Danno non patrimoniale: da Roma il no alle tabelle milanesi

Il Tribunale di Roma: nel risarcimento del danno non patrimoniale per le vittime degli incidenti, ci si può discostare dalle tabelle milanesi

19 gennaio 2012 - 12:00

Il danno non patrimoniale (non legato all'auto e alle cose in generale, e non valutabile secondo parametri oggettivi) è ancora protagonista di una sentenza: con sentenza 60519 del 18 ottobre 2011, il Tribunale di Roma ha appena deciso che nel risarcimento di quel tipo di danno ci si possa discostare dalle tabelle milanesi, indicate dalla Cassazione (con sentenza 12408/11) come riferimento valido per garantire un trattamento omogeneo ai danneggiati dei sinistri in tutto il Paese. Un “allontanamento” dalle tabelle milanesi, ha aggiunto il Tribunale di Roma, purché si liquidi il ristoro in modo non gravemente difforme dai parametri individuati dall'ufficio giudiziario lombardo.

DOPPIA LESIONE – Per danno non patrimoniale, s'intende essenzialmente quello biologico: una menomazione psicofisica della persona. Incide sul valore uomo in tutta la sua dimensione, incluse le funzioni naturali aventi rilevanza non solo economica, ma anche biologica e sociale. Parte della dottrina include del danno non patromoniale anche il danno esistenziale: lo sconvolgimento foriero di scelte di vita diverse, perché cambia il modo di rapportarsi con gli altri nell'ambito della vita comune di relazione. Ma perché i giudici romani hanno rifiutato le tabelle milanesi? Perché renderebbero difficile ricomprendere in un unico punto tabellare per la liquidazione un danno permanente come quello biologico e un altro transitorio come quello morale (il turbamento dello stato d'animo). Inoltre, secondo Roma, la personalizzazione del danno non patrimoniale resta un obbligo per il giudice, che rischia di trovarsi vincolato dal punto “pesante” milanese.

IN CONCRETO – Esaminando il caso di un pedone investito da un motociclista, il Tribunale romano ha tenuto conto dell'invalidità riportata e della giovane età della vittima all'epoca del sinistro, grazie a princìpi comuni e uniformi elaborati dalla giurisprudenza, e non un unico punto “pesante”. Alla fine, “utilizzando la tabella del Tribunale di Roma, considerato il valore punto di 10 e riscontrato che parte danneggiata al momento del sinistro aveva una età di 25 anni, la quantificazione del danno biologico da invalidità permanente risulta pari ad euro 17.914,29. Per quanto concerne il danno biologico da invalidità temporanea assoluta e relativa, questo giudice ritiene che tale voce di danno, pur rientrante nel danno biologico, debba formare oggetto di risarcimento con parametri diversi da quelli previsti per il danno biologico da invalidità permanente, in considerazione degli effetti diversi e spesso ben più gravi connessi con la fase acuta della malattia”.

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