Camion-vela uguale cartelloni: paghino la tassa pubblicità

Lo ha deciso la Cassazione: i camion-vela sono come i mega cartelloni con le réclame, e quindi devono pagare ai Comuni la tassa sulla pubblicità

19 aprile 2012 - 6:48

Con la sentenza 5858 del 28 febbraio 2012, pubblicata il 13 aprile dalla sezione tributaria della Cassazione, nasce l'equazione “camion-vela uguale mega cartelloni con le réclame”, di quelli che invadono le nostre città: infatti, anche veicoli devono pagare la tassa sulla pubblicità ai Comuni.

ESPEDIENTE – Stando agli ermellini, è un espediente elusivo piazzare il veicolo attrezzato per la réclame nei punti nevralgici della città, dove è molto visibile, evitando di versare il tributo. Con quella enorme vela bifacciale in vetroresina, il messaggio su quattro ruote e una quarantina di metri quadrati di superficie espositiva, raggiunge molti occhi. Si tratta di promuovere vendite, vendite, liquidazioni o saldi. Se invece il Comune tollerasse la “furbata” di non pagare la tassa, creerebbe disparità fra le società del settore e fra le aziende inserzioniste stesse. Al massimo, per evitare il balzello, il cliente deve dimostrare che l'uso del veicolo avviene in via prevalente per un uso pubblico o privato, e non pubblicitario. Al contrario, quando la Polizia municipale accerta che i camion sono parcheggiati nelle strade più trafficate per cercare pubblicità, la tassa scatta inesorabile.

CONDIVISIBILE – La decisione della Cassazione è più che condivisibile. Fra l'altro, non nascondiamo la nostra avversione per i camion-vela: intralciano il traffico, inquinano (sono spesso fumosi, perché a fine vita), consumano carburante senza necessità, sottraggono spazio alle auto, spargono la pubblicità in un ampio raggio, e potenzialmente distraggono gli altri guidatori, che possono essere attratti dal messaggio, distogliendo l'attenzione dalla strada.

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