Corte Costituzionale: legittime le tabelle per le lesioni lievi

Legittimo il contemperamento di interessi tra sacrificio dei diritti dei danneggiati ed il mantenimento di premi assicurativi entro limiti accettabili

20 ottobre 2014 - 9:00

Lo scorso 16 ottobre 2014 i Giudici della Corte Costituzionale hanno depositato la sentenza che compagnie di assicurazioni e operatori del settore aspettavano. Con la pronuncia n.235 del 2014, la Consulta ha infatti dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dai Giudici di Pace di Torino, Brindisi, Ostuni, Recanati e Tivoli sull'art. 139 del D.lgs. 205 del 7.9.2005 (Codice delle Assicurazioni Private), che impone l'utilizzo delle famigerate tabelle di legge per la quantificazione dei danni fisici lievi (0-9%) conseguenti a incidenti stradali. Sotto accusa era la rigidità del sistema previsto dall'art. 139 CAP, che impone dei valori riduttivi e suscettibili di essere aumentati solo di un quinto, con evidente limitazione della personalizzazione del danno. I Giudici della Corte, in sostanza, hanno dichiarato legittimo il contemperamento di interessi tra sacrificio dei diritti dei danneggiati e esigenze di mantenere i premi assicurativi entro limiti accettabili.

LE QUESTIONI SUL TAVOLO, PERSONALIZZAZIONE E DISUGUAGLIANZA DI DANNEGGIATI – All'udienza pubblica del 23.9.2014 erano presenti gli avv.ti Angelo Massimo Perrini (Unione Avvocati per la Responsabilità Civile e Assicurativa) e Fabrizio Cassella per un danneggiato, Alessandro Pace e Giulio Ponzanelli per le compagnie costituite, Uniqa, Duomo Uni One e Fondiaria Sai e l'avvocato dello Stato Gabriella D'Avanzo, per la Presidenza del Consiglio. Le questioni poste al vaglio della Corte riguardavano sostanzialmente la presunta violazione del principio di uguaglianza per il trattamento peggiorativo dei danneggiati stradali, l'impossibilità di liquidare il danno morale con le tabelle di legge, l'impossibilità di personalizzare adeguatamente il risarcimento, l'eccesso di delega (artt. 2, 3, 24 e 76 Cost.).

LA CORTE PRENDE POSIZIONE, E SALVA IL SISTEMA – Non è la prima volta che il meccanismo risarcitorio per i danni da circolazione, basati sui valori delle tabelle ministeriali, introdotte con la L.57 del 2001, con immediate riduzioni dei risarcimenti, finisce sotto la lente del Giudice Costituzionale. Ma è la prima volta che vengono superate le questioni formali, e dunque la Corte si esprime nel merito. Ebbene, dopo aver rigettato le eccezioni delle compagnie, la Corte si cala nell'annoso dibattito sulla legittimità delle tabelle, sciogliendo alcuni nodi che sfilavano da anni verso il pettine. Quanto all'eccesso di delega, di cui è stato più volte tacciato il D.Lgs. 209/05, che ha introdotto il Codice delle Assicurazioni Private, la Corte chiarisce che poiché la legge di delega (L. 229/2003) nel incaricare il governo di definire il riassetto della materia, aveva concesso la possibilità di confermare le norme previgenti, non può esservi eccesso di delega nella formulazione dell'art. 139, perchè esso riproduce una norma precedente (art. 5, L. 57/2001). Né può riscontrarsi violazione del principio di uguaglianza (art. 3 Cost.), nel senso che vi sarebbero differenze tra i danneggiati di altro genere e quelli da incidente stradale, penalizzati dalle tabelle. Infatti se è vero che i risarcimenti da incidente stradale sono più vincolati nella quantificazione, sarebbero anche più sicuri grazie ai meccanismi predisposti dall'ordinamento. Per quel che riguarda poi l'impossibilità di risarcire il danno morale e di personalizzare adeguatamente il danno, i Giudici tagliano corto: basta dare adeguato rilievo alla facoltà del giudice di merito di aumentare di un quinto l'importo liquidato a titolo di danno biologico.

UNA PRONUNCIA DI ILLEGITTIMITA' NON ERA POSSIBILE – Per capire la decisione della Corte, bisogna partire da un presupposto. Una pronuncia di accoglimento delle questioni proposte, con declaratoria di illegittimità dell'art. 139 CAP, avrebbe provocato un terremoto incredibile nel sistema dei risarcimenti dei danni da circolazione stradale e avrebbe messo le compagnie di assicurazione in enormi difficoltà, dovendosi passare da importi certi (e ridotti) delle lesioni da danni lievi, a importi liberi e potenzialmente anche doppi. Per questo la Corte parla di “contemperamento di interessi”, particolare del danneggiato, ad avere l'integrale risarcimento e generale degli assicurati, ad avere costi dei premi sostenibili, che trova espressione di “ragionevolezza” nell'utilizzo delle tabelle. Tuttavia, ciò non significa che la decisione della Corte non abbia conseguenze sul sistema Rc Auto, quindi possiamo provare a capire quali esse potrebbero essere.

L'AUMENTO DI UN QUINTO E LE FUTURE TABELLE PER LE “MACRO” – Come al solito la decisione della Corte Costituzionale va letta con attenzione e fra le righe. In quegli spazi, fuori dal dispositivo, in quegli “obiter dicta” che chiariscono il pensiero della Corte e orientano i Giudici di merito e di Cassazione a una interpretazione “costituzionalmente orientata” delle norme, si possono trovare, a mio parere, due ripercussioni possibili. La prima è che, se la Consulta dice che al comma 3 dell'art. 139 CAP, che attribuisce al giudice di merito la facoltà di aumentare fino a un quinto l'importo del danno biologico, bisogna dare “adeguato rilievo”, vuol dire che, d'ora in poi, tutti gli operatori del settore dovranno fare i conti con tale norma. Sembra infatti che la Corte inviti i danneggiati a utilizzare, per il riconoscimento del danno morale e per la personalizzazione, la possibilità di ottenere l'aumento del 20% del risarcimento e tale “suggerimento” avrà probabilmente conseguenze, quanto meno nei giudizi, se non nelle trattative stragiudiziali. La seconda conseguenza è che probabilmente, nel dare dignità costituzionale alle tabelle ministeriali, la Consulta ha voluto anche circoscrivere questa dignità al novero dei danni fisici rientranti nelle c.d. “microlesioni” (0-9%). Infatti i Giudici della Consulta nell'evidenziare il predetto “contemperamento di interessi”, quello ad ottenere l'integrale risarcimento da parte dei danneggiati e quello generale collettivo ad avere costi sostenibili dei premi Rc Auto, hanno sottolineato che questo sistema è coerente perchè attinente al solo specifico e limitato settore delle lesioni di lieve entità. E sembra davvero un chiaro messaggio alla continua insistenza delle compagnie per ottenere l'approvazione di tabelle riduttive anche per le lesioni gravi.

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