Autovelox di Chieuti, ricorsi possibili se la multa è del 2009

"NEL merito della censura della convenzione (...) ritiene lo scrivente che i punti 4.10, 4.11, 4.12 e 4.13 della convenzione n. 35 del 17 giugno 2008 contrastino con l'art. 208 del codice ...

10 aprile 2010 - 22:30

“NEL merito della censura della convenzione (…) ritiene lo scrivente che i punti 4.10, 4.11, 4.12 e 4.13 della convenzione n. 35 del 17 giugno 2008 contrastino con l'art. 208 del codice della strada”. Queste le testuali parole scritte dal prefetto di Foggia, Antonio Nunziante, con propria nota del 27 ottobre 2009 ed indirizzata al sindaco del Comune di Chieuti.

Il prefetto fa riferimento alla convenzione n. 35 del 17 giugno del 2008 stipulata tra l'ACI Foggia e il Comune di Chieuti, che autorizza l'installazione delle attrezzature Autovelox per il controllo elettronico della velocità. Al fine di evitare dubbi e fraintendimenti “in maniera chiarissima” il Prefetto Nunziante chiude la nota del 27 ottobre 2009 scrivendo testualmente che “le precedenti considerazioni saranno assunte come criteri per la definizione del contenzioso giustiziale originato dai verbali di contravvenzione elevati sulla base della convenzione in argomento: questo Ufficio, pertanto, si uniformerà all'orientamento seguito in situazioni analoghe archiviando i verbali impugnati con regolare ricorso “. La nota del prefetto, quale atto pubblico, è liberamente accessibile e protocollata al Comune di Chieuti con nota 6073. Il prefetto nella materia delle contravvenzioni stradale è organo giustiziale, ovvero organo a cui ricorrere, in alternativa al Giudice di Pace, per ottenere l'annullamento delle contravvenzioni illegittime (Artt. 203 – 204bis. codice strada). “A fronte della chiarissima presa di posizione del prefetto, e le cui parole non danno adito a dubbi – dice l'avvocato Luca D'Apollo Responsabile Adiconsum della sezione di Lucera – non è possibile che gli stessi ricorsi se presentati al Giudice di Pace di Torremaggiore vengano rigettati. L'Adiconsum, viste le numerose richieste pervenute – dice D'Apollo – invita i consumatori multati con nel 2009 a contattare gli sportelli territoriali, per consultazioni e chiarimenti, al fine di consigliare e vagliare la migliore strategia di tutela”

LA VICENDA – Il Giudice di Pace di Torremaggiore ha stabilito, infatti, con una sentenza dello scorso 26 marzo, che le multe rilevate grazie al dispositivo elettronico, che variavano dalle 90 euro alle 400, con perdita punti da 5 a 10 o ritiro patente, siano da annullare, accogliendo così in toto il ricorso presentato dall'Adiconsum di Lucera, tramite il suo Responsabile cittadino, l'avvocato Luca D'Apollo.

TESI DIFENSIVA – La tesi difensiva si è basata su più punti: innanzitutto l'illegittimità, per effetto della “direttiva Maroni”, dell'accordo tra Comune di Chieuti e Aci. La direttiva 10307 risalente al 14 agosto 2009 stabilisce infatti che “l'attuazione del coordinamento operativo e la raccolta dei dati relativi ai servizi svolti saranno curate dalle sezioni della Polizia stradale della specialità della Polizia di Stato” e che “gli autovelox devono costantemente essere mantenuti nella completa ed esclusiva disponibilità degli organi di Polizia stradale di cui all'art. 12 C.d.S”. Inoltre oggetto di contestazione è stato anche lo stesso autovelox, che, sempre secondo la tesi difensiva, “non rispettava i parametri nazionali e non era adeguatamente segnalato”. Secondo il D.M. del 15.10.2007, “le postazioni di controllo devono essere preventivamente segnalate e ben visibili (art. 142 C.d.S.) anche attraverso un'opportuna colorazione oppure poste nelle vicinanze di autoveicoli di servizio con colori istituzionali”. Anche sui segnali la legge in materia è precisa. Il decreto , infatti, all'art.2, comma 1, prevede che “i segnali stradali e i dispositivi di segnalazione luminosi devono essere installati con adeguato anticipo rispetto al luogo ove viene effettuato il rilevamento della velocità, e in modo da garantirne il tempestivo avvistamento, in relazione alla velocità locale predominante”. La distanza tra i segnali o i dispositivi e la postazione di rilevamento della velocità deve essere valutata in relazione allo stato dei luoghi; in particolare e' necessario che non vi siano tra il segnale e il luogo di effettivo rilevamento intersezioni stradali che comporterebbero la ripetizione del messaggio dopo le stesse, e comunque non superiore a quattro km. Come informa l'Avvocato D'Apollo, sulla corsia di marcia della S.S. 16 in direzione Foggia/Termoli, in prossimità del Km 614 c'è un segnale di indicazione della presenza di una apparecchiatura di controllo elettronico della velocità , successivamente al km 609+700 vi è un segnale di indicazione della presenza di un controllo permanente della velocità e poi segue in ravvicinata successione un segnale di indicazione della presenza di un incrocio a 500 m, un segnale di indicazione della presenza di bande rumorose sulla sede stradale, un segnale di indicazione di canalizzazione dell'incrocio, un segnale di prescrizione del limite di velocità ad 80 km/h, un segnale di indicazione della presenza di un impianto semaforico a 300 m ed a questo punto c'è il contenitore grigio all'interno del quale è posto l'autovelox SODI 105 SE.

COMUNE DI CHIEUTI – L'Amministrazione comunale di Chieuti, dal canto proprio, non ha fornito risposte adeguate: il Comune, infatti, non ha depositato in giudizio la copia della delibera con cui si dimostra che la cartellonistica sia stata installata precedentemente alla collocazione dell'autovelox di zona. Inoltre dubbi sono stati espressi anche sulla competenza territoriale per effettuare multe: secondo l'Avvocato D' Apollo, il tratto della statale 16, pur comprendente la zona di Chieuti, è comunque una strada extraurbana, soggetta quindi all'autorità della Polizia Stradale.

LA TESI DI VIOLA – E' arrivata la replica dell'avvocato che sostiene la causa del Comune di Chieuti, Alessio Maria Viola. Come riportato in una nota distribuita alla stampa, l'avvocato spiega che “i ricorsi accolti all'udienza sono stati decisi dal giudice sulla base di un difetto di carattere processuale – ovvero la mancanza di certificazione d'autografia della firma del sindaco in calce al momento difensivo – senza alcuna valutazione delle ragioni di merito contenute nei ricorsi in questione”. L'avvocato Maria Viola sostiene che finora soltanto 4 dei 114 ricorsi presentati sono stati accolti, per “ragioni attinenti alla sussistenza di uno stato di necessità in capo al conducente trasgressore o ad un vizio formale del verbale impugnato”, ritenendo dunque “privi di fondamento ” le tesi sostenute dall'avvocato D‘Apollo, Responsabile cittadino dell'Adicomsun di Lucera.

LA REPLICA – La risposta dell'Adiconsum non si è fatta attendere. Tramite il presidente provinciale, l' Avvocato Giuseppe Potenza, l' Associazione italiana difesa consumatori e ambiente promossa dalla CISL sostiene che “nelle cause vinte innanzi al Giudice di Pace di Torremaggiore è stata prospettata la tesi, evidentemente accolta, che la Polizia Municipale di Chieuti non sia legittimata a svolgere l'attività di controllo e sanzionatoria sul tratto di strada in oggetto senza espressa autorizzazione prefettizia, che negli atti processuali non è stata mai prodotta dal Comune di Chieuti”.
A supporto della tesi dell'Adiconsum c'è una nota del 27 ottobre scorso, in cui la Prefettura di Foggia dichiara che, se impugnati, “archivierà i verbali di contravvenzione elevati dal Comune di Chieuti per le infrazioni rilevate dagli autovelox posti sulla SS 16”. Nella nota si evince che i punti della convenzione 4.10, 4.11, 4.12 e 4.13 che il Comune ha stipulato con l'ACI (canoni e pagamenti da corrispondere all'ACI) contrastano con l'art. 208 del codice della strada, che prevede, al comma 1, che “i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni previste dal presente codice sono devoluti allo Stato, quando le violazioni siano accertate da funzionari, ufficiali ed agenti dello Stato, nonché da funzionari ed agenti delle Ferrovie dello Stato o delle ferrovie e tranvie in concessione. I proventi stessi sono devoluti alle regioni, province e comuni, quando le violazioni siano accertate da funzionari, ufficiali ed agenti, rispettivamente, delle regioni, delle province e dei comuni”.

ACCUSA DEI CONSIGLIERI DI MINORANZA – I consiglieri di minoranza del Comune di Chieuti hanno parlato di “pagamenti illegittimi ai danni delle casse comunali” da parte dell'Amministrazione comunale del centro dell'Alto Tavoliere, invitandola a rimborsare gli automobilisti multati e annunciando a tal proposito la predisposizione di un modulo per richiedere il rimborso delle multe pagate

fonte – statoquotidiano.it

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