Contrassegno assicurativo falso? Non deve accertarlo il danneggiato

La Cassazione accoglie il ricorso di una danneggiata in un incidente stradale, che si era vista negare il risarcimento per mancanza di copertura.

17 luglio 2012 - 7:00

La Corte di Cassazione, sesta sezione civile, con la sentenza n. 11295/12, depositata il 5 luglio 2012, accoglie il ricorso di una signora che aveva riportato danni all'auto in un incidente stradale. La documentazione assicurativa del responsabile dell'urto, in prima battuta, era sembrata valida, ma successivamente era risultato insussistente il rapporto di assicurazione tra quello e la compagnia indicata sul contrassegno.Il Giudice di Pace di Gallipoli dà ragione alla danneggiata, il Tribunale di Lecce alla compagnia di assicurazione, la Cassazione risolve: non può chiedersi alla danneggiata il compito di accertare la validità del contrassegno esibito, che sembri valido. La compagnia coinvolta deve dimostrare di essere totalmente estranea alla vicenda, e di non aver avuto alcun comportamento colposo che potesse ingenerare tale equivoco.

UNA VICENDA UN PO' CONFUSA – Dagli atti del procedimento, non emerge in modo chiaro quale tipo di “trucco” avesse utilizzato il responsabile dell'incidente per apparire assicurato pur non essendolo. Non si capisce infatti, e ciò viene detto in sentenza, come mai un contrassegno del tutto fasullo possa aver tratto in inganno non solo la danneggiata, ma anche i carabinieri, che soltanto in un secondo momento si sono accorti della mancanza di copertura assicurativa. In effetti ciò che manca è proprio la prova della falsificazione, che viene semplicemente asserita dalla compagnia e riscontrata dal Tribunale di Lecce, che definisce la documentazione assicurativa “inappropriata e falsa” senza spiegare in che modo essa fosse falsificata.

LA TUTELA DEL DANNEGGIATO, L'APPARENZA DEL DIRITTO – Il punto di partenza del ragionamento della Suprema Corte è il principio per cui il contrassegno assicurativo opera a tutela dei danneggiati e dei terzi e l'automobilista danneggiato ha il diritto di rivolgere la propria richiesta alla compagnia di assicurazione che “appare” essere responsabile in solido con chi ha cagionato il danno. Certo, se il contrassegno è fasullo allora la compagnia ha diritto di provare la propria estraneità, ma non può limitarsi a dichiarare che il rapporto assicurativo è insussistente. Non è il rapporto assicurativo sottostante al contrassegno che pone la compagnia in una posizione di garanzia, ma l'autenticità del contrassegno, che pertanto dev'essere sconfessata in giudizio con prove adeguate. Altrimenti viene protetta la c.d. “apparenza del diritto”, che fa fede fino alla prova, data dalla compagnia, di non aver avuto alcuna colpa nella ingenerazione dell'affidamento. In questo modo la Suprema Corte pone in capo al contraente forte (compagnia di assicurazione) gli oneri conseguenti al problema della falsificazione dei contrassegni, che non possono gravare sui danneggiati, che sono i contraenti deboli.

di Antonio Benevento

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