribaltato la sentenza di primo grado che assolveva i dirigenti del consorzio, è considerata in controtendenza rispetto ai precedenti storici sinora avvenuti. Gli avvocati delle vittime e l'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada tentano da parecchio di tempo di far risaltare la verità anche nelle sedi dei tribunali. Spesso, a detta dell'associazione, si sottovaluta il problema dell'adeguazione dei guard-rail autostradali. Sebbene la porzione “Ritiro” dell'autostrada A-20 sia una tra le prime ad avere avuto i guard-rail a “tutta altezza”, essi sono stati montati ormai da quarant'anni e non sono in grado di reggere il peso delle automobili moderne, mentre legalmente, dovrebbero potere, in alcune occasioni, contenere l'impatto di un camion.

1 commento

Pancrazio
14:44, 15 giugno 2011

Basta pensare che in Germania (Unione Europea) Le autostrade non sono a pagamento e certamente in condizioni migliori delle nostre. Io vivo in provincia di Messina e in 25 anni che ho continuamente usato queste autostrade, mi vergogno per loro che hanno sulla coscienza tanti morti ed anch'io ho subito due incidenti, per fortuna senza gravi conseguenze. si dovrebbero sparare in massa, queste strade non meritano il pagamento del pedaggio che è un furto ai danni di chi usa queste “Strade” ed il governo vorrebbe mettere il pedaggio su altre strade schifose, in Sicilia. Mi dovrebbero pagare i danni subiti dalle mie automobili che nel tempo ho dovuto cambiare, Invitatemi ad un forum che so io cosa dire su queste “Trazzere”. Vergogna…. E i turisti che arrivano con le auto e vedono questo schifo, che immagine si fanno della Sicilia e dell'Italia in generale ?…..

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