Conversione in legge decreto sicurezza – Scheda sulle modifiche al c.d.s.

Disegno di legge A.S. n. 692-B“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, recante misure urgenti in materia di sicurezza...

25 luglio 2008 - 10:18

Disegno di legge A.S. n. 692-B
“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica”
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L'articolo 4 (Modifiche al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni) reca modifiche all'art. 186 del decreto legislativo 285/1992 (codice della strada) in materia di guida sotto l'influenza dell'alcool.

Si ricorda che in materia di guida in stato di ebbrezza alcolica, di cui all’art. 186 del codice della strada, il legislatore è intervenuto a più riprese. Da ultimo, l’art. 5 del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, (“Disposizioni urgenti modificative del codice della strada per incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione”) convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160, ha introdotto un rilevante inasprimento del quadro sanzionatorio connesso alle fattispecie di guida in stato di ebbrezza.

In particolare, il comma 2 dell’art. 186 è stato ampiamente modificato, al fine di introdurre tre diverse fattispecie, di gravità crescente:

a) in caso di accertamento di un tasso alcolemico superiore a 0,5 e fino a 0,8%, si prevede l’ammenda da 500 a 2000 euro, e la sospensione della patente da tre a sei mesi

b) per un tasso alcolemico superiore a 0,8 e fino a 1,5%, si prevede l’arresto fino a tre mesi, l’ammenda da 800 a 3200 euro e la sospensione della patente da sei mesi a un anno;

c) per un tasso alcolemico superiore a 1,5%, si prevede l’arresto fino a sei mesi, l’ammenda da 1500 a 6000 euro e la sospensione della patente da uno a due anni;

Il comma 01, introdotto nel corso dell’esame in prima lettura al Senato, interviene in materia di patente a punti, recando una disposizione di mero coordinamento con la normativa vigente. È infatti previsto che, nella tabella allegata all’art. 126-bis del codice della strada (patente a punti), tra le norme violate del suddetto codice, cui consegue la sottrazione dei punti alla patente, vi sia l’art. 187 (Guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti) non più con riferimento ai commi 7 ed 8, bensì con riferimento ai commi 1 ed 8. La necessità di tale modifica deriva dall’abrogazione del comma 7 del suddetto articolo, da parte dell'art. 5 del già ricordato decreto-legge 117/2007.

L'art. 5 del decreto-legge 117/2007 ha infatti disposto l’abrogazione del comma 7 dell’art. 187, che fa rinvio per le sanzioni conseguenti alla guida in stato di alterazione dovuta a sostanze stupefacenti all’art. 186, comma 2, in materia di guida in stato di ebbrezza. L’abrogazione consegue all’autonomo sistema sanzionatorio introdotto dai nuovi commi 1 e 2 dell’art. 187, come modificato dal suddetto decreto-legge.

Il comma 1, lettera a) modifica l'art. 186, comma 2, lettera b), elevando da tre a sei mesi il massimo edittale della pena dell'arresto, irrogabile a chi guida con un tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro (g/l);

Si ricorda che l'art. 186, comma 2, lettera b) del codice della strada oltre alla pena predetta, che ora viene inasprita, prevede l'irrogazione dell'ammenda da euro 800 a euro 3.200 e che all'accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno.

Il comma 1, lettera b) modifica l'art. 186, comma 2, lettera c) prevedendo:

– l'elevazione fino ad un anno (in luogo di sei mesi) del massimo edittale della pena dell'arresto, per chi guida con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l); viene altresì fissato a tre mesi il minimo della pena;

– che alla sentenza di condanna o applicazione della pena su richiesta della parti consegua la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, ai sensi dell'art. 240, secondo comma, c.p., salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato;

Si ricorda che il richiamato art. 240, secondo comma, c.p. dispone la confisca obbligatoria:

1) delle cose che costituiscono il prezzo del reato, sempre che la cosa non appartenga a persona estranea al reato;

2) delle cose, la fabbricazione, l'uso, il porto, la detenzione o l'alienazione delle quali costituisce reato, anche se non è stata pronunciata condanna.

– che il veicolo sottoposto a sequestro possa essere affidato in custodia al trasgressore. In base ad una modifica apportata nel corso dell’esame del provvedimento al Senato, è escluso l'affidamento in custodia qualora risulti che il trasgressore abbia commesso in precedenza altre violazioni della stessa norma (guida con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro).

L’applicazione della descritta procedura riguardante la confisca e l’affidamento in custodia è estesa anche al caso di incidente stradale provocato dal conducente in stato di ebbrezza (art. 186, comma 2-bis),

Il comma 1, lettera b-bis) interviene sull’art. 186, comma 2-bis, con una norma di coordinamento.

Il comma 2-bis stabilisce attualmente che se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, la pene di cui al comma 2 sono raddoppiate. In tali casi è inoltre applicato il fermo amministrativo del veicolo per novanta giorni, salvo che questo appartenga a persona estranea al reato. La lettera b-bis) lascia immutata la norma, specificando però che è fatto salvo quanto previsto dall’art. 2, comma 2, lettera c), riferendosi evidentemente ai casi di confisca del veicolo.

Il comma 1, lettera c), inserisce un nuovo comma 2-quinquies all'art. 186 prevedendo che:

– salvo che non sia disposto il sequestro ai sensi del comma 2 dell’art. 186 (vedi sopra), il veicolo, qualora non possa essere guidato da altra persona idonea, può essere fatto trasportare fino al luogo indicato dall’interessato o fino alla più vicina autorimessa e lasciato in consegna al proprietario o al gestore di essa con le normali garanzie per la custodia;

– le spese per il recupero ed il trasporto sono interamente a carico del trasgressore.

Il comma 1, lettere d) e) ed f), modifica il comma 7 dell'art. 186, ripristinando la rilevanza penale della condotta di rifiuto di sottoporsi agli accertamenti relativi al tasso alcolemico. La misura della sanzione è determinata tramite il rinvio al comma 2, lettera c) del medesimo art. 186 – come modificato dalla lettera b) del comma 1, dell'art. 4 – il quale, come precedentemente illustrato, prevede:

– l’arresto da tre mesi ad un anno;

– l’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000.

In conseguenza della modifica dell’art. 186, comma 7, la rilevanza penale della condotta di rifiuto di sottoporsi agli accertamenti e le relative sanzioni si applicano anche in caso di accertamenti relativi all’uso di sostanze stupefacenti. L’art. 187, comma 8, che disciplina tali ipotesi rinvia infatti, per le sanzioni, all’art. 186, comma 7.

Si ricorda che la depenalizzazione del rifiuto di sottoporsi agli accertamenti relativi al tasso alcolemico è stata introdotta dal più volte citato decreto-legge 117/2007, il quale prevedeva per tali fattispecie la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 2.500 a euro 10.000 e quella più elevata da 3.000 a 12.000 euro se la violazione è commessa in occasione di un incidente stradale in cui è rimasto coinvolto il conducente.

Il testo vigente dell'articolo 186, comma 7, prevede anche:

– la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da sei mesi a due anni;

– il fermo amministrativo del veicolo per un periodo di centottanta giorni, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione;

– la visita medica obbligatoria del trasgressore;

– la revoca della patente in caso di più violazioni nel biennio.

Il comma 2 reca modifiche all'art. 187 del codice della strada in materia di guida in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti.

Il comma 2, lettera a), modifica l'art. 187, comma 1, elevando:

– la misura dell'ammenda irrogabile, che viene stabilita in un minimo di 1.500 euro (in luogo degli attuali 1000 euro) ed un massimo di 6.000 euro (in luogo degli attuali 4.000 euro);

– la pena dell'arresto, determinata in almeno tre mesi e fino ad un anno (attualmente il massimo irrogabile è tre mesi).

Si ricorda che l’art. 187, comma 1, fa conseguire all’accertamento del reato la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno e la revoca della patente quando il reato è commesso dal conducente di un autobus o di un veicolo di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t. o di complessi di veicoli, ovvero in caso di recidiva nel biennio.

Il comma 2, lettera b) aggiunge un periodo all'art. 187, comma 1, disponendo, mediante rinvio all'art. 186, comma 2, lettera c) del medesimo codice della strada (così come modificato dall'articolo 4, comma 1, lettera b del decreto legge):

– la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, ai sensi dell'art. 240, secondo comma, c.p., salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato;

– che il veicolo sottoposto a sequestro possa essere affidato in custodia al trasgressore, sempre che questi non abbia precedentemente compiuto violazioni della stessa norma.

Il medesimo comma 2, lettera b) opera un rinvio all'art. 186, comma 2quinquies del codice – introdotto dall'art. 4, comma 1, lettera c) – prevedendo che:

– salvo che non sia disposto il sequestro ai sensi dell'art. 186, comma 2, il veicolo, qualora non possa essere guidato da altra persona idonea, può essere fatto trasportare fino al luogo indicato dall’interessato o fino alla più vicina autorimessa e lasciato in consegna al proprietario o al gestore di essa con le normali garanzie per la custodia;

– le spese per il recupero ed il trasporto sono interamente a carico del trasgressore.

Il comma 2-bis, inserito nel corso dell’esame in prima lettura al Senato, modifica l’art. 187, comma 1-bis – che disciplina l’ipotesi di incidente stradale provocato da soggetto sotto effetto di sostanze stupefacenti – richiamando l’applicazione dell’ultimo periodo del comma 1, come modificato dal comma 2, lettera b). Come si è appena illustrato tale ultimo periodo prevede a sua volta il rinvio al comma 2, lettera c), quinto e sesto periodo, nonché al comma 2quinquies dell’art. 186.

In conseguenza di tale rinvio si applicano anche all’ipotesi di incidente stradale causato da soggetto sotto effetto di sostanze stupefacenti:

– la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, ai sensi dell'art. 240, secondo comma, c.p., salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato;

– l’affidamento in custodia del veicolo sottoposto a sequestro al trasgressore, sempre che questi non abbia precedentemente compiuto violazioni della stessa norma;

– la possibilità, salvo che non sia disposto il sequestro ai sensi dell'art. 186, comma 2, che il veicolo, qualora non possa essere guidato da altra persona idonea, sia fatto trasportare fino al luogo indicato dall’interessato o fino alla più vicina autorimessa e lasciato in consegna al proprietario o al gestore di essa con le normali garanzie per la custodia;

– la disposizione per cui le spese per il recupero ed il trasporto sono interamente a carico del trasgressore.

Il comma 3, reca modifiche all'art. 189 del codice della strada in materia di comportamento in caso d'incidente.

Il comma 3, lettera a), modifica l'art. 189, comma 6, elevando da tre a sei mesi il minimo della pena della reclusione, irrogabile all'utente della strada che, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, nel quale vi siano danni alle persone, non ottemperi all’obbligo di fermarsi. Resta fermo il limite superiore di pena, pari a tre anni.

Si ricorda che l’art. 189, comma 6, prevede, altresì:

– la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre anni;

– l'applicazione delle misure previste dagli artt. 281 (divieto di espatrio), 282 (obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), 283 (obbligo di dimora) e 284 (arresti domiciliari) c.p.p., anche al di fuori dei limiti previsti dall'art. 280 (condizioni di applicabilità delle misure coercitive) del medesimo codice, e la possibilità di procedere all'arresto, ai sensi dell'art. 381 (arresto facoltativo in flagranza) c.p.p., anche al di fuori dei limiti di pena ivi previsti.

Il comma 3, lettera b), modifica l'art. 189, comma 7, elevando da sei mesi ad un anno il minimo della pena della reclusione, irrogabile all'utente della strada che non presta assistenza alle persone ferite in caso di incidente, comunque ricollegabile al suo comportamento, nel quale vi siano danni alle persone. Resta fermo il limite superiore di tre anni.

L’art. 189, comma 7, prevede altresì, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni.

Il comma 4 aggiunge infine un periodo all'art. 222, comma 2, del codice della strada, disponendo che il giudice applichi la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente quando dall'incidente derivi un omicidio colposo e sia stato causato da soggetto:

– in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’art. 186, comma 2, lettera c) del codice (tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro);

– sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope.

L’art. 222, del codice della strada dispone che quando dalla violazione delle norme del codice della strada derivino danni alle persone, il giudice applica con la sentenza di condanna le sanzioni amministrative pecuniarie previste, nonché le sanzioni amministrative accessorie della sospensione o della revoca della patente. Qualora derivi una lesione personale colposa la sospensione della patente è da quindici giorni a tre mesi. Quando dal fatto derivi una lesione personale colposa grave o gravissima la sospensione della patente è fino a due anni. Nel caso di omicidio colposo la sospensione è fino a quattro anni.

Fonte: Scheda di lettura dell'Ufficio Studi del Senato

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