Corte di Cassazione Civile, sezione seconda – Sentenza n. 13141 del 08/06/2009

Circolazione stradale - Art. 142 del Codice della Strada - Taratura dell'apparecchiatura "Autovelox" - Non sussiste obbligo di taratura per gli apparecchi utilizzati dalle forze di polizia per ...

2 aprile 2010 - 16:30

Circolazione stradale – Art. 142 del Codice della Strada – Taratura dell'apparecchiatura “Autovelox” – Non sussiste obbligo di taratura per gli apparecchi utilizzati dalle forze di polizia per l'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità imposti dal codice della strada.

PREMESSO IN FATTO

che con la sentenza indicata in epigrafe il Giudice di pace ha respinto l'opposizione proposta dal sig. R. P. al verbale di accertamento della violazione dell'art. 142 C.d.S., comma 8 commessa il (OMISSIS) con autovettura di sua proprietà, elevato nei suoi confronti dalla Polizia Municipale di Aulla;

che il soccombente ha quindi proposto ricorso per cassazione articolando due motivi, cui non ha resistito l'intimato.

CONSIDERATO IN DIRITTO

che con il primo motivo di ricorso, denunciando violazione della L. 11 agosto 1991, n. 273 e del D.M. 16 maggio 2005, n. 1123, art. 4, si ripropone la questione della omessa taratura dell'apparecchiatura “Autovelox” mediante la quale era stato effettuato l'accertamento;

che il motivo è manifestamente infondato, avendo questa Corte già avuto occasione di chiarire che non sussiste obbligo di taratura per gli apparecchi utilizzati dalle forze di polizia per l'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità imposti dal codice della strada (cfr., per tutte, Cass. 23978/2007 e 29333/2008);

che con il secondo motivo di ricorso si censura l'affermazione della soggezione dell'opponente alla sanzione pecuniaria di cui all'art. 180 C.d.S., comma 8 per il caso di omessa comunicazione dell'identità del conducente alla Polizia Municipale;

che il motivo è inammissibile avendo ad oggetto statuizione non presente nella sentenza impugnata; che, infatti, la censura si riferisce al seguente passo della motivazione della sentenza impugnata: “Peraltro qualora il proprietario non conducente non sia in grado di comunicare l'identità del trasgressore soggiace alla sanzione da Euro 357,00 ad Euro 1.432,99, senza indagare sulla sussistenza dell'elemento soggettivo e/o valutare le cause di giustificazione della inosservanza dell'obbligo di fornire i dati del conducente l'auto sanzionata”. Affermazione fatta, all'evidenza, in astratto, per ragioni di completezza della motivazione, tanto da non essere poi ripresa nel dispositivo (nè potendo, peraltro, esservi compresa, dato che la sanzione pecuniaria di cui trattasi va applicata all'esito di un apposito procedimento di accertamento distinto da quello – oggetto del presente giudizio – relativo alla violazione “principale” che ha dato origine all'obbligo di comunicazione);

che il ricorso va pertanto respinto;

che non vi è luogo a provvedere sulle spese del giudizio di legittimità, non avendo l'intimato svolto difese in questa sede.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

fonte – semaforoverde.it

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