Cassazione: etilometro senza avvocato? Parola alle Sezioni Unite

Le Sezioni Unite dovranno dire entro quale termine può farsi valere la nullità, se con il primo atto successivo, oppure entro 5 giorni

5 novembre 2014 - 16:00

Con l'ordinanza di rimessione alle Sezioni Unite n. 43847/14 depositata il 21.10.2014, la IV sezione penale della Suprema Corte ha demandato al massimo interprete delle norme di chiarire una questione formale, ma di notevole importanza per gli indagati per guida in stato di ebbrezza. Se le Forze dell'Ordine “dimenticano” di avvisare il fermato della possibilità di farsi assistere da un avvocato durante il test, fino a quando l'indagato può eccepire la nullità della rilevazione? Secondo un indirizzo più restrittivo, la nullità dev'essere eccepita o prima del compimento dell'atto, oppure entro 5 giorni, ovvero il tempo che il codice di procedura penale dà per l'esame dei verbali relativi ad atti cui il difensore ha diritto di assistere (art. 366 c.p.p.). Secondo un orientamento meno rigoroso, l'eccezione può essere proposta nel primo atto difensivo successivo, anche se posteriore di molto tempo rispetto al compimento della rilevazione alcolemica. Ora tocca alle Sezioni Unite chiarire con quali termini decadenziali gli indagati possano utilizzare, qualora non avvertiti del diritto di farsi assistere da un avvocato, questo escamotage per neutralizzare una prova altrimenti schiacciante e gravida di conseguenze giuridiche.

LA LEGGE NON AMMETTE IGNORANZA – Il vecchio brocardo noto a chi si sia mai accostato a un manuale di diritto ignorantia legis non excusat, ovvero la legge non ammette ignoranza, ben riassume il punto di vista dei giudici che appoggiano la tesi più restrittiva in ambito di eccezione di nullità dell'atto per mancato avvertimento del diritto di farsi assistere da un difensore. Secondo questa tesi la nullità dovrebbe addirittura farsi presente prima del compimento dell'atto (?), oppure subito dopo. E' evidente che si tratta di una tesi che realizza in modo indiretto una sostanziale elusione del predetto diritto garantito dall'art. 114 c.p.p., di farsi assistere da un difensore durante l'espletamento di determinati atti di indagine. Infatti, anche se il fermato sapesse che l'atto sarebbe nullo senza l'avvertimento (cosa che non sa, perchè la legge nella pratica, l'ignoranza la ammette eccome), come farebbe a eccepirlo prima? “Scusate se non mi avvertite del mio diritto a farmi assistere l'atto è nullo”. Anche i 5 giorni successivi sono un termine troppo breve. Considerando che l'indagato deve munirsi di avvocato di fiducia o comunque prendere contatto con quello di ufficio e questi deve esaminare la pratica e depositare una memoria. Questo orientamento sacrifica totalmente i diritti difensivi alla necessità e urgenza di compiere gli atti e alla battaglia, pur giusta, al “drunk driving”. Poggia comunque su una logica interpretazione delle norme, la nullità è di tipo relativo (art. 181 c.p.p.), quindi va eccepita prima del compimento dell'atto, o immediatamente dopo (art. 182 c.p.p.) e quell'immediatamente dopo sembra doversi quantificare nei 5 giorni stabiliti dalla norma di cui all'art. 366 c.p.p..

IL DIRITTO DI DIFESA VA GARANTITO – Viceversa, se vogliamo dare un senso alle norme che presidiano la garanzia del diritto di difesa, come quelle in esame, non possiamo restringere così il campo, da rendere tali norme inoperanti, come succede se applichiamo la tesi restrittiva. Dunque esiste un'altra tesi giurisprudenziale, più improntata al favor rei, ovvero il principio cardine che impone di interpretare le norme di diritto penale nel senso più favorevole all'imputato, che invece poggia sul rilievo costituzionale del diritto di difesa (art. 24 Cost.), che sarebbe assicurato solo se quella locuzione dell'art. 182, co 2, c.p.p. che impone di eccepire la nullità “subito dopo” si allarga fino a ricomprendere il primo atto difensivo successivo alla rilevazione, che può anche essere l'opposizione al decreto penale di condanna.

ORA TOCCA ALLE SEZIONI UNITE, MA E' UN FALSO PROBLEMA – Adesso gli Ermellini, nella loro composizione più autorevole, dovranno stabilire in maniera chiara quale sia l'interpretazione più corretta delle norme relative alla eccezione di nullità del test etilometrico per mancato avvertimento della facoltà di farsi assistere da un difensore. Per quanto la decisione delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione avrà conseguenze su tutti i casi pendenti, in prospettiva la questione non dovrebbe essere più rilevante già adesso, e ancor meno in futuro. Quando infatti gli avvocati scovano un sistema per rendere nulli gli atti di indagine, chi li deve compiere corregge le sue metodologie per renderle conformi. Certamente una volta che le SSUU dovessero stabilire che gli indagati, se non avvisati della facoltà di farsi assistere da un avvocato, possono eccepire la nullità degli accertamenti anche nel primo atto difensivo successivo alla rilevazione, le Forze dell'Ordine smetterebbero di omettere tale avvertimento, una volta rese edotte delle conseguenze di tale omissione.

3 commenti

Bruno
16:16, 10 novembre 2014

Nessun esperto legale o delle FdO risponde al mio quesito?

Filarono
14:58, 15 novembre 2014

@Bruno: probabilmente non risponde nessuno perché nessuno lo sa, neppure chi ha fatto questa legge.
È un po' come la nuova legge secondo cui bisogna dichiarare chi guida abitualmente l'auto entro 30 giorni. Il problema è: come fanno le FdO a sapere da quanti giorni stai guidando l'auto?

Bruno
16:07, 15 novembre 2014

Infatti questa sconosciuta applicabilità fa il paio con l'altrattanto sconosciuta applicabilià della guida di auto intestate ad altri oltre i 30 giorni. E' l'ennesima conferma che siamo in balia di un branco di pericolosi burocrati non pensanti.

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