Corte di Cassazione Penale, sezione quarta – Sentenza n. 3346 del 26/01/2010

Circolazione stradale - Art. 186 del Codice della Strada - Guida in stato di ebbrezza - Oblazione - Presenza di due misurazioni alcolimetriche rientranti in due distinte ed autonome fattispecie...

21 luglio 2010 - 12:50

Circolazione stradale – Art. 186 del Codice della Strada – Guida in stato di ebbrezza – Oblazione – Presenza di due misurazioni alcolimetriche rientranti in due distinte ed autonome fattispecie, la prima delle quali in quella più bassa (da 0,5 a 0,80 g/l) – Per poter ammettere l'imputato all'oblazione è sufficiente che almeno una delle misurazioni rientri nella fascia più bassa, non potendosi ritenere accertato il reato di cui alla lett. b) con la conseguente preclusione all'oblazione.

FATTO E DIRITTO

Con sentenza in data 12.3.2009 il Gip del Tribunale di (OMISSIS) dichiarava non doversi procedere nei confronti di G. P. in ordine al reato di cui all'art. 186 C.d.S., comma 2, fatto commesso l'(OMISSIS), per essere il reato estinto per intervenuta oblazione.

Ha presentato ricorso a questa Corte il Procuratore Generale della Repubblica di (OMISSIS) deducendo il vizio di violazione di legge.

Sostiene che l'imputato è stato erroneamente ammesso al pagamento dell'oblazione, in quanto il Giudice ha preso come riferimento, per l'individuazione delle diverse fasce di punibilità previste, il secondo valore del tasso alcolemico riscontrato (0,8) e non il primo (0,9), come avrebbe dovuto fare e che avrebbe comportato l'inquadramento della fattispecie nella dell'art. 186 C.d.S., comma 2, lett. b), che prevede la pena congiunta dell'ammenda e dell'arresto e quindi non oblazionabile. Secondo il ricorrente non è dubbio che, per inquadrare la fattispecie a seconda dei valori alcolemici riscontrati dalla P.G. (lett. a) valore da 0,5 a 0,8; lett. b) da 0,8 a 1,5; lett. c) da 1,5 e oltre), sì debba fare riferimento al primo accertamento e non al successivo, che ovviamente offrirà un valore più basso per l'intervenuta metabolizzazione dell'alcol per il trascorrere del tempo.

Nel caso di specie risulta dalla comunicazione di notizia di reato che il primo accertamento della presenza di alcol nel sangue è stato fatto alle ore 03.15 con risultato 0,96 e il secondo alle ore 03.33 con risultato 0,80, pertanto il solo accertamento cui si doveva fare riferimento era il primo.

Nell'interesse del ricorrente è stata presentata una memoria con la quale ci si oppone alla tesi del Procuratore Generale e si chiede il rigetto del ricorso.

Il ricorso è infondato.

Deve premettersi che a seguito delle modifiche intervenute con il D.L. 3 agosto 2007, n. 117, convertito in L. 2 ottobre 2007, n. 160, il reato di guida in stato di ebbrezza è articolato in tre distinte ed autonome fattispecie a seconda del tasso alcolemico accertato e che solo per quella più bassa (corrispondente ad un tasso alcolemico da 0,5 a 0,80 g/l) è consentita l'oblazione.

Il problema che si pone ora all'attenzione della Corte è quello di stabilire se in presenza di due misurazioni alcolimetriche che abbiano dato valori diversi, una sola (ovviamente quella più bassa) corrispondente al tasso più basso per il quale è consentita l'oblazione, possa o meno il giudice ammettere l'imputato all'oblazione.

Il Collegio ritiene che il quesito debba avere risposta positiva.

Può infatti osservarsi che a norma dell'art. 379 reg. att. C.d.S., comma 2, la concentrazione necessaria per ritenere sussistente lo stato di ebbrezza deve risultare da almeno due determinazioni concordanti effettuate ad un intervallo di tempo di cinque minuti.

Non è possibile dunque ritenere la sussistenza di una delle specifiche fattispecie attualmente previste alle lett. a), b) e c) dell'art. 186 C.d.S., comma 2, se non in presenza di due risultati rientranti nelle fasce rispettivamente previste. Una diversa interpretazione sarebbe, oltre che in contrasto con il tenore letterale della disposizione, in evidente contrasto con il principio del favor rei. Nella specie, pertanto, correttamente il giudice ha ammesso l'imputato all'oblazione atteso che solo il risultato di uno dei due esami era superiore a 0,80 (essendo l'altro pari a 0,80) e dunque non poteva ritenersi accertato il reato di cui alla lett. b) con la conseguente preclusione all'oblazione.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

fonte – semaforoverde.it

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