Autovelox con segnale temporaneo? Deve essere indicato nel verbale

Per la Cassazione il verbale autovelox è nullo se non indica la natura temporanea o mobile della preventiva segnalazione

19 marzo 2014 - 7:00

Una nuova pronuncia degli Ermellini, fresca di emissione, chiarisce ulteriormente quali siano gli obblighi della P.A. nell'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità tramite controllo elettronico, e nella conseguente verbalizzazione al trasgressore. Con l'ordinanza di rinvio n. 5997/14, del 14 marzo scorso, la sezione II della Suprema Corte ha affermato che, poiché la preventiva segnalazione del controllo elettronico della velocità è imposta da norme imperative (art. 4, L. 168, 2002), e poiché tale segnalazione, in seguito alla modifica al C.d.S. introdotta nel 2007, deve essere preventiva, ed effettuata con cartelli chiari, ben visibili (Articolo 142 – Limiti di velocità, comma 6bis, del C.d.S.), nonché tali da garantire il tempestivo avvistamento in relazione alla velocità predominante, allora nel verbale va indicata la natura mobile o temporanea dei cartelli, altrimenti il trasgressore non può difendersi da eventuali violazioni della P.A.. Insomma, può sembrare un cavillo, ma in realtà il principio è che va salvaguardato il più possibile il diritto dell'automobilista ad essere effettivamente avvertito del controllo elettronico della velocità, perchè lo scopo delle norme in materia è prevenire le violazioni, non scoprire, mediante effetto sorpresa, chi tiene condotte illecite alla guida, magari per far cassa coi proventi delle sanzioni pecuniarie.

UN RICORSO CON VICENDE ALTERNE – L'automobilista sanzionato ha avuto finora fortune alterne, nella sua battaglia per vedersi annullata la multa. In primo grado infatti, il G.d.P. di Pordenone aveva accolto il ricorso del trasgressore, che aveva addotto violazioni, da parte della P.A., delle norme di cui all'art. 2 del d.l. 117 del 15 agosto 2007, recanti obblighi di preventiva segnalazione delle postazioni autovelox. Il Prefetto di Pordenone faceva appello e il Tribunale del medesimo capoluogo gli dava ragione, resuscitando il verbale annullato in primo grado. Ora in Cassazione gli Ermellini accolgono il ricorso, basato sull'unica doglianza dell'incompletezza del verbale, perchè privo dell'indicazione della temporaneità dei cartelli di presegnalazione prescritti dalla legge, e rinviano nuovamente al Tribunale di Pordenone, che dovrà giudicare di nuovo applicando i principi di diritto chiaritI dalla Suprema Corte.

LA PREVENTIVA SEGNALAZIONE E' FONDAMENTALE – Il ragionamento della Corte si incardina sulla natura imperativa delle norme che riguardano la preventiva segnalazione. Non può la P.A. interpretare quelle norme, inderogabili, come crede, ma esse vanno interpretate secondo la loro ratio, che inerisce la trasparenza gravante sulla P.A., “il cui potere sanzionatorio, non è tanto ispirato dall'intento della sorpresa ingannevole dell'automobilista indisciplinato, in una logica patrimoniale captatoria, quanto da uno scopo di sicurezza stradale e riduzione dei costi economici, sociali e ambientali derivanti dal traffico veicolare, anche mediante l'utilizzazione delle nuove tecnologie del controllo elettronico”. Per questo la violazione dell'obbligo di preventiva segnalazione “non può non riverberarsi sulla legittimità degli accertamenti, determinandone la nullità, poiché, diversamente, risulterebbe una prescrizione priva di conseguenze, che sembra esclusa dalla stessa ragione logica della previsione normativa”. Di conseguenza gli accertamenti che scaturiscono dai controlli autovelox sono legittimi se gli accertatori attestano, nel verbale da redigersi ai sensi dell'Articolo 200 – Contestazione e verbalizzazione delle violazioni del C.d.s., tutte le modalità di accertamento e, quindi, “anche il carattere temporaneo o permanente della postazione di controllo per il rilevamento elettronico della velocità, proprio al fine di porre l'assunto contravventore nella condizione di poter valutare la legittimità o meno dell'accertamento in relazione ai prescritti adempimenti normativi e regolamentari”.

LA NUOVA FRONTIERA DELLE SANZIONI CON L'AUTOVELOX – I “rigoristi”, quelli che soffrono l'indisciplina dei propri concittadini, potrebbero vedere in questa presa di posizione della Suprema Corte un cedimento, che va contro la cultura della legalità. In realtà però, il ragionamento degli Ermellini è molto solido e, tutto sommato, non dispiace che il terreno di scontro tra automobilisti e P.A. si sia apparentemente spostato dalle questioni inerenti l'omologazione degli apparecchi e l'obbligo di contestazione immediata, in vero meno concrete, alla questione della regolarità della preventiva segnalazione. E' infatti corretto spingere la P.A. ad adottare tutte le iniziative possibili per rendere gli utenti delle strade edotti dell'esistenza dei controlli, così da imporre il rispetto delle regole prima della violazione, anziché intervenire dopo, in riparazione. Forse sarà più costoso per la P.A., ma questo è un discorso troppo ampio, che riguarda le priorità del Paese e il modo in cui spendere i soldi pubblici, che sembrano sempre pochi. D'altronde se il punto d'arrivo dev'essere sempre la sicurezza stradale, dubito che obbligare la P.A. al rispetto degli obblighi di preventiva segnalazione sia meno efficace che disapplicare le relative norme, lasciando libera la P.A. di sparare nel mucchio dei trasgressori, colpendone qualcuno, sperando di educarne molti.

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