Carrozziere costoso? L'Assicurazione non paga i danni

Discutibile pronuncia della Cassazione che obbliga il danneggiato a cercarsi un carrozziere economico per riparare l'auto coinvolta in un incidente

1 giugno 2016 - 11:00

In data 13 maggio 2016, è stata pubblicata una sentenza della Suprema Corte, la n. 9942, sez. III civile, che ha espresso un principio piuttosto rilevante in tema di risarcimento dei danni materiali da circolazione stradale. La vertenza era incentrata sul costo delle riparazioni dell'auto, che per la carrozzeria, odierna ricorrente in Cassazione, era di circa 362 euro superiore a quanto liquidato dalla compagnia di assicurazione. Ebbene, gli Ermellini, enunciando un principio che farà discutere, in verità già espresso in giurisprudenza piuttosto risalente, rigetta il ricorso, e statuisce che i costi sostenuti dal danneggiato devono “corrispondere” ai correnti prezzi di mercato.

IL CARROZZIERE DI FIDUCIA COSTAVA 1,50 IN PIU' ALL'ORA Il caso che ha originato la vertenza giunta fino in Cassazione, è piuttosto singolare e non si può non darne conto. Si trattava di una richiesta di danni materiali conseguenti a incidente stradale, di un importo in fattura superiore di  362,85 euro a quanto l'impresa di assicurazione aveva deciso di liquidare. Nella C.T.U., in fase di merito, era emerso un differente costo orario della mano d'opera…di ben 1,50 euro! A questo punto viene da chiedersi per quale motivo andare fino in Cassazione per una questione così “bagatellare”: la risposta potrebbe essere che si trattava di una questione di principio. Purtroppo però la questione di principio è stata risolta contro la carrozzeria ricorrente, quindi anche contro tutti i danneggiati che in futuro dovessero avere un analogo problema. La domanda sull'opportunità di cercare la ragione presso gli Ermellini, pur col senno di poi, dunque rimane.

IL DANNEGGIATO DILIGENTE EVITI IL CARROZZIERE COSTOSO La difesa della ricorrente, proprio la carrozzeria che aveva “chiesto troppo”, era incentrata sull'errata applicazione della norma di cui all'art. 1227 c.c., il quale riduce il risarcimento al creditore che non usa l'ordinaria diligenza per evitare di aggravare il danno. Può insomma questa “ordinaria diligenza” mai arrivare a comprendere anche un'analisi di mercato per esser certi di non oltrepassare i prezzi medi? Secondo la ricorrente, certo che no, ma gli Ermellini sono di tutt'altro avviso. Richiamandosi a giurisprudenza piuttosto risalente (Cass. 970/96 e 2268/74), i Giudici di Piazza Cavour ribadiscono il seguente principio “le spese sostenute per le riparazioni dell'autoveicolo, che ha subito danni in un incidente stradale, sono rimborsabili solo per la parte che corrisponde ai correnti prezzi di mercato, a meno che il maggior esborso non sia giustificato da particolari circostanze obiettive”.

CORTE DI CASSAZIONE CONTRO I CARROZZIERI INDIPENDENTI? Se preso alla larga, il principio del necessario allineamento tra prezzi di mercato e costo della riparazione, sembra logico. Ma la formulazione usata dalla Corte esprime una rigidità che mal si addice a un settore, quello della RC Auto, in costante evoluzione, complesso, e difficilmente riducibile a principi di simile tenore. Quel limite alla risarcibilità delle spese di riparazione, espresso nelle parole “rimborsabili solo per la parte che corrisponde”, può anche avere un senso, forse, nel caso di specie, in cui a fare il prezzo era il creditore stesso, avendo la carrozzeria agito in proprio per il recupero del danno. Ma così come è scritto, sembra caricare il danneggiato di un onere di diligenza abnorme. Insomma Tizio si ritrova con la macchina gravemente danneggiata per un'imprudenza altrui; deve fare i conti con il tempo che si perde nelle pratiche burocratiche, con la difficoltà di pagare subito la riparazione (a meno che non si affidi a carrozzerie convenzionate?, leggi qui ad esempio della Super carrozzeria UnipolSai), con il disagio e lo stress conseguenti alla spiacevole disavventura. Ebbene per la Suprema Corte egli deve anche girare per le carrozzerie del quartiere cercando chi chiede di meno per la riparazione? Snobbando il proprio carrozziere qualora non sia il prezzo più basso? Oppure deve commissionare uno studio sui prezzi della mano d'opera degli autoriparatori per poter verificare la “corrispondenza” del proprio preventivo? A parere di chi scrive, avrebbe avuto più senso costruire un principio basato su un'eccezione, ovvero limitando ai casi in cui il costo della riparazione si allontana sensibilmente dai prezzi di mercato, le ipotesi di risarcibilità parziale. Tanto più che nel caso di specie la Corte ammette di non aver competenza nell'accertamento dei prezzi di mercato, poteva quindi rigettare il ricorso semplicemente per questo, perchè questo verteva su questioni di merito, senza tirare fuori principi di diritto così lontani dalla realtà dell'automobilista medio. E' noto che la lobby dei principali gruppi assicurativi cerca da anni di rendere più o meno obbligatoria la riparazione presso carrozzerie convenzionate, in modo da porre sotto controllo i costi dei sinistri con danni a cose e mettere alla frusta la categoria dei carrozzieri, obbligandoli tutti a convenzionarsi a condizioni poco trattabili. Volenti o nolenti, gli Ermellini hanno in questa sentenza fatto il gioco delle compagnie, a scapito dei carrozzieri indipendenti.

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