Cassazione: Buca stradale ricolma d'acqua? Il Comune paga

Un'automobilista subisce danni a causa di una buca ricolma d'acqua. Il Comune non vuole pagare, ma la Cassazione gli da torto

3 giugno 2014 - 10:00

Sul tema buche stradali interviene, per l'ennesima volta, la Cassazione, con sentenza della terza sezione civile, numero 3793, datata 18 febbraio 2014. Gli ermellini sono “costretti” a pronunciarsi così spesso sulla materia perché i Comuni, pur di non pagare il risarcimento agli automobilisti e ai motociclisti “vittime” dei crateri stradali, dopo aver perso il primo, fanno appello. Spesso, allora, c'è lo scontro finale in Cassazione.

CHE COSA È SUCCESSO – Era stata la signora C.D. a convenire in giudizio il Comune di Lauria (provincia di Potenza, Basilicata) per ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa dell'incidente dovuto dalla presenza sul manto stradale di una buca ricolma d'acqua, non segnalata. Questa aveva provocato la perdita di controllo dell'auto e la conseguente caduta della stessa in una scarpata. In primo grado, nel 2003, il Tribunale di Lagonegro accoglieva la domanda condannando il Comune al risarcimento dei danni. La sentenza veniva impugnata dal Comune, e la Corte d'appello di Potenza (nel 2007) perveniva a opposta conclusione, rigettando la domanda di risarcimento in accoglimento dei motivi di gravame proposti dal Comune.

LA “GRINTA” DELLA SIGNORA – A questo punto, molti cittadini gettano la spugna. È comprensibile: serve spendere tempo e denaro ed energie nervose per andare in Cassazione. Ma la signora, che merita un elogio (sono sentenze che fanno giurisprudenza a favore degli automobilisti vessati e contro i Comuni restii ad assumersi le colpe), va fino in fondo: Cassazione. La Suprema corte accoglie il ricorso. Conferma, giustamente, la responsabilità del custode della strada (il Comune). Afferma che l'ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito si presume responsabile (secondo l'articolo 2051 del Codice civile) dei sinistri causati dalla particolare conformazione della strada o delle sue pertinenze. Gli ermellini respingono il caso fortuito: il Comune ha fatto tutto il possibile per evitare il sinistro? Risposta: no. Una buca ricolma d'acqua non doveva esserci. La conducente guidava con la massima prudenza, e quella buca era inevitabile. Il ricorso è accolto; la sentenza cassata e la causa rimessa alla Corte di appello di Potenza in diversa composizione. Il caso va esaminato sulla base dell'articolo 2051 del Codice civile, quello riguardante il caso fortuito. Vedremo ora che cosa decideranno i giudici. Ovviamente, in altri contesti, il cittadino avrebbe perso in primo e in secondo grado, e in Cassazione, anche perché magari il Comune sarebbe riuscito a dimostrare il caso fortuito e la condotta non del tutto prudente del guidatore. Ma va evidenziato che, anche procedendo con la massima prudenza, una buca piena d'acqua è sempre terribilmente difficile da vedere. Qui la nostra guida per chiedere il risarcimento dei danni, quanto mai utile di questi tempi, con le nostre città ridotte a gruviera.

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