Cina: paga il veicolo nuovo con 100mila banconote

In una concessionaria di Zhengzhou, impiegati e venditori hanno contato soldi fino a sera per vendere una km zero. Ma hanno soddisfatto il cliente

7 giugno 2012 - 12:28

È probabile che la vicenda della quale tratteremo non sia freschissima: nel marasma del web, talvolta non si riesce a capire se un determinato fatto è accaduto ieri oppure un anno fa. Tuttavia, indipendentemente da ciò, la vicenda è illuminante e può insegnare qualcosa, quindi ne parleremo come se fosse accadta oggi. Dunque, un cittadino cinese, che le cronache identificano semplicemente con il nome di “Zhao”, ha acquistato un veicolo commerciale Nissan NV200 in una concessionaria di Zhengzhou, una città di 4,3 milioni di abitanti ubicata nella provincia orientale di Henan che, tra l'altro, è gemellata con Napoli. Fin qui, nulla di strano: il signor Zhao aveva semplicemente deciso che poiché la sua attività di tipografo e stampatore su plastica andava bene, era ora di acquistare un veicolo più idoneo e ha deciso di procurarselo.

VENDITORI AL LAVORO – Senonché, l'imprenditore s'è presentato dal concessionario con alcuni scatoloni che contenevano la somma che riteneva più o meno necessaria all'acquisto: circa 100mila yuan, ossia 12.500 euro al cambio di oggi, suddivisi in banconote da non più di uno yuan ciascuna, più un bel po' di jiao e di fen, gli spiccioli metallici. Insomma, una montagna di carta e di monetine che ha lasciato il personale a bocca aperta. Ma per Chen Ying, il responsabile della tesoreria del punto vendita, il disorientamento non è durato molto e, accertato che mister Zhao voleva proprio acquistare il veicolo pagando il dovuto in quel modo, ha convocato altri tre impiegati e s'è messo di buona lena a contare con loro il denaro che il cliente aveva frattanto scaricato dalla vecchia auto da lasciare in permuta. Non è stato sufficiente: c'è voluto anche l'aiuto di alcuni venditori e tutti hanno lavorato fino a sera per contare le banconote e accertare se fossero in corso e in buone condizioni. Infine, perfezionato il contratto, concluso il conteggio e stampata la fattura, il cliente è tornato a casa con il suo fiammante furgoncino Nissan che, riportano le cronache, era un km zero.

PEL FAVOLE, POSSO PAGALE IN CONTANTI? GLAZIE… – “Ho chiesto semplicemente se potevo pagare con il denaro contante e il manager della concessionaria mi ha accontentato. Sono stati tutti molto gentili e la possibilità di poter saldare direttamente con le banconote che incasso dalla mia attività si è rivelata per me molto utile”, ha dichiarato il neo-proprietario della Nissan. I clienti del signor Zhao, infatti, come lui stesso ha spiegato per giustificare la strana transazione, sono prevalentemente commercianti ambulanti abituati a pagarlo con banconote di piccolo e piccolissimo taglio.

…PLEGO, SIGNOL CLIENTE, SI ACCOMODI – Indagando un po' sul web, abbiamo scoperto che in Cina, avviata a divenire la prima economia mondiale (quanto alle dimensioni del suo mercato dell'auto, il Paese del dragone primo lo è già da un pezzo: laggiù si vendono circa 18 milioni di auto all'anno) è ancora diffusissima la pratica di pagare in contanti anche beni dal valore non irrilevante come le auto. Certo, il signor Zhao ha forse un po' esagerato con il taglio delle banconote, ma ha pensato che doveva far valere il suo status di consumatore ed è importante sottolineare che ha trovato comunque un fornitore disposto ad accontentarlo senza batter ciglio pur di vendergli un veicolo in un Paese dove ogni anno i record di vendita delle auto vengono polverizzati.

ZHENGZHOU UGUALE NAPOLI. O NO? – Abbiamo scritto all'inzio che Zhengzhou è gemellata con Napoli. Un'informazione di scarsissimo peso, lo ammettiamo, ma che ci serve ora come pretesto per poter fare una domanda maliziosa: se un signor Zhao italiano si fosse presentato in una concessionaria partenopea (ci perdonino i napoletani: il discorso è valido per qualsiasi città italiana) con il bagagliaio pieno di banconote, sarebbe stato ricevuto e accontentato? In un Paese dove, anche in tempi di crisi nera, ci sono giunte e giungono ancora notizie di venditori svogliati, poco professionali e scarsamente attenti alle esigenze dei clienti, lasciamo la domanda in sospeso.

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