Circolazione stradale – Artt. 45 e 142 del Codice della Strada – Rilevamento della velocità – Le ap

Corte di Cassazione Civile, sezione seconda - Sentenza n. 21885 del 14/10/2009Circolazione stradale - Artt. 45 e 142 del Codice della Strada - Rilevamento della velocità - Le apparecchiature...

10 dicembre 2009 - 11:29

Corte di Cassazione Civile, sezione seconda – Sentenza n. 21885 del 14/10/2009

Circolazione stradale – Artt. 45 e 142 del Codice della Strada – Rilevamento della velocità – Le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per rilevare le violazioni dei limiti di velocità stabiliti non devono essere sottoposte ai controlli previsti dalla L. n. 273 del 1991, istitutiva del sistema nazionale di taratura.

FATTO E DIRITTO

Il giudice di pace di Alcamo con sentenza del 29 settembre 2005 accoglieva l'opposizione proposta da B. D. avverso il Prefetto di Trapani per l'annullamento del verbale di contestazione n. (OMISSIS) elevato dalla Polizia stradale di Trapani il (OMISSIS).

La sentenza riteneva fondata la censura concernente l'inattendibilità del rilievo automatico, a causa dell'omessa taratura dell'apparecchiatura utilizzata.

Il Ministero dell'Interno ha proposto ricorso per cassazione, notificato il 21 settembre 2006.

Parte opponente è rimasta intimata.

Avviata la trattazione con il rito previsto per il procedimento in camera di consiglio, il procuratore generale ha chiesto l'accoglimento del ricorso perchè manifestamente fondato.

Preliminarmente va rilevato che l'impugnazione proposta dall'avvocatura Generale dello Stato ha sanato il difetto di legittimazione passiva della Prefettura – Ufficio territoriale del governo, evocata in giudizio in primo grado, che è competente sulle opposizioni ad ordinanze ingiunzione emesse dal Prefetto e non sull'opposizione a verbale di contestazione di sanzioni amministrative.

E' vero infatti che in caso di opposizione proposta avverso il verbale di accertamento di violazione al codice della strada redatto da appartenenti alla polizia stradale, la legittimazione passiva nel relativo giudizio appartiene al Ministero dell'Interno, essendo a questa amministrazione centrale attribuite specifiche competenze in materia di circolazione stradale, nonchè il compito di coordinare i servizi di polizia stradale, anche se espletati da organi appartenenti ad altre amministrazioni centrali (Cass. 17677/06; 4195/06), tuttavia la carente legittimazione processuale della Prefettura che sia stata erroneamente evocata in giudizio è sanata dall'impugnazione svolta per l'Amministrazione dall'Avvocatura dello stato, come stabilito dalla giurisprudenza di legittimità (cfr per riferimenti Cass. 3144/06), che si è espressa in tal senso anche con intervento delle Sezioni Unite (Cass. 3117/06; 21624/06).

Ed infatti l'erronea individuazione dell'organo legittimato non comporta la mancata costituzione del rapporto processuale, ma una mera irregolarità, sanabile, ai sensi della L. 25 marzo 1958, n. 260, art. 4 attraverso la costituzione in giudizio dell'Amministrazione, che non abbia sollevato al riguardo eccezioni o uno specifico motivo d'impugnazione (cfr. Cass. 9527/06).

Il ricorso denuncia violazione dell'art. 45 C.d.S. e art. 142 C.d.S., comma 6 e relative norme di esecuzione, sostenendo che la sentenza impugnata si fonda sulla presunta necessità di tarature periodiche dell'apparecchio usato per la rilevazione.

Deduce la piena legittimità dell'uso dell'apparecchiatura, conforme alle caratteristiche di cui all'art. 345 reg. esec. C.d.S., nonchè l'estraneità alla materia delle norme sul sistema nazionale di taratura.

Il motivo è fondato.

Questa sezione ha già statuito che in tema di sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per rilevare le violazioni dei limiti di velocità stabiliti, come previsto dall'art. 142 C.d.S., non devono essere sottoposte ai controlli previsti dalla L. n. 273 del 1991, istitutiva del sistema nazionale di taratura.

Tale sistema di controlli, infatti, attiene alla materia ed metrologica, diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità ed è competenza di autorità amministrative diverse rispetto a quelle pertinenti al caso di specie (Cass. 23978/07).

La sentenza citata, come le altre coeve, ha esaminato e risolto tutte le problematiche in argomento e a questo orientamento occorre dare seguito.

Discende da quanto esposto l'accoglimento del ricorso e la condanna alla refusione delle spese di lite, liquidate in dispositivo.

Si fa luogo infatti, con decisione di merito ex art. 384 c.p.c. al rigetto dell'originaria opposizione, giacchè non risultano altri motivi di opposizione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, respinge l'opposizione proposta da B. D..

Condanna quest'ultimo alla refusione delle spese di lite liquidate in Euro 400 per onorari, oltre il rimborso delle spese prenotate a debito e accessori di legge.

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