Corte Cassazione Civile, sezione seconda – Sentenza n. 20037/2007

Circolazione stradale - Artt. 39, 143 del Codice della Strada - Segnaletica verticale ed indicazioni nella parte posteriore - L'obbligatorietà della prescrizione indicata dal cartello può ...

25 maggio 2010 - 17:21

Circolazione stradale – Artt. 39, 143 del Codice della Strada – Segnaletica verticale ed indicazioni nella parte posteriore – L'obbligatorietà della prescrizione indicata dal cartello può certamente ritenersi condizionata alla legittimità del provvedimento amministrativo che l'ha imposta, ma su tale legittimità non incide l'eventuale mancanza delle indicazioni che vanno riportate sulla parte posteriore del segnale ai sensi dell'art. 77 reg. C.d.S.

FATTO E DIRITTO

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, quello dell'Interno e l'U.T.G. di Livorno, impugnano per cassazione la sentenza 15.12.04 con la quale il GdP del luogo, in accoglimento dell'opposizione proposta da A.M., ha annullato il verbale n. (OMISSIS) redatto nei confronti dell'opponente dalla Guardia di Finanza per violazione dell'art. 143 C.d.S., comma 11, sulla considerazione che i segnali verticali erano privi delle stampigliature prescitte dall'art. 77 reg. C.d.S..

Parte intimata non svolge attività difensiva.

Attivatasi procedura ex art. 375 c.p.c., il Procuratore Generale invia requisitoria scritta nella quale, concordando con il parere espresso nella nota di trasmissione, conclude con richiesta di accoglimento del ricorso per sua manifesta fondatezza.

I ricorrenti sostengono che il giudice a quo abbia violato gli artt. 39 e 143 C.d.S., art. 77 reg. C.d.S., e reso motivazione viziata in quanto il D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, art. 77, non impone l'incombente a pena d'invalidità della prescrizione.

Attivatasi procedura ex art. 375 c.p.c., il Procuratore Generale ha inviato requisitoria scritta nella quale ha concluso con richiesta di rigetto del ricorso come manifestamente infondato.

Le ragioni esposte dal PG e la conclusione cui è pervenuto sono da condividere.

Come evidenziato anche recentemente da questa Corte (Cass. 13.4.06 n. 8660) devesi, infatti, considerare che:
“in linea generale, la segnaletica stradale contenente divieti ed obblighi inerenti alla circolazione dei veicoli deve ritenersi comunque obbligatoria per tutti gli utenti della strada – anche a prescindere dalla legittimità del provvedimento impositivo – in ragione di una regola di normale prudenza, atteso che ciascuno è autorizzato ad improntare il proprio comportamento alla guida nel convincimento del rispetto da parte degli altri dei segnali esistenti, sia pure con l'obbligo di mantenersi in grado di fronteggiare i pericoli generati dalle possibili violazioni altrui.

Non sembra invero ammissibile che un automobilista possa infrangere la prescrizione segnalata solo in ragione di una reale o supposta illegittimità del provvedimento che ha disposto la collocazione del segnale” (si pensi all'obbligo di dare la precedenza agli altri veicoli, o di arrestarsi al segnale di “stop” o, come nella specie, di non percorrere una strada in senso vietato).

Quanto al caso di specie, che attiene alla obbligatorietà o meno di un segnale stradale di divieto di senso di marcia – provvedimento finalizzato oltre che alla tutela della sicurezza della circolazione dei veicoli, anche alla salvaguardia di altri interessi pubblici, quali l'ambiente, la quiete pubblica, i beni architettonici ed altro – si osserva che l'obbligatorietà della prescrizione può certamente ritenersi condizionata alla legittimità del provvedimento amministrativo che l'ha imposta, ma su tale legittimità non incide l'eventuale mancanza delle indicazioni che vanno riportate sulla parte posteriore del segnale ai sensi dell'art. 77 reg. C.d.S..

La citata norma regolamentare impone che sia indicato sul retro del segnale l'Ente o l'Amministrazione proprietaria della strada, il marchio della ditta che ha fabbricato il segnale, l'anno di fabbricazione e il numero dell'autorizzazione concessa dal Ministero alla ditta stessa, nonchè – per i segnali di prescrizione che interessano ai nostri fini – gli estremi dell'ordinanza di apposizione.

Tali prescrizioni assolvono palesemente alla sola finalità di consentire il controllo (sia dell'utente della strada che della stessa Amministrazione) della provenienza del segnale stesso e della legittimità della sua apposizione, e ciò all'evidente fine di impedire – attraverso la semplificazione dei controlli stessi – che siano apposti segnali non conformi al tipo regolamentare ovvero da parte soggetti non autorizzati.

E' evidente, quindi, che l'obbligatorietà della prescrizione contenuta nel segnale stradale può essere condizionata – nei limiti sopra specificati – esclusivamente dalla legittimità della apposizione del segnale stesso, la quale sarà correlata – come per tutti gli atti amministrativi – alla provenienza dell'ordine dall'autorità competente, al rispetto delle disposizioni primarie e secondarie che disciplinano il potere specifico, e al rispetto delle forme prescritte.

Nella specie, la obbligatorietà del divieto di transito nel senso indicato dal cartello derivava dalla pacifica esistenza di un legittimo provvedimento, adottato con ordinanza sindacale nel rispetto di tutti i presupposti di legge, dacchè sull'esistenza di tale ordinanza non risulta fossero state sollevate eccezioni da parte opponente.

La sentenza impugnata va pertanto cassata, peraltro senza rinvio, in quanto questa Corte può decidere nel merito, ex art. 384 c.p.c., comma 1, rigettando l'opposizione che era stata supportata dall'unico motivo esaminato dal giudice di pace ed erroneamente accolto.

Le spese, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza per il giudizio di legittimità mentre, per quello di merito, non v'ha luogo a provvedere in difetto della nota delle spese vive affrontate dall'Amministrazione per la difesa a mezzo funzionario.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa senza rinvio l'impugnata sentenza e, decidendo nel merito, respinge l'originaria opposizione; condanna V.A. alle spese che liquida in Euro 400,00 per onorari oltre agli esborsi prenotati a debito ed agli accessori di legge.

fonte – semaforoverde.opsi.it

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Polizze RC auto 2022: solo il 14,4% sono stipulate online

FIA lancia Drive with Care per la sicurezza stradale nel mondo

Multa per parcheggio vicino a incrocio: quanto si paga?