Codice della strada: annullate 100mila infrazioni

Nel 2004 in Italia i giudici di pace hanno annullato più di 100mila verbali per infrazioni al codice della strada. Lo rivela il mensile Quattroruote pubblicando i risultati di un'indagine...

28 giugno 2005 - 13:58

Nel 2004 in Italia i giudici di pace hanno annullato più di 100mila verbali per infrazioni al codice della strada. Lo rivela il mensile Quattroruote pubblicando i risultati di un'indagine esclusiva sui principali uffici giudiziari italiani. L'anno scorso gli italiani hanno presentato quasi 400 mila ricorsi, il 18% in più rispetto al 2003. Un numero enorme ma che rappresenta solo una parte delle multe effettivamente elevate. La percentuale di accoglimento dei ricorsi non viene rilevata dalle statistiche ufficiali ma viene stimata, in media, nel 30%. I motivi per i quali il giudice di pace risponde alle richieste degli automobilisti sono per lo più l'uso illegittimo degli strumenti, errori procedurali, vizi di forma.

In alcuni casi le percentuali di annullamenti raggiungono livelli molto alti, con punte fino all'80% in funzione dei periodi dell'anno e delle località. Il numero dei ricorsi registra vere e proprie impennate quando le amministrazioni municipali decidono di utilizzare “in maniera intensiva” gli apparecchi elettronici per il rilevamento delle infrazioni (autovelox, photored, telecamere per l'accesso alle Ztl). Un esempio: a Padova in appena sei mesi i telelaser della polizia locale hanno rilevato 17 mila infrazioni, contro una media precedente di 4 mila all'anno, tutte lungo le tangenziali cittadine, registrando introiti per circa 2 milioni e 500 mila euro. Per regolamentare l'utilizzo di autovelox e telelaser da parte della polizia locale e delle amministrazioni locali, il consigliere regionale Raffaele Zanon chiede alla regione Veneto di definire un “codice etico al fine di impedire un uso improprio dei sistemi di rilevazione della velocità” e di salvaguardarne invece le finalità principalmente preventive.

La situazione non è diversa nelle decine di piccoli comuni italiani che noleggiano per brevi lunghi periodi autovelox da ditte private pagate in proporzione alle multe incassate. In queste località, denuncia sempre Quattroruote, si arrivano a fare migliaia di verbali in pochi mesi di noleggio (spesso utilizzando gli apparecchi elettronici per il rilevamento delle infrazioni in maniera illegittima). “Se si pensa – si legge su Quattroruote – che l'importo medio di un'infrazione per eccesso di velocità può essere stimato in circa cento euro, si comprende come per i comuni il business degli autovelox significhi ricavi per centinaia di migliaia di euro, in alcuni casi milioni di euro, ogni anno”.

Ricordiamo che le multe per eccesso di velocità, elevate attraverso i dispositivi autovelox, sono valide anche se non avviene la contestazione immediata. Dopo la recente sentenza della Cassazione n. 8837-05, secondo la quale la multa non sarebbe valida se non è specificato il motivo della mancata contestazione (non basta il richiamo all'articolo 201 del Codice della Strada, che riporta un numero limitato di casi in cui può non avvenire la contestazione immediata) ne arriva una nuova, pronta a ribaltare il tutto. La Cassazione ha infatti deciso, con una nuova sentenza, la validità di qualsiasi verbale elevato per eccesso di velocità tramite autovelox, senza contestazione immediata, se l'apparecchio permette la verifica del superamento del limite di velocità solo dopo il transito del veicolo. Mentre per tutti gli apparecchi che consentono di verificare l'eccesso di velocità prima dell'arrivo del veicolo, sarà dovuta la contestazione immediata, purché il fermo non provochi situazioni di pericoli ed il servizio di vigilanza sia organizzato per consentire l'alt.

Fonte: 4R

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