Cinture di sicurezza posteriori: Al sud solo l'uno per cento le usa

Sono fondamentali ma nessuno le prende in considerazione: parte una campagna si sensibilizzazione che in Italia potrebbe salvare 500 vite l'anno e 4000 in Europa

25 febbraio 2010 - 16:29

Sono fondamentali ma nessuno le prende in considerazione: parte una campagna si sensibilizzazione che in Italia potrebbe salvare 500 vite l'anno e 4000 in Europa

Qualcuno, probabilmente, non sa nemmeno che sul sedile posteriore ci siano le cinture di sicurezza. E già perché se l'uso delle cinture anteriori è migliorato (in Europa oggi le usano il 70% degli automobilisti), quelle posteriori sono totalmente ignorate: la percentuale europea dell'uso si ferma appena al 53%, in Italia le percentuali sono irrisorie, si calcola intorno all'uno per cento al Sud, 10% al Nord e 5% in media nelle aree urbane. Talmente irrisorie anche perché non esistono controlli, pur in presenza di norme precise: il Codice della Strada prevede una sanzione per chi non fa uso delle cinture (indifferentemente anteriori o posteriori ) di 74 euro con la perdita di 5 punti dalla patente.

Eppure, come spiegano fino alla noia i tecnici di infortunistica stradale, in caso d'urto un trasportato posteriore si trasforma in una specie di proiettile, che va a sbattere normalmente contro la testa del conducente o del passeggero anteriore, procurandogli spesso un trauma cranico grave, spesso mortale. Così chi viaggia davanti, pur indossando la cintura, se dietro trasporta una persona non alloggiata corre pericoli gravissimi.

Parte da questa situazione la campagna “Stringiamoci alla vita” voluta dall'Asaps, associazione amici Polizia stradale, “Una campagna, spiega il presidente Giordano Biserni, che serve a sottolineare più in generale l'importanza delle cinture visto che in Italia tre italiani su 10 non abbiano compreso che l'uso delle cinture, prima ancora di essere osservanza della legge, è un dovere verso se stessi e verso i propri cari. Tutti gli studi svolti, infatti, indicano che le cinture possono concretamente aiutarci a mantenerci in salute nel malaugurato caso si sia coinvolti in un incidente, anche a bassa velocità. Insomma un semplice click moltiplica per 10 le vostre probabilità di sopravvivenza”.

I numeri parlano chiaro e non lasciano scampo: le cinture vengono usate con molta diversità da regione a regione, e principalmente fuori dei centri abitati da quasi l'80% dei conducenti e passeggeri anteriori. in città, la media di utilizzo è del 70% (80% al Nord, 65% al Centro, 55% al Sud), ma solo per quanto riguarda, sempre, i posti anteriori.

Insomma tutti pensano che le cinture servano solo in autostrada e sulle strade extraurbane, ma questo è un errore imperdonabile perché in realtà le cinture sviluppano il massimo della loro efficacia fra i 30 e i 110 Km/h. Con la punta massima di differenza nei dati della mortalità fra i 40 e i 70 km/h. Stesso discorso per i seggiolini dei bambini.

Ma che efficacia potrebbe avere una massiccia campagna per l'uso delle cinture di sicurezza? E' stato calcolato dalla Ue che si potrebbero realisticamente salvare almeno 4.300 vite e 275.000 feriti. In Italia tutto questo porterebbe a salvare circa 5-600 vite e 30.000 feriti l'anno.

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Le cinture sono uno dei dispositivi di sicurezza più efficaci in un veicolo a motore

In caso di collisione, un corpo non assicurato viene proiettato attraverso il parabrezza o attraverso il veicolo con una potenza impossibile da trattenere con la forza delle braccia, nemmeno a bassa velocità. Le persone allacciate hanno inoltre molte più probabilità di rimanere coscienti e poter abbandonare rapidamente il veicolo in caso di necessità.

Le cinture sono irrinunciabili anche a velocità ridotte

In una collisione a 30 km/h i passeggeri sono proiettati in avanti con una forza che può essere anche pari a 20 volte il loro peso! In questo caso, un uomo di 70 kg è proiettato con una forza di circa 1.400 kg. Un bambino di 15 kg viene proiettato con una forza di circa 300 kg. La nostra capacità di trattenuta è di circa 25 kg. Sbattere contro il volante o il parabrezza può causare ferite gravi o mortali.

Le cinture sono efficaci tanto sui sedili anteriori quanto su quelli posteriori

Sui sedili posteriori i passeggeri non allacciati corrono un rischio due volte maggiore di subire ferite gravi rispetto ai passeggeri allacciati. In caso di collisione frontale a 50 km/h si trasformano in un proiettile di tre tonnellate che mette in grave pericolo anche gli altri occupanti.

L'airbag offre una protezione ottimale soltanto in combinazione con le cinture di sicurezza

Utilizzati contemporaneamente, airbag e cinture di sicurezza offrono una protezione contro ferite gravi o mortali pari al 75%. Da solo l'airbag previene le ferite gravi solamente nel 14 % dei casi. Considerata la velocità di esplosione (200 km/h), in taluni casi può addirittura essere pericoloso.

Le cinture contribuiscono a ridurre i costi degli infortuni della circolazione

Allacciarsi non significa solamente ridurre i rischi, ma anche dimostrare responsabilità.

fonte – repubblica.it

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