Corte di Cassazione Civile, sezione seconda – Sentenza n. 25690 del 04/12/2009

Circolazione stradale - Artt. 203 e 204 del Codice della Strada - Ricorso al Prefetto - I termini utili per la raccolta dei dati, le deduzioni degli accertatori e per l'emissione del ...

4 aprile 2010 - 21:56

Circolazione stradale – Artt. 203 e 204 del Codice della Strada – Ricorso al Prefetto – I termini utili per la raccolta dei dati, le deduzioni degli accertatori e per l'emissione del provvedimento irrogativo della sanzione amministrativa sono cumulabili tra di loro ed ammontano a 180 giorni, senza che abbia alcuna incidenza sul computo totale di essi l'eventuale trasmissione anticipata degli atti di competenza da parte dell'organo accertatore.

FATTO E DIRITTO

Con ricorso depositato il 3.9.04 C. A. proponeva opposizione all'ordinanza ingiunzione n. (OMISSIS) – emessa dal Prefetto di (OMISSIS) a seguito di reiezione del ricorso amministrativo avverso il verbale di contestazione della Polizia Municipale di (OMISSIS) n. (OMISSIS) per infrazione dell'art. 142 C.d.S., comma 8 chiedendone l'annullamento, perchè emessa oltre il termine perentorio di 120 giorni stabilito dall'art. 204 C.d.S., comma 1, decorrente dalla data di ricezione degli atti da parte dell'Ufficio accertatore, contestando altresì la decurtazione dei “punti” dalla patente di guida e la mancata contestazione immediata, nonchè l'erronea indicazione della decurtazione dei punti dalla patente di guida indicata nel verbale di contestazione dell'infrazione in misura di 10 anzichè di 2.

Il Giudice di pace di (OMISSIS) con sentenza n. (OMISSIS), depositata il 3.2.05, rigettava il ricorso e compensava alle spese.

Per la cassazione della decisione ricorre l'opponente esponendo quattro motivi:

1. Violazione e falsa applicazione degli artt. 2, 126 bis, 142, 200, 201, 203 e 204 C.d.S., degli artt. 116, 119, 342, 345, 383, 384, 385 relativo Regolamento e succ. mod., artt. 3, 24, 97 Cost. nonchè difetto di motivazione, L. n. 241, artt. 3 e 7, nel punto in cui ha ritenuto che l'ordinanza prefettizia era stata emessa nel termine all'uopo previsto dalla normativa in materia.

Sostiene il ricorrente che, avendo inoltrato in data 2.12.03 al Comando dei Vigili Urbani di (OMISSIS) il ricorso amministrativo al Prefetto e avendo lo stesso Comando trasmesso già in data 16.12.03 lo stesso ricorso al Prefetto, l'Organo di Autogoverno avrebbe dovuto adottare la sua decisione nel termine di 120 giorni decorrenti dalla stessa data di recezione del ricorso; viceversa, la decisione era stata adottata solo in data 5.5.04, vale a dire oltre il termine previsto dalla menzionata norma;

2. violazione delle stesse disposizioni di legge e falsa applicazione delle medesime, nonchè difetto di motivazione, nel punto in cui ha ammesso la decurtazione dei punti dalla patente di guida anche nel caso di mancata comunicazione all'Autorità amministrativa competente delle generalità del trasgressore, in violazione del disposto della Corte Costituzionale di cui alla sentenza n. 27 del 2005, considerando, invece, la sanzione di decurtazione dei punti un caso di responsabilità oggettiva a carico del proprietario del veicolo e, comunque, anche nel caso di mancata contestazione immediata dell'infrazione rilevata con mezzo di autovelox in assenza dell'operatore di Polizia.

3. violazione delle stesse disposizioni di legge e falsa applicazione delle medesime, nonchè difetto di motivazione nel punto in cui ha irrogato il provvedimento di decurtazione dei punti dalla patente di guida in assenza di espressa segnaletica di limitazione della velocità nel tratto di strada indicato nel relativo verbale di infrazione;

4. violazione delle stesse disposizioni di legge, per assenza del requisito di atto pubblico del verbale di contestazione in assenza della firma del Comandante del corpo o di chi per esso in calce al verbale al medesimo, necessaria perchè l'atto assuma il valore di atto assistito dalla presunzione di fede pubblica.

Il ricorso è infondato.

Ben vero, il giudice di pace ha fornito ampia e motivata risposta ai quattro quesiti riproposti con il ricorso, significando, quanto al primo motivo, che le due fasi del procedimento amministrativo di ricorso al Prefetto non sono autonome, bensì costituiscono ripartizioni di un unico procedimento destinato a concludersi nel termine complessivo di giorni 180 dalla sua proposizione.

Ed infatti, è principio di diritto ormai consolidato in giurisprudenza di legittimità che i termini di cui ai all'art. 203 C.d.S., commi 1 bis e 2 e all'art. 204 C.d.S., comma 1 sono perentori e si cumulano fra loro ai fini della valutazione di tempestività dell'adozione dell'ordinanza – ingiunzione, nel senso che la cumulabilità dei due termini consente al Prefetto di usufruire, per il complessivo svolgimento della sua attività di accertamento e decisione, del tempo massimo previsto dalla somma delle due scansioni operative, ovvero di 60 giorni per la raccolta dei dati e le deduzioni degli accertatori e di 120 giorni per l'emissione del provvedimento irrogativo della sanzione amministrativa, senza che, a tal fine, abbia alcuna incidenza sul computo totale di 180 giorni l'eventuale trasmissione anticipata degli atti di competenza da parte dell'organo accertatore (Cass. Civ. Sez. 2^ 9 giugno 2009 n. 13303).

Parimenti è a dirsi in ordine al secondo e terzo motivo di ricorso, ove si osservi che non è in discussione il rilevamento attraverso apparecchio elettronico della velocità debitamente omologato nel tratto di strada individuato con decreto prefettizio del 4.11.02, ne' può essere messa in discussione l'apposizione della relativa segnaletica nello stesso punto di rilevamento della velocità in assenza della querela di falso di un atto fidefaciente.

Ed invero, il D.L. 27 giugno 2003, n. 151, anteriore all'accertamento del fatto, ha individuato una serie di casi, fra cui quello in discussione, nei quali non è necessaria la contestazione immeditata come richiesta dal ricorrente.

Infine, è stata data risposta alla doglianza dell'erronea indicazione in verbale di constatazione dell'infrazione della decurtazione di 10 punti della patente in luogo dei 2 punti previsti nella norma di riferimento, rilevando che l'ordinanza prefettizia aveva rilevato l'erronea indicazione, provvedendo alla relativa riduzione della comminata decurtazione da punti 10 a 2.

Stante alla lettera della sentenza impugnata costituisce doglianza nuova e perciò inammissibile, in sede di gravame la questione attinente alla sottoscrizione del verbale di contestazione.

Il ricorso va quindi, rigettato perchè infondato, mentre l'assenza dell'intimato esime della statuizione sulle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

fonte – semaforoverde.it

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