Autovelox: nasconderli per fare piu' multe e' reato. Truffe ai danni degli automobilisti

La Corte di Cassazione torna ad occuparsi degli autovelox, troppo spesso usati per rimpinguare le casse comunali e le tasche delle societa' che noleggiano le apparecchiature per rilevare la...

12 novembre 2009 - 10:55

La Corte di Cassazione torna ad occuparsi degli autovelox, troppo spesso usati per rimpinguare le casse comunali e le tasche delle societa' che noleggiano le apparecchiature per rilevare la velocita'. E' il caso di alcuni Comuni della provincia di Cosenza: un'azienda, titolare dell'appalto per il rilevamento della velocita' delle automobili, riceveva dai Comuni un compenso parametrato al numero di multe effettuate e aveva -chiaramente- tutto l'interesse a veder aumentare le multe.
Il titolare della ditta aveva dunque provveduto a installare -ben occultate- apparecchiature autovelox su varie automobili, la maggior parte di sua proprieta', che venivano utilizzate per “incastrare” e multare gli automobilisti. Parte una indagine della Procura della Repubblica, il titolare della ditta viene imputato per truffa e i veicoli vengono sequestrati per scongiurare ulteriori “prevedibili esborsi illegittimi da parte degli automobilisti sulla base di un rilevamento automatico della velocita' cosi' organizzato”.
 
La norma: postazioni ben visibili e segnalate
Nella sentenza, la n. 11131 del 13 marzo 2009, la Corte di Cassazione -chiamata a decidere sul dissequestro dei mezzi utilizzati per rilevare la velocita'- ripercorre le norme relative agli autovelox, specificando che l'uso degli autovelox deve essere finalizzato principalmente alla prevenzione degli incidenti e non a “batter cassa”.
L'art. 142 del Codice della strada prevede che le postazioni di controllo della velocita' siano segnalate e ben visibili.
La circolare del Ministero dell'Interno del 3 agosto 2007 impone la segnalazione della presenza dell'apparecchiatura di rilevamento almeno 400 m prima del punto in cui l'apparecchio e' posizionato.
Il Decreto Ministeriale del 15 agosto 2007 e la circolare del 8 ottobre 2007 ribadiscono l'esigenza di segnalare le postazioni con adeguato anticipo in modo di garantirne il tempestivo avvistamento.
Da cio' la truffa, poiche' l'attivita' messa in atto dalla ditta era “intenzionalmente preordinata a trarre in inganno gli automobilisti, in contrasto con lo spirito della normativa in materia diretta a prevenire incidenti piu' che a reprimere”.
Nascondere gli autovelox e' dunque comportamento contrario allo spirito della legge, e risponde alle sole esigenze di cassa dei Comuni e delle societa' private che hanno in appalto il servizio di rilevamento della velocita'.

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