Corte di Cassazione Civile, sezione seconda – Sentenza n. 1914 del 28/01/2010

Circolazione stradale - Art. 196 del Codice della Strada - Principio di solidarietà - E' valido il verbale di accertamento della violazione elevato a carico del soggetto quale legale ...

23 aprile 2010 - 12:39

Circolazione stradale – Art. 196 del Codice della Strada – Principio di solidarietà – E' valido il verbale di accertamento della violazione elevato a carico del soggetto quale legale rappresentante della società e non quindi nei confronti della società persona giuridica, per poi essere notificato alla persona giuridica non quale autrice della violazione, ma quale obbligata in solido con l'autore della stessa.

FATTO E DIRITTO

La M. S.R.L. impugna la sentenza n. 42624 del 2005 del Giudice di Pace di (OMISSIS), depositata il 14 ottobre 2005, non notificata, che ha respinto l'opposizione avverso il verbale di accertamento di violazione amministrativa n. (OMISSIS), redatto il 19 gennaio 2005 e notificato il 14 febbraio 2005 dai vigili urbani della Polizia municipale del Comune di (OMISSIS), col quale veniva contestato al signor E. G., nella sua qualità di legale rappresentante della ricorrente, la violazione dell'art. 23 C.d.S. per aver tenuto “installati 4 cartelli pittorici monofacciali di metri 6×3, illuminati da 6 foretti con messaggi dei film in programmazione”.

La società ricorrente proponeva opposizione davanti al Giudice di Pace, deducendo la violazione della L. n. 689 del 1981, art. 1 per essere stato il verbale notificato non già alla persona fisica autrice della richiamata violazione, bensì a una persona giuridica;
nonchè per la violazione della L. n. 689 del 1981, art. 14 per la genericità della contestazione ed infine per la violazione della L. n. 689 del 1981, art. 23 per aver gli agenti sanzionato la cartellonistica che risultava in regola con le prescrizioni amministrative.

Il Giudice di Pace rigettava il ricorso, ritenendo che “il verbale di accertamento impugnato è stato solo notificato alla persona giuridica, ma è stato elevato a carico del signor E. G., quale rappresentante legale della società”, nonchè ritenendo infondata la genericità della contestazione, posto che il riferimento all'art. 23 C.d.S. non aveva determinato alcun pregiudizio del diritto di difesa, poichè il comportamento antigiuridico del ricorrente era stato chiaramente descritto nel verbale (installazione abusiva di quattro pannelli pittorici monofacciale di metri 6×3 illuminati da sei foretti).

L'odierno ricorrente articola due motivi di ricorso, mentre nessuna attività in questa sede ha svolto il Comune intimato.

Con il primo motivo viene dedotta la violazione della L. n. 689 del 1981, art. 3 e dell'art. 112 c.p.c..

La violazione amministrativa era stata notificata non già alla persona fisica autrice della stessa ma alla persona giuridica. Ciò ne determinava la nullità in conformità alla giurisprudenza prevalente e costante di questa Corte, anche a fronte della contestazione del verbale nei confronti della persona fisica, essendo necessaria la notifica dell'ordinanza ingiunzione nei confronti dell'autore della violazione.

Col secondo motivo viene dedotta la violazione della L. n. 689 del 1981, art. 14, reiterandosi la censura secondo la quale la contestazione risulterebbe generica per non essere stata indicata la specifica condotta sanzionata con riferimento alle diverse ipotesi contenute nella L. n. 689 del 1981, art. 23.

Attivatasi procedura ex art. 375 c.p.c., il Procuratore Generale invia requisitoria scritta nella quale conclude con richiesta di rigetto del ricorso per manifesta infondatezza.

Parte ricorrente ha depositato memoria.

Le conclusioni del Procuratore Generale possono essere accolte.

Infatti, con riguardo al primo motivo, occorre osservare che il verbale di accertamento della violazione era stato elevato a carico del signor E. G., quale legale rappresentante della società e non quindi nei confronti della società persona giuridica.

In particolare risulta che il verbale in questione reca nella parte riservata all'indicazione del trasgressore il nome della persona fisica E. G. e, nella parte riservata all'indicazione del “proprietario o solidale”, la persona giuridica oggi ricorrente.

Occorre poi evidenziare che il verbale ero stato poi notificato alla persona giuridica non quale autrice della violazione, ma quale obbligata in solido con l'autore, tenuta per ciò per legge al pagamento della sanzione per culpa in eligendo e/o in vigilando, essendo facoltizzata la Pubblica Amministrazione ad agire indifferentemente nei confronti del preposto autore della violazione o del preponente responsabile per le azioni dello stesso.

Quanto al secondo motivo, occorre rilevare la correttezza della motivazione del giudice di pace, che aveva escluso che fosse intervenuta una lesione del diritto di difesa, posto che la contestazione era stata adeguatamente indicata. Infatti, l'errore denunciato si traduce in mera irregolarità a fronte della chiara indicazione della violazione contestata. La memoria depositata non consente di giungere a diverse conclusioni.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso. Nulla per le spese.

fonte – semaforoverde.it

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