Clini: più inquini, più pesante il pedaggio

Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, vuole legare i pedaggi autostradali alle emissioni inquinanti delle auto

27 agosto 2012 - 6:00

Sul sito del ministero dell'Ambiente campeggiano i cinque punti per lo sviluppo sostenibile dell'Italia: uno di questi già sta sollevando polemiche, e si riferisce ai pedaggi autostradali. L'idea del ministro, Corrado Clini, è semplice: più la tua auto inquina, più alta la tariffa al casello.

PERPLESSITÀ – “La misura, già applicata in altri Paesi europei – ha detto Clini – ha il duplice effetto di usare la leva del prezzo per modificare le modalità di trasporto, e di fare cassa a favore di programmi per la mobilità sostenibile”. ?Il fatto è che non si capisce perché questa regola debba valere solo ed esclusivamente in autostrada: a quella stregua, la spesa del singolo automobilista dovrebbe sempre essere legata alle emissioni inquinanti della macchina, a partire dal bollo (la tassa di proprietà). E legando il pedaggio all'inquinamento solo in autostrada, diventa difficile l'individuazione di macchine più o meno inquinanti, per la varietà di motori disponibili per i singoli modelli nei listini dei Costruttori. Può mai il casellante dovrà chiederci la carta di circolazione per verificare le emissioni inquinanti di CO2? E poi, a quali sostanze si dovrà fare riferimento: solo il famigerato diossido di carbonio oppure un particolato fine? Forse, si potrebbero montare telecamere ai caselli in grado di leggere le targhe dei veicoli, distinguendo modello e classe inquinante, ma anche quest'operazione non appare così semplice. Senza contare che un'auto che in media inquina più di un'altra, in autostrada può inquinare meno, perché il motore lavora meglio. A meno che l'obiettivo del Governo non sia di proteggere le Compagnie di trasporto italiane contro quelle dell'Est europeo che fanno pagare meno il proprio servizio, utilizzando però mezzi più inquinanti.

IN GENERALE – Comunque, la proposta del pedaggio legato all'inquinamento va inquadrata in un'ottica più generale. Gli impegni legalmente vincolanti per gli Stati membri dell'Unione europea e per le Imprese, stabiliti dai regolamenti e dalle direttive del “Pacchetto clima-energia”, fissano gli obiettivi e le politiche per la “decarbonizzazione dell'economia europea”. Ogni Paese, oltre a recepire nel proprio ordinamento e ad applicare le direttive e i regolamenti europei, deve approvare un piano nazionale per la riduzione delle emissioni, con l'indicazione delle misure – incluse quelle finanziarie – in tutti i settori (industria, trasporti, residenziale, agricoltura, forestazione, rifiuti). Gli obiettivi e le disposizioni dei regolamenti e delle direttive europee costituiscono per gli Stati un vincolo da rispettare, e le inadempienze sono causa di procedure di infrazione e sanzioni. Le procedure europee di infrazione in materia ambientale a carico dell'Italia, prevalentemente determinate da inadempienze locali o regionali, sono attualmente 38. In questo contesto, il Governo mira a una promozione di un programma nazionale per la produzione dei biocarburanti di seconda generazione e della filiera della chimica “verde”.

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