Autovelox: la taratura non deve essere rinnovata periodicamente

Accolto il ricorso del Ministero dell'Interno: non vi sono norme che impongano la revisione periodica della taratura dei rilevatori di velocità

12 febbraio 2013 - 12:00

La Corte di Cassazione, sez. VI civile, con l'ordinanza n. 8485, del 28.5.2012, offre un chiarimento su un aspetto importante inerente la manutenzione degli apparecchi autovelox. Negli anni, infatti, una particolare rilevanza è stata attribuita dalla stessa giurisprudenza di legittimità alla taratura degli apparecchi, che in alcuni casi non era stata provata dagli agenti accertatori. Nel caso della sentenza in commento invece, i Giudici di Piazza Cavour fanno confermano ancora una volta quanto già espresso in passato, ponendo un argine alla “creatività” delle tesi di difensori solerti e Giudici di Pace accondiscendenti. L'obbligo di “taratura”, che discenderebbe dall'applicazione della normativa nazionale sulla calibrazione dei misuratori di grandezza (L. 273/1991), non potrebbe estendersi ai misuratori di velocità, che quindi sarebbero soggetti solo agli obblighi delle omologazioni iniziali di legge.

IL MINISTERO SOCCOMBE DUE VOLTE MA NON SI ARRENDE – A riprova del peso che l'argomento sulla mancata taratura dell'autovelox aveva assunto nei giudizi riguardanti impugnazioni di sanzioni per eccesso di velocità, depone il fatto che nei primi due gradi di giudizio la tesi del ricorrente, secondo cui gli autovelox dovrebbero essere sottoposti a revisione annuale, era stata accolta. Il nodo, relativo al fatto che gli autovelox debbano essere sottoposti a taratura periodica o meno, non è cosa da poco, considerando i costi per sottoporre a taratura tutti gli apparecchi, ovvero i costi costituiti dall'annullamento delle sanzioni impugnate da legali “fissati” con la taratura. Quindi il Ministero va fino in Cassazione e prova a sostenere che l'obbligo di taratura concerne sì la generalità di rilevatori di grandezza, ma non gli autovelox. Gli Ermellini, invertendo la tendenza, gli danno ragione.

LA MULTA CON L'AUTOVELOX, TRA OSTACOLI E APERTURE – Da quando esiste l'autovelox, le sanzioni elevate grazie ad esso sono state impugnate con grande frequenza. Forse per l'avversione ai limiti di velocità, da molti ritenuti troppo severi, forse per la mancanza di confronto, oppure, e più probabilmente, perché ora colpiscono sulla patente, con decurtazione di punti e sospensione. Arbitro della disputa tra Stato controllore e automobilisti controllati è principalmente la Corte di Cassazione, che interpreta le norme di settore in modo da orientare il comportamento degli organi accertatori, che devono rendere le proprie metodologie inattaccabili, e gli automobilisti, che quando vengono pizzicati vogliono sapere se i loro diritti sono stati rispettati. Così su alcuni argomenti chiave, quali la motivazione del mancato accertamento immediato, o la preventiva indicazione della rilevazione elettronica della velocità, o ancora, appunto, la funzionalità degli apparecchi e la loro taratura, l'orientamento della Suprema Corte condiziona una grande quantità di giudizi, ora scoraggiando i ricorsi, ora aprendo spiragli alle rivendicazioni dei presunti trasgressori. C'è da aspettarsi che questa pronuncia sulla taratura avrà un certo impatto sul contenzioso in materia. Bisognerà vedere se le prossime pronunce saranno di uguale indirizzo.

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