Cambia la targa per farsi togliere la multa: il GdP ci casca, la Procura no

Ricorso contro autovelox: il Giudice di Pace non si accorge del furbo cambio di targa, la Procura lo scopre e lo condanna per falso

29 maggio 2012 - 12:16

Il Tribunale di Trani ha condannato un automobilista che aveva attuato un tentativo di eludere le conseguenze di un'infrazione per eccesso di velocità, che potremmo definire degno di un film di totò. Consapevole di essere passibile di multa e sottrazione di punti patente per essere incappato in un autovelox, il trasgressore ha finto di aver smarrito la targa e fatto reimmatricolare il proprio veicolo. Poi ha chiesto al Giudice di Pace di annullare la multa, perchè l'auto nella foto dell'autovelox non era la sua… aveva targa diversa. Il Giudice di Pace non si è accorto dello stratagemma, e pensando a un banale errore ha annullato la multa. La Procura invece ha svelato il trucco e condannato l'autore per falso ideologico.

PER EVITARE LA MULTA SI BECCA UNA CONDANNA PENALE – Storie del genere sembrano fatte apposta per esaltare quel lato del genio italico cui oggi vengono ricondotti tutti i mali del paese. Quel lato che potremmo definire come l'arte di eludere le regole per trarne un ingiusto vantaggio personale. C'è da dire che nel caso di specie anche gli altri protagonisti della vicenda non hanno fatto ciò che potevano (e forse dovevano) per evitare che il curioso tentativo sortisse un primo parziale successo. Infatti di fronte alla parziale produzione documentale del trasgressore, che faceva sembrare ci fosse stato un banale errore nella comminazione della multa, andata apparentemente a colpire il soggetto sbagliato, il Comune di Trani non aveva obiettato alcunché, mancando di dimostrare al Giudice che le cose stavano diversamente. Poi però la Polizia Municipale di Trani è arrivata alle carte compromettenti della denuncia di smarrimento della targa, ha scoperto tutto e ha trasmesso in Procura la documentazione che avrebbe poi portato alla condanna del fantasioso automobilista.

E' FALSO IDEOLOGICO – Nel procedimento penale la difesa dell'imputato ha tentato un'ultima carta per evitare il peggio. Infatti non esiste alcun obbligo per le parti dei processi di attestare la verità sui fatti esposti e bastava che il Comune di Trani, o il Giudice di Pace, verificassero bene i documenti per capire cosa fosse successo. Non ci sarebbe stato, secondo la difesa del trasgressore, quel comportamento artificioso volto a sorprendere l'altrui buona fede, che configura il reato di falso. La Procura non ci sta, essendo chiara la volontà ingannatoria dell'imputato e non potendosi addossare al Giudice di Pace di Trani la colpa di non aver dubitato della veridicità dell'esposizione. Così al “furbo” automobilista pugliese viene comminata una condanna ad anni 1 di reclusione (sospesa) ed € 4.000,00 di provvisionale provvisoriamente esecutiva da versare al Comune di Trani. Ne valeva la pena?

di Antonio Benevento

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