Corte di Cassazione Civile, sezione seconda – Sentenza n. 7762 del 30/03/2009

Circolazione stradale - Art. 203, 204 e 205 del Codice della Strada - Ricorso al Prefetto - La mancata audizione dell'interessato, che ne abbia fatto richiesta, da parte dell'autorità...

7 aprile 2010 - 15:33

Circolazione stradale – Art. 203, 204 e 205 del Codice della Strada – Ricorso al Prefetto – La mancata audizione dell'interessato, che ne abbia fatto richiesta, da parte dell'autorità competente, costituisce violazione di una regola procedimentale la cui osservanza è prescritta, in via generale, dalla L. 689/1981 (art. 18) e, in particolare per le violazioni al codice della strada, dall'art. 204 del C.d.S. a tutela del diritto di difesa del presunto trasgressore nella fase amministrativa, con la conseguente illegittimità, in caso di inosservanza, dell'ordinanza di ingiunzione emessa a conclusione di detta fase.

FATTO E DIRITTO

Il giudice di pace di Roma con sentenza del 15 dicembre 2005 respingeva l'opposizione proposta da L.S. avverso il Prefetto della capitale per l'annullamento dell'ordinanza ingiunzione n. 2499/285/05, notificatale il 18 luglio 2005, relativa a infrazione stradale. Rilevava che il provvedimento era stato emesso nei termini e che la mancata convocazione d ricorrente prima dell'emissione dell'ordinanza configurava una semplice irregolarità.

L. ha proposto ricorso per cassazione, notificato il 24 novembre 2006. L'amministrazione è rimasta intimata.

Avviata la trattazione con il rito previsto per il procedimento in camera di consiglio, il procuratore generale ha chiesto l'accoglimento del ricorso perchè manifestamente fondato.

Con il primo motivo è denunciata la violazione di legge (Legge n. 689 del 1981, art. 18) commessa dalla sentenza impugnata in ordine all'audizione della parte nel corso del procedimento amministrativo.

La L. deduce di aver invano inoltrato tempestiva richiesta rivolta al Prefetto e assume la nullità dell'ordinanza adottata.
Il giudice di pace ha ritenuto che l'omessa audizione non vizia l'ordinanza impugnata.

Tale affermazione contrasta con il disposto della L. n. 689 del 1981.

La giurisprudenza di questa Corte in tema di sanzioni amministrative è infatti nel senso che la mancata audizione dell'interessato, che ne abbia fatto richiesta, da parte dell'autorità competente, costituisce violazione di una regola procedimentale la cui osservanza è prescritta, in via generale, dalla L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 18 e, in particolare per le violazioni al codice della strada, dal D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 204 a tutela del diritto di difesa del presunto trasgressore nella fase amministrativa, con la conseguente illegittimità, in caso di inosservanza, dell'ordinanza di ingiunzione emessa a conclusione di detta fase (Cass. n. 15292/07; 4019/07). Il testo delle disposizioni citate non permette di condizionare tale diritto ad una prognosi dell'amministrazione stessa sull'esito dell'audizione, mancando ogni riferimento alla discrezionalità dell'incombente procedimentale, che è un atto obbligatorio, volto da un lato ad agevolare la definizione della controversia in sede amministrativa, dall'altro a tutelare in quella sede il diritto di difesa dell'interessato anche attraverso la illustrazione orale delle proprie ragioni, secondo una scelta legislativa intesa a valorizzare il carattere contenzioso del sub procedimento amministrativo di cui si tratta (Cass. 3400/05).

L'errata interpretazione della normativa ha indotto il giudice di pace a prescindere dalle deduzioni dell'interessata e dall'esame dell'ordinanza. Doveva invece accertarsi se la mancata audizione dipendesse da omessa convocazione o da mancata presentazione.

Discende da quanto esposto l'accoglimento del ricorso.

La sentenza va cassata e la cognizione rimessa ad altro giudice di pace di Roma perchè, attenendosi al principio di diritto sopraenunciato, valuti se vi sia stata la violazione lamentata dall'interessata. Il giudice di rinvio liquiderà le spese di questo grado di giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso. Cassa la impugnata e rinvia ad altro giudice di pace di Roma, che provvedere anche sulla liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

 

fonte – semaforoverde.it

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