Corte Cassazione Penale, sezione quarta – Sentenza n. 48031/2009

Circolazione stradale - Art. 186 del Codice della Strada - Guida in stato di ebbrezza - Ipotesi più grave del reato - Veicolo in comunione dei beni tra coniugi - Quando oggetto della misura ...

10 settembre 2010 - 8:00

Circolazione stradale – Art. 186 del Codice della Strada – Guida in stato di ebbrezza – Ipotesi più grave del reato – Veicolo in comunione dei beni tra coniugi – Quando oggetto della misura cautelare è un bene indivisibile, il sequestro preventivo, strumentale alla confisca obbligatoria, non può che colpire l'intera res, sebbene essa sia in titolarità di più persone, lasciando al momento applicativo della misura di sicurezza il compito di sciogliere la comunione, ablando solo la parte di pertinenza del reo.

FATTO E DIRITTO

1. In data 23/12/2008 i Carabinieri della Compagnia di (OMISSIS) effettuavano il controllo di un'auto Fiat Punto tg. (OMISSIS) condotta da M. E.. Questi veniva trovato in stato di ebbrezza dovuta all'ingestione di sostanze alcoliche, con superamento dei tassi alcolemici previsti dall'art. 186 C.d.S., lett. c).

I Carabinieri provvedevano, quindi, a denunciare il M. all'A.G. ed a sequestrare il veicolo.

Con provvedimento del 27/12/2008 il GIP del Tribunale di (OMISSIS), valutata la sussistenza del fumus del reato contestato (tasso alcolemico rilevato del 2,99 e 3,03 g/l), considerato che la confisca del veicolo era obbligatoria ai sensi del cit. art. 186, lett. c), convalidava il sequestro, emanando contestualmente la misura cautelare reale del sequestro preventivo.

Su ricorso di S. T., moglie del M., con ordinanza del 30/1/2009, il Tribunale del Riesame di (OMISSIS) confermava il provvedimento del GIP.

Osservava in motivazione che seppure era vero che il veicolo cadeva in comunione dei beni tra coniugi e che quindi, all'esito del processo, era confiscabile solo per la metà, trattandosi di bene indivisibile, non poteva che essere sequestrato per l'intero.

Quanto al periculum in mora, esso era presunto ex lege, tanto da avere indotto il legislatore, nei casi più gravi previsti dall'art. 186 C.d.S. a prevedere la obbligatorietà della confisca.

2. Avverso il provvedimento del Tribunale del Riesame ha proposto ricorso la S. T., a mezzo del suo difensore, lamentando la violazione di legge. Invero il giudice di merito non aveva tenuto conto che l'art. 240 c.p., comma 3, stabilisce la non confiscabilità di beni appartenenti a terzi, per cui se ne doveva desumere che il sequestro di un veicolo è ammissibile solo nel caso in cui appartenga per intero all'autore del reato.

3. Il ricorso è infondato e deve essere rigettato.

L'art. 186 C.d.S., lett. c) dispone “che con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena a richiesta delle parti…..è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato ai sensi dell'art. 240 c.p., comma 2, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato…..”. La disposizione prevede pertanto un'ipotesi di confisca obbligatoria.

Nel caso in cui (come quello di specie) il bene ricada in comunione, non vi è dubbio che la confiscabilità dello stesso sia solo parziale, per non sacrificare i diritti di terzi estranei al reato (in tal senso cfr. Cass. 3^, 1650U984, S.).

Ciò premesso, va precisata la natura del rapporto intercorrente tra la confisca ed il sequestro.

La prima, ha natura di misura di sicurezza patrimoniale, e colpisce i beni che in qualche modo sono collegati al fatto costituente reato.
La misura è finalizzata alla ablazione della proprietà per prevenire la commissione di nuovi reati.
Nel caso in cui la confisca sia obbligatoria, il giudice non è tenuto a valutare la pericolosità del reo, in quanto essa è presunta ex lege.

Questa Corte di legittimità ha più volte ribadito la funzione della confisca, evidenziando che essa è “fondata sulla pericolosità derivante dalla disponibilità di alcune cose che servirono o furono destinate a commettere il reato ovvero delle cose che ne sono il prodotto o il profitto; talchè l'istituto, che consiste nell'espropriazione di quelle cose a favore dello Stato, tende a prevenire la commissione di nuovi reati e, come tale, ha carattere cautelare e non punitivo, anche se, al pari della pena, i suoi effetti ablativi si risolvono in una sanzione pecuniaria” (Cass. Sez. Un., 26/4/1983, n. 1, C.).

In sostanza l'espropriazione del bene è diretta ad evitare che essi, rimanendo nella disponibilità del reo siano per lui di stimolo a commettere ulteriori illeciti (cfr. Cass. 6^, 811/1970, L.).

Se pertanto la confisca è un provvedimento definitivo, con finalità cautelare, alla cui adozione è deputato il giudice in sede di giudizio, appare coerente con il sistema che, in sede di indagini, in via strumentale per l'attuazione della misura di sicurezza, sia possibile adottare la misura cautelare del sequestro preventivo, che è intrinsecamente caratterizzata, da un vincolo di indisponibilità del bene, idonea a garantire appunto una funzione inibitoria dell'utilizzo della res.

Ne consegue che quando oggetto della misura cautelare è un bene indivisibile, il sequestro preventivo, strumentale alla confisca obbligatoria, non può che colpire l'intera res, sebbene essa sia in titolarità di più persone, lasciando al momento applicativo della misura di sicurezza il compito di sciogliere la comunione, ablando solo la parte di pertinenza del reo.

Infatti, la diversa opzione di ritenere non sequestrabile un bene indivisibile, quando esso è in proprietà di più persone, se da un lato garantirebbe maggiormente il terzo estraneo, dall'altro vanificherebbe l'interesse preminente dello Stato a non consentire che la cosa, rimanendo di fatto nella disponibilità del reo, sia per lui di stimolo a reiterare l'illecito.

Alla luce di quanto detto il ricorso è infondato e deve essere rigettato.

Consegue, a norma dell'art. 616 c.p.p., la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali; compensa le spese tra le parti.

fonte – semaforoverde.it

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