Corte di Cassazione Civile, sezione seconda – Sentenza n. 13895 del 10/06/2010

Circolazione stradale - Art. 23 del Codice della Strada - Pubblicità abusiva - La collocazione di impianti pubblicitari non è soggetta alla procedura ex articolo 20 e 21 della legge 241/1990, ed...

6 settembre 2010 - 13:55

Circolazione stradale – Art. 23 del Codice della Strada – Pubblicità abusiva – La collocazione di impianti pubblicitari non è soggetta alla procedura ex articolo 20 e 21 della legge 241/1990, ed è pertanto subordinata ad atto autorizzativo esplicito; il termine di cui all'articolo dall'art. 53 reg. esec. C.d.S., comma 5, non è perentorio e non risulta incluso nell'elenco di cui alla tabella B) del D.P.R. 26 aprile 1992, n. 300, (attuazione della L. n. 241 del 1990, art. 20).

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza dep. il 15 marzo 2004 il Giudice di Pace di (OMISSIS) accoglieva l'opposizione proposta dalla (OMISSIS) s.r.l. avverso i verbali di accertamento della violazione dell'art. 23 C.d.S., commi 4/11, per avere collocato cartelli pubblicitari senza autorizzazione.

Secondo il Giudicante, in virtù dell'istituto del silenzio – assenso introdotto dalla L. n. 241 del 1990, art. 20, la mancata adozione da parte dell'Amministrazione di un provvedimento di diniego delle autorizzazioni richieste dall'opponente nel termine di sessanta giorni previsto dall'art. 53 reg. esec. C.d.S., ampiamente decorso, comportava l'illegittimità dei verbali impugnati.

Avverso tale decisione propongono ricorso per cassazione l'A.N.A.S. s.p.a. e l'A.N.A.S. – Compartimento della Viabilità per la Lombardia sulla base di un unico motivo.

Resiste con controricorso l'intimata.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con l'unico motivo i ricorrenti, lamentando violazione e falsa applicazione della L. n. 241 del 1990, artt. 19 e 20, e art. 23 C.d.S., nonchè insufficiente motivazione su un punto decisivo della controversia, censurano la decisione gravata che aveva erroneamente applicato alla specie l'istituto del silenzio assenso, introdotto dalla L. n. 241 del 1990, art. 20, quando tale norma aveva subordinato la sua applicazione all'emanazione di un apposito regolamento governativo che indicasse i casi in cui la richiesta poteva considerarsi accolta.

Orbene, alla stregua del regolamento emanato con il D.P.R. 26 aprile 1992, n. 300 TAB. C, in cui sono elencate le attività per il cui svolgimento si forma il silenzio assenso, non rientra quella per la quale la opponente avrebbe dovuto fare ottenere l'autorizzazione.

Il motivo è fondato.

In tema di violazione dell'art. 23 C.d.S., commi 4 e 11, che sanziona la collocazione lungo le strade di cartelli e di altri mezzi di pubblicità senza autorizzazione dell'ente proprietario della strada, è irrilevante, ai fini della sussistenza dell'illecito, che l'interessato abbia avanzato istanza di autorizzazione e che sulla stessa l'ente proprietario non si sia pronunciato nei sessanta giorni successivi, dal momento che il suddetto termine, previsto dall'art. 53 reg. esec. C.d.S., comma 5, non è perentorio ed esso non risulta incluso nell'elenco di cui alla tabella B) del D.P.R. 26 aprile 1992, n. 300, che, in attuazione della L. n. 241 del 1990, art. 20, contempla i casi in cui il silenzio sulla domanda di rilascio di una autorizzazione amministrativa produce gli effetti del suo accoglimento (Cass. 25165/2006).

La sentenza va cassata; non essendo necessari ulteriori accertamenti, la causa va decisa nel merito ai sensi dell'art. 384 c.p.c.: l'originaria opposizione va rigettata.

Le spese della presente fase vanno poste a carico dell'intimata, risultata soccombente.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta l'originaria opposizione.

Condanna la resistente al pagamento in favore dei ricorrenti delle spese relative alla presente fase che liquida in Euro 500,00 per onorari di avvocato oltre spese prenotate a debito e agli accessori di legge.

fonte – semaforoverde.it

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