Corte Cassazione Civile, sezione seconda – Sentenza n. 22849/2009

Circolazione stradale - Artt. 202 e 203 del Codice della Strada - Sanzioni accessorie - Qualora il trasgressore effettui il pagamento in misura inferiore a quanto previsto dal codice della strada, val

8 febbraio 2010 - 0:00

Circolazione stradale – Artt. 202 e 203 del Codice della Strada – Sanzioni accessorie – Qualora il trasgressore effettui il pagamento in misura inferiore a quanto previsto dal codice della strada, vale a dire la somma pari al minimo fissato nella singola norma, oltre alle spese di procedimento, ma omette di soddisfare le ulteriori spese di spedizione della seconda raccomandata, il pagamento effettuato non ha natura estintiva dell'obbligazione, mentre la somma versata è trattenuta in acconto ed il verbale di contravvenzione costituisce titolo esecutivo a sensi dell'art. 203 C.d.S., comma 3, per una somma pari alla differenza tra quella dovuta e l'acconto versato.

FATTO E DIRITTO

Con ricorso depositato in data 19.2.02 G. I., proprietaria dell'autovettura tg. (OMISSIS), proponeva opposizione alla cartella di pagamento n. (OMISSIS) emessa alla Serit spa, ente creditore del Comune di Terni a seguito di verbale n. (OMISSIS) elevato dalla polizia municipale di Terni il 16.10.99 per violazione dell'art. 158 C.d.S., per avere, lo stesso giorno in (OMISSIS), lasciato in sosta la sua autovettura negli spazi riservati ai portatori di handicap cui notificazione, avviata con lettera raccomandata n. (OMISSIS) del 4.2.2000, non recapitata per assenza dell'interessata, si era perfezionata a seguito di avviso di giacenza presso l'ufficio postale in data 8.2.2000 tramite raccomandata a.r. n. (OMISSIS).

Sosteneva la opponente di aver interamente versato la somma richiesta, comprensiva della sanzione pecuniaria e delle spese postali, in data 4.4.2000.

Il Comune di Terni, costituitosi, controdeduceva che il pagamento effettuato dalla ricorrente, di complessive L. 72.600, comprendeva la sanzione pecuniaria (L. 60.000) e le spese di procedimento pari a L. 12.000, ma non anche le spese della seconda raccomandata ammontanti a L. 9.600.

Il giudice di pace di Terni con sentenza n. 393/02, depositata il 13.2.04, in parziale accoglimento dell'opposizione, annullava la cartella di pagamento e condannava l'opponente al pagamento della somma di Euro 4,96, corrispondente all'importo delle spese postali da rimborsare compensava le spese di lite.

Per la cassazione della decisione ricorre il Comune di Terni per violazione e/o falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, artt. 22 e 27 e art. 202 C.d.S., comma 1 e art. 203 C.d.S., comma 3, nonchè per difetto di motivazione.

Il ricorso è fondato.

Ben vero, a norma della disposizioni legislative richiamate, avendo il trasgressore effettuato il pagamento in misura inferiore a quanto previsto dal codice della strada, vale a dire la somma pari al minimo fissato nella singola norma, oltre alle spese di procedimento, ma omesso di soddisfare le ulteriori spese di spedizione della seconda raccomandata, il pagamento effettuato non ha natura estintiva dell'obbligazione, mentre la somma versata è trattenuta in acconto ed il verbale di contravvenzione costituisce titolo esecutivo a sensi dell'art. 203 C.d.S., comma 3, per una somma pari alla differenza tra quella dovuta (pari alla metà del massimo della sanzione amministrativa edittale più spese di procedimento) e l'acconto versato (Cass. n. 3351/01; n. 4006/2000).

Ne consegue che il ricorso va accolto e, non essendo necessarie ulteriori indagini, decidendo nel merito, va rigettata la proposta opposizione.

In considerazione della materia del contendere e del comportamento delle parti, le spese di procedimento possono ritenersi compensate per entrambi i giudizi di merito e di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso e, decidendo nel merito, rigetta l'opposizione.

Compensa le spese.

 

fonte – semaforoverde

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