Chrysler si oppone al richiamo chiesto dalla NHTSA

Chrysler ha detto no al richiamo che, secondo NHTSA, dovrebbe coinvolgere 2,7 milioni di Jeep

5 giugno 2013 - 14:10

Il National Highway Traffic Safety Administration non ha bisogno di presentazioni. L'agenzia governativa statunitense, attiva già dal 1970, non ha mai fatto sconti a nessuno quando si è trattato di evidenziare la mancanza di sicurezza delle automobili. Lo sanno bene case automobilistiche come Audi, Ford e Toyota, che in passato hanno subito notevoli danni economici a causa dei malfunzionamenti delle loro vetture e dei successivi richiami a cui sono state sottoposte. Lo sa bene anche Sergio Marchionne, che non ha esitato intervenire direttamente in merito alla proposta di richiamo, formalizzata dalla NHTSA dopo tre anni di indagini, riguardante le Jeep Grand Cherokee prodotte dal 1993 al 2004 e le Jeep Liberty dal 2002 al 2007. Si tratta di circa 2,7 milioni di veicoli, tutti costruiti prima che Fiat e Chrysler diventassero una cosa sola. Il problema che li affligge è la presunta pericolosità del serbatoio della benzina, che è posizionato dietro l'asse posteriore.

IL SERBATOIO DELLA DISCORDIA – Secondo l'NHTSA la posizione del serbatoio del carburante, arretrata rispetto all'asse posteriore, è poco sicura se si verifica un impatto posteriore particolarmente violento. La risposta di Chrysler è che le auto prese in considerazione rispettano e superano tutti i requisiti previsti dai Federal Motor Vehicle Safety Standards, tra i quali è incluso lo standard FMVSS 301 che definisce le caratteristiche di integrità del sistema di alimentazione. Chrysler dichiara, inoltre, che gli incidenti causati dalla difettosità del serbatoio si potrebbero verificare una volta ogni milione di anni di utilizzo del veicolo; una quantità assolutamente comparabile con gli altri veicoli venduti nello stesso periodo. Infatti – sempre secondo Chrysler – tantissime vetture, mai richiamate, sfruttano da tanti anni questa soluzione tecnica, che in passato era stata approvata dall'ente stesso, con riferimento ai vantaggi garantiti in termini di abitabilità. Ne deriverebbe che gli standard per i quali quasi 3 milioni di Jeep dovrebbero essere richiamate, non siano mai stati stabiliti in modo ufficiale.

MARCHIONNE CI METTE LA FACCIA – Il commento di Sergio Marchionne è stato chiaro, ma il CEO del Gruppo Fiat-Chrysler ha comunque dato la massima disponibilità di collaborazione: “La sicurezza dei guidatori e dei passeggeri è sempre stata una priorità per i marchi del Gruppo Chrysler e questo impegno rimane immutato. La società garantisce la qualità dei veicoli che produce. Noi tutti assicuriamo il nostro impegno a continuare a collaborare con NHTSA per fornire informazioni che confermino la sicurezza di questi veicoli”. Secondo Chrysler, l'analisi svolta dalla  NHTSA non ha tenuto in considerazione altri 24 modelli di diverse case automobilistiche con il serbatoio posteriore che hanno avuto un tasso di incidenti più alto rispetto alle Jeep considerate.

LA JEEP GRAND CHEROKEE E' SICURA – Chrysler ha anche analizzato 5 milioni di veicoli che hanno circolato per più di 500 miliardi di miglia negli ultimi 30 anni, concludendo che gli incidenti da impatto posteriore con incendio o perdita di carburante sono stati pochissimi e comunque tutti con una forza d'impatto maggiore rispetto agli standard dell'epoca e odierni. È stato anche contestato un incidente in particolare, in cui un autoarticolato si è schiantato a 105 km/h contro una Jeep Grand Cherokee ferma, che ha poi preso fuoco. In quel caso la forza prodotta dall'impatto è risultata di 23 volte superiore rispetto alla soglia imposta per i crash test posteriori. In conclusione, Chrysler afferma che, considerati tutti gli eventi, la Jeep Grand Cherokee 1993-2004 e 2002-2007 Jeep Liberty sono tra le auto più sicure del periodo preso in considerazione. Si attende, ovviamente, la risposta della NHTSA.

2 commenti

Giovanni
20:53, 6 giugno 2013

2'700'000 veicoli reputati pericolosi in caso di forte incidente,vai Chrysler, un bel primato, altro che Toyota.

Comunque mettere un serbatoio benzina, in plastica, dietro il paraurti è geniale…

“Povero” Marchionne….

Bruno
15:03, 8 giugno 2013

La richiesta di d richiamo da parte di NHTSA appare pretestuosa oltre che tardiva. Sarebbe interessante sapere in cosa dovrebbe consistere il richiamo, visto che spostare un serbatoio di carburante in un telaio con certe caratteristiche, non è impresa semplice. Le vetture in questione rispettavano le normative esistenti al momento della loro omologazione e commercializzazione, quindi Chrysler ha ragione.

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