Calze da neve

Calze da neve omologate: situazione normativa al 2022

L'uso delle calze da neve omologate in Italia ed Europa: la situazione normativa al 2022 dopo il rilascio del nuovo standard comunitario EN 16662-1-2020

16 febbraio 2022 - 12:10

Sappiamo tutti che in Italia per circolare su determinate strade, appositamente segnalate, nel periodo compreso tra il 15 novembre e il 15 aprile è necessario dotarsi di pneumatici invernali o All season idonei alla marcia su neve e ghiaccio, oppure avere a bordo mezzi antisdrucciolevoli da montare all’occorrenza, con cui si fa solitamente riferimento alle catene da neve. Tuttavia già dal lontano 2003 sono apparsi sul mercato altri dispositivi antisdrucciolevoli, inventati dall’azienda norvegese Autosock Operations A.S., che da noi hanno preso il nome di ‘calze da neve’ o autosock stesso. Dopo un iniziale successo, dovuto al prezzo competitivo e alla facilità di installazione rispetto alle catene, la diffusione delle calze da neve in Italia ha subito una frenata a causa del diniego dell’allora Ministero dei Trasporti di equipararle alle catene da neve per problemi legati all’omologazione, con successiva disputa legale tra le parti.

Fatta questa premessa e dato che sono trascorsi diversi anni dall’inizio del botta e risposta giuridico tra l’azienda e le istituzioni del nostro Paese, vediamo la situazione al 2022 delle calze da neve in Italia, soprattutto alla luce del recente rilascio di una nuova omologazione europea (EN 16662-1:2020), in sostituzione della precedente, che parifica le catene da neve in metallo e i dispositivi antiscivolo in tessuto. Norma che l’Italia non ha ancora ufficialmente recepito. Ma che di fatto “cancella” e sostituisce le vecchie norme ancora presenti nei decreti e nelle circolari italiane. Quindi le calze da neve sono ufficialmente riconosciute o chi le monta corre il rischio di subire sanzioni? Proviamo a fare chiarezza con il prezioso supporto di Autosock Operations.

CHE COSA SONO E COME FUNZIONANO LE CALZE DA NEVE

Ideate negli anni ‘90 dal norvegese Bård Løtveit, che successivamente ha creato l’azienda Autosock, le calze da neve sono dei dispositivi in poliestere (fibra sintetica derivata dal petrolio, molto usata nell’abbigliamento) che avvolgono completamente il battistrada della gomma dell’auto al fine di migliorarne la trazione su superfici coperte da neve o ghiaccio.

Come detto, il punto di forza delle calze da neve, oltre al prezzo (intorno ai 50 euro, ma il range va da 30 a 80 in base alla qualità del prodotto), è la facilità di utilizzo. Per montarle basta prendere una calza e inserirla nella parte superiore dello pneumatico, verificando che aderisca per bene nella zona posteriore della gomma. Dopodiché bisogna avanzare un poco con l’auto, per ripetere l’operazione e fissare la calza anche nella parte della gomma che prima toccava la superficie stradale. Infine non rimane che percorrere un centinaio di metri a basse velocità, fermando di nuovo l’auto per verificare che il dispositivo sia stato installato correttamente e proseguire il cammino in sicurezza.

Altri buoni motivi per preferire le calze da neve sono che: non rovinano le gomme dell’auto; producono meno vibrazioni (facendo pertanto meno rumore); si possono usare sui veicoli dotati di pneumatici non catenabili. Per il resto garantiscono una guida tranquilla e sicura sulla neve. Solo in specifiche condizioni che richiedono una maggiore trasmissione di potenza potrebbero risultare meno performanti delle catene. Inoltre se non usate correttamente (ad esempio se tenute a lungo su tratti privi di neve) le calze sono soggette a usura elevata.

CALZE DA NEVE OMOLOGATE IN ITALIA: UNA SITUAZIONE CONTROVERSA

Il problema dell’omologazione delle calze da neve in Italia, sorto subito dopo la commercializzazione del prodotto, arriva a un punto di svolta nel 2012 quando l’azienda Autosock Operations chiede al nostro Ministero dei Trasporti l’ok definitivo all’uso dei suoi dispositivi sul territorio italiano, forte della conformità ricevuta in Austria tramite la norma V5121, del principio di libera circolazione delle merci in Europa e del Regolamento (CE) 765/2008 che prevede il mutuo riconoscimento delle omologazioni presenti nei vari Paesi europei.

Il MIT risponde però negativamente alla richiesta (nota n. 19882 dell’11 luglio 2012), ritenendo che le calze da neve non sono equiparabili alle catene da neve perché conformi, appunto, alla norma V5121 (riguardante i sistemi di controllo e di stabilità della trazione) e non alla V5117 (che riguarda specificamente le catene metalliche), l’unica riconosciuta e ammessa in Italia, insieme alla UNI 11313:2010, dal decreto ministeriale del 10 maggio 2011 concernente le norme sui dispositivi supplementari di aderenza per gli pneumatici degli autoveicoli di categoria M1, N1, O1 e O2. Poco importa che la V5121 e la V5117 siano praticamente identiche, anzi la prima è perfino più restrittiva.

Parte una serie di ricorsi che inizialmente vede il TAR del Lazio dare ragione ad Autosock, cancellando il provvedimento del MIT. E poi lo stesso Ministero dei Trasporti ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR (qui potete approfondire l’intera vicenda dalle origini alla sentenza del TAR del 2012 ed il successivo ricorso al Consiglio di Stato).

Intanto, vista la confusione creatasi dopo la pronuncia del TAR, a fine 2013 il Ministero dell’Interno emana una circolare con cui invita gli organi di Polizia stradale a evitare “ogni atteggiamento operativo” (tradotto dal burocratese: non sanzionare il montaggio delle calze) in attesa dell’esito del ricorso del MIT al Consiglio di Stato. Da allora e per molti anni non si muove quasi foglia, lasciando l’uso delle calze da neve in Italia in una sorta di limbo. Si vendono tranquillamente (nel frattempo altre aziende, anche italiane, hanno iniziato a produrle e sono arrivate anche le calze con sistema a maglia). Si possono usare grazie alla “sospensiva” del Viminale. Ma non rispondono ai criteri di omologazione dettati dal DM del 2011.

La sentenza del Consiglio di Stato arriva soltanto a metà del 2021 ed è sfavorevole ad Autosock. Solo che l’intera battaglia legale, sentenza compresa, risulta ormai obsoleta perché pochi mesi prima il CEN (Comitato europeo di normazione) ha provveduto a rilasciare il nuovo standard comunitario EN 16662-1-2020 in sostituzione delle norme precedenti. Standard che finalmente unifica sotto la stessa omologazione le calze da neve e le catene da neve in tutta Europa.

CALZE DA NEVE IN ITALIA: NORMATIVA E OMOLOGAZIONE AL 2022

Per chi si fosse smarrito tra i vari passaggi della controversa vicenda, proviamo a sintetizzarla al massimo. Per il Ministero dei Trasporti, in base al DM 10 maggio 2021, gli unici dispositivi supplementari di aderenza per gli pneumatici delle auto autorizzati in Italia sono quelli conformi alla norma UNI 11313 o alla norma V5117. Le calze da neve Autosock hanno ‘solo’ la V5121 austriaca, che però l’Italia non riconosce. Inizia una lunga battaglia legale e nel 2021 il Consiglio di Stato dà definitivamente ragione al Ministero. Ignorando però che nel 2020 è cambiato qualcosa. Anzi, è cambiato tutto.

Infatti, dopo una lunga gestazione, il 27 maggio 2020 il CEN ha promulgato la nuova omologazione europea EN 16662-1:2020 riguardante i “Dispositivi supplementari di aderenza per pneumatici di autovetture e veicoli leggeri”. La norma è stata poi recepita in Italia dall’Ente nazionale italiano di unificazione (UNI) con la UNI EN 16662-1:2020, entrata in vigore il 12 novembre 2020 in sostituzione della vecchia UNI 11313:2010.

Quindi il Consiglio di Stato ha sentenziato su una norma, la UNI 11313:2010, ormai ritirata e sostituita. Cosa che ora dovrebbe spingere le istituzioni ed i Ministeri ad adeguarsi. Su questo abbiamo mandato una richiesta ufficiale di chiarimento agli uffici competenti (Ministeri e Polizia Stradale) e vi terremo informati.

La UNI EN 16662-1:2020 fornisce, tra le altre cose, le specifiche sui requisiti di sicurezza, prestazione e qualità per i dispositivi supplementari di aderenza (comunemente chiamati DSA) da utilizzare su pneumatici di veicoli delle categorie M1, N1, O1, O2 e le sottocategorie rilevanti (veicoli fuoristrada). La grande novità del recente standard comunitario sta nel fatto che i requisiti elencati nella norma si applicano A TUTTI I DSA, indipendentemente dalla tecnologia o dal materiale utilizzati per costruirli. Significa in altre parole che catene da neve in metallo e calze da neve in tessuto sono sotto la stessa omologazione in ciascun Stato dell’Unione Europea. Ovviamente previo superamento dei severi test richiesti dalla norma.

Dunque problema risolto? Non esattamente. La normativa italiana, infatti, ad oggi fa ancora riferimento alla UNI 11313 del 2010 e non è stata ancora aggiornata alla UNI 16662-1 del 2020. Nel contempo Autosock e altre aziende hanno già rivisto i loro prodotti adeguandoli con successo al nuovo standard di omologazione. Sulla carta, quindi, le calze da neve che rispettano la UNI-16662-1 sono omologate per l’uso in Italia fin da novembre 2020. Ma l’ex Ministero dei Trasporti (oggi MIMS) non si è ancora attivato per sostituire l’ormai obsoleto DM 10 maggio 2011. Che richiama una norma, la UNI 11313:2010, ormai ritirata. C’è da dire che, dopo la circolare del 2013, non risultano multe elevate per l’uso delle calze da neve.

È davvero surreale, comunque, che un’azienda abbia dovuto sobbarcarsi una lunga e costosa battaglia legale durata quasi 10 anni (durata così tanto che nel frattempo la norma oggetto della disputa è cambiata) e non abbia ancora ottenuto dall’Italia il pieno riconoscimento di un prodotto che risponde ai più recenti e severi standard d’omologazione comunitari. Speriamo che questo articolo, insieme ad altri, contribuisca a smuovere le acque e stimolare l’aggiornamento delle norme nazionali.

CALZE DA NEVE OMOLOGATE: COSA SUCCEDE NEGLI ALTRI PAESI

Detto della situazione italiana, vediamo come sono accolte le calze da neve negli altri principali Paesi d’Europa e del mondo. Attualmente, occorre dirlo, nessun Paese europeo ha implementato la EN 16662-1:2020 nelle proprie norme nazionali riguardanti la circolazione stradale. Tuttavia molti, contrariamente all’Italia, hanno autorizzato da tempo l’uso delle calze da neve Autosock come dispositivi antiscivolo per gli pneumatici.

Francia: le calze da neve che rispettano i requisiti legali sono ufficialmente accettate fin dal 2012;

Germania: nelle norme stradali tedesche non esiste uno specifico standard tecnico per quanto riguarda le catene da neve. Le calze da neve sono considerate un valido surrogato;

Repubblica Ceca: le calze da neve sono ufficialmente omologate dal Ministero dei Trasporti ceco come alternativa alle catene da neve da più di 12 anni;

Slovenia: calze da neve ufficialmente accettate come alternativa alle catene da neve;

Spagna e Andorra: calze da neve accettate come alternativa alle catene da neve e vendute da oltre 10 anni;

Svizzera: da fine 2020 le calze da neve sono omologate e utilizzabili al posto delle catene da neve.

Austria: stessa situazione dell’Italia. Le norme stradali austriache fanno ancora riferimento alla vecchia norma V5117 ormai superata, per cui le calze da neve non sono omologate. C’è da dire che in Austria la lobby dell’industria delle catene da neve è fortissima;

Persistono dubbi sull’equiparazione tra calze da neve e catene da neve, a causa delle nebulose normative nazionali, in Albania, Croazia, Polonia, Romania e Ungheria. In queste nazioni le Autosock risultano comunque vendute e usate senza particolari limitazioni.

Infine le calze da neve Autosock sono conformi e soddisfano tutti i requisiti e le normative sulle catene da neve negli Stati Uniti. E in Canada, Nuova Zelanda, Giappone, Cina e Corea del Sud.

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