Assicurazioni: risarcimenti ridotti per le vittime della strada

Un decreto in arrivo taglia i risarcimenti delle lesioni gravi da incidente stradale. Gli avvocati insorgono. Le associazioni dei consumatori...

8 aprile 2013 - 11:19

Il Governo di Mario Monti è in carica solo per svolgere gli “affari correnti”. Invece sta per approvare un decreto, già preparato dal Ministero della Salute, e già in circolazione, che ridurrà spaventosamente gli importi dei risarcimenti dei cosiddetti “macrolesi”, ovvero dei feriti gravi per i danni derivanti da circolazione stradale, attraverso l'impiego di criteri di calcolo diversi da quelli attualmente in uso.
L'Organismo Unitario dell'Avvocatura (OUA), come l'Associazione Nazionale Forense (ANF), gridano allo scandalo, raccogliendo anche la denuncia dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, che ha chiesto pubblicamente al Presidente della Repubblica di non firmare il decreto.

DAL 10 AL 100% DI INVALIDITA' PERMANENTE – Il Codice delle Assicurazioni Private prevede, all'art. 138, che vengano fissati parametri unitari a livello nazionale per il calcolo dei danni alla persona derivanti dalla circolazione dei veicoli, superino i 9 punti di invalidità permanente (in seguito a valutazione medico legale). Questa tabella non è mai stata approvata perchè al centro di due tensioni contrapposte, da un lato abbiamo la lobby delle Compagnie di Assicurazione, che vuole uno schema di importi che consentano di migliorare i propri bilanci; dall'altro abbiamo il diritto vivente che ha negli anni attribuito alle grandi lesioni un valore importante. Attualmente le lesioni conseguenti a incidenti stradali che comportino una valutazione di postumi tra il 10 e il 100% vengono risarciti attraverso le tabelle di conversione approntate dall'Osservatorio sulla Giustizia del Tribunale di Milano. Le Tabelle del Tribunale di Milano, essendo le più applicate dai Tribunali di tutta Italia, sono state scelte dalla Corte di Cassazione come i parametri da applicarsi uniformemente in tutto il paese (Cass. Sent. 12408/11). Sarebbe naturale convertire in legge i parametri scelti dal Tribunale di Milano, ma questo vanificherebbe il lavoro dell'ANIA, l'associazione di categoria delle Imprese Assicuratrici, che già due anni fa aveva quasi ottenuto l'approvazione di uno schema di calcolo estremamente riduttivo dei risarcimenti delle grandi vittime della strada. Solo una mozione parlamentare approvata in extremis aveva fermato la trasformazione in legge delle tabelle “tagliarisarcimenti”. Ora il Governo, che non ha alcuna legittimazione politica e dovrebbe portare a termine solo ciò che di urgente ha ancora sul tavolo, come lo sblocco dei rimborsi fiscali alle imprese, sta per riproporre sostanzialmente le stesse riduttive tabelle fermate nel 2011 dal Parlamento, con pochi correttivi.

COSA SUCCEDERA' – L'Organismo Unitario dell'Avvocatura, l'Associazione Nazionale Forense, L'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada hanno levato un coro di proteste e hanno chiesto ufficialmente al Presidente della Repubblica di non firmare il decreto. Tuttavia l'iter dovrebbe essere snello: il Consiglio dei Ministri approverà il testo e questo andrà al Presidente Napolitano per la firma. Dopodichè entrerà in vigore il nuovo sistema risarcitorio e tutte le situazioni giuridicamente non definite dovranno fare i conti con i nuovi parametri. Per fare un esempio, un trentacinquenne maschio che subisse un danno pari al 50% di invalidità, oggi con le tabelle del Tribunale di Milano sarebbe risarcito, per la sola invalidità permanente, con 384.219,00 euro, mentre con le nuove tabelle ne percepirà 222.366,45, che potranno poi essere aumentati del danno morale (già compreso nel punto delle tabelle meneghine), rimanendo comunque di circa 100.000,00 euro inferiori.

LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI DIFENDONO I CONSUMATORI? – In un momento in cui è lampante l'oscuramento dei diritti dei consumatori a favore di poteri forti, stona davvero che non ci sia una presa di posizione di contrasto da parte delle Associazioni dei Consumatori. Anzi, il segretario generale Adiconsum ha espresso la speranza che queste tabelle pongano fine alla discriminazione tra i risarcimenti delle vittime della strada nelle varie parti d'Italia. E perchè questo livellamento dovrebbe avvenire spaventosamente verso il basso e non verso l'alto, in favore dei danneggiati? Perchè Adiconsum dice le stesse cose dell'ANIA? Il dibattito può anche ammettersi quando si tratta di danni lievi, ma in presenza di vittime gravemente lese, la cui vita dipende dalle concrete possibilità di riorganizzarsi dopo una profonda menomazione, come si può compiacersi della riduzione dei risarcimenti? La speranza di avere una riduzione dei premi, coltivata nei decenni inutilmente, non può giustificare una simile connivenza con chi fa profitto del risparmio sui risarcimenti ai feriti.

CHI VUOLE PUO' CHIEDERE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI NON FIRMARE – Si tratta di una procedura molto semplice, si inseriscono i propri dati e si scrive ad esempio “Chiedo all'Ecc.mo Signor Presidente di non firmare il decreto che svilisce i risarcimenti dei grandi invalidi della strada, ora all'attenzione del Consiglio dei Ministri”. Poi si può dire la stessa cosa nel modo che si ritiene opportuno. Il link è https://servizi.quirinale.it/webmail/

AGGIORNAMENTO – Dal sito dell'AIFVS apprendiamo che in seguito a un incontro tra Ministero della Salute e Presidente dell'AIFVS, Giuseppa Cassaniti Mastroieni, accompagnata da alcuni giuristi ed economisti, il Governo avrebbe deciso di riesaminare la questione delle Tabelle nazionali del danno biologico. L'AIFVS ha denunciato la mancata discesa dei premi negli ultimi dieci anni, stante la diminuzione dei risarcimenti, oltre alle conseguenze che avrebbe l'adozione di tabelle come quelle proposte sulla vita dei feriti gravi negli incidenti stradali o nei danneggiati gravi da errore medico. Ha inoltre ricordato che il Parlamento si era già espresso nel 2011 per il ritiro di schemi siffatti e per l'adozione delle Tabelle di Milano come riferimento per l'adozione dei nuovi criteri di legge.

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