Chrysler Group e Fiat a vele spiegate negli Usa

Chrysler Group e Fiat a vele spiegate negli Usa L'Auto Show di Los Angeles lo ha confermato: la politica industriale dell'ad Marchionne è vincente

L'Auto Show di Los Angeles lo ha confermato: la politica industriale dell'ad Marchionne è vincente

6 Dicembre 2012 - 12:12

Sempre più uomo copertina sulle riviste autorevoli del mondo: dal suo arrivo a Torino Sergio Marchionne, ad Fiat-Chrysler, la capitalizzazione del Gruppo del Lingotto (inclusi autocarri, macchinari e componenti) è salita da 6 a 16 miliardi (+ 161%) molto meglio del 70% del settore europeo. Anche dal marzo 2010, quando fu annunciato il piano con Fabbrica Italia (recentemente arenatosi), il Gruppo della famiglia Agnelli ha tenuto il passo della concorrenza europea in Borsa, nonostante una recessione più preoccupante in Italia che altrove. Cifre che fuori dal nostro Paese suscitano tanta ammirazione. Quindi le critiche a Marchionne arrivano dai nostri banchieri e imprenditori.

IN USA E' AMMIRATO – Un Marchionne che ha creato valore per gli azionisti in Usa dove è osannato da Obama e dai sindacalisti dell'auto. Ha colto al volo l'opportunità dell'opzione Chrysler ed ha vinto. E grazie a queste decisioni la Fiat non è più in emergenza finanziaria. E pensare che in Italia l'operazione Chrysler era stata giudicata un bluff! Ecco perchè Marchionne accelera sulle novità negli Usa e rallenta in Europa visto che da noi di auto, in Italia, se ne vendono pochissime (1,4 milioni e dintorni la chiusura a fine anno). E la concorrenza diretta nel Vecchio Continente (Peugeot, Opel, Ford e Renault) è anche più in crisi di Fiat. E' assurdo criticare la Fiat perchè non vara nuovi modelli. Il problema dell'auto in Italia è simile a quello di Ilva, Alcoa, Carbosulcis, Tirrenia, Alitalia dove il denominatore comune è queste aziende non sono più produttive. E' lo Stato che dovrebbe sostenere una rapida ristrutturazione delle attività produttive.

IN ITALIA E' ODIATO – Marchionne è odiato in Italia perchè ha messo il dito nella piaga della classe dirigente imprenditoriale e bancaria italiana. Ma lui colleziona un consenso dopo l'altro all'estero. Il 31 ottobre, Fiat ha svelato un piano industriale di alto livello da qui al 2016 con particolare attenzione ai mercati di esportazione per compensare la crisi in Europa, specialmente in Italia dove Fiat cerca di mantenere una forte posizione di leadership nel mercato. Fiat riserverà il 15% della sua capacità produttiva europea per le esportazioni. In particolare, l'amministratore delegato Marchionne ha annunciato un ambizioso piano quadriennale per intensificare la produzione dei marchi Alfa Romeo e Maserati in Italia, con l'obiettivo di sfruttare il potenziale di questi marchi di lusso poco esposti.

PROBLEMA SOVRACAPACITA' – Il gruppo Fiat, compresa Chrysler, ha chiuso il Q3 2012 con oltre un milione di veicoli immatricolati nel trimestre e un aumento dell'11% rispetto all'anno precedente. Le entrate globali sono salite del 16% rispetto al Q3 2011, grazie alla forte crescita nelle regioni NAFTA (Stati Uniti, Canada e Messico), LATAM (America Latina) e APAC (Asia – Pacifico). Queste regioni hanno superato gli scarsi risultati EMEA, regione in cui l'azienda ha registrato perdite operative per 219 milioni di euro nel Q3, con un calo del 61% rispetto al 2011. Esatta ed equilibrata la valutazione espressa da Pietro Boggia, consulente di Frost&Sullivan sulle prospettive future per il Gruppo italiano ed i produttori generalisti europei, Psa e Opel: “La sovracapacità produttiva in Europa è la principale preoccupazione che tutte le case produttrici locali devono affrontare, specialmente i produttori generalisti. Con una capacità di utilizzo media dei loro stabilimenti europei inferiore al 70%, Fiat, PSA e Opel sono le tre case automobilistiche più colpite dall'attuale flessione del mercato europeo. I produttori di alti volumi sono quelli più colpiti dal rallentamento delle vendite, poiché si concentrano principalmente sui mercati domestici e tradizionalmente devono competere sul prezzo e sulle economie di scala, piuttosto che sull'immagine del marchio”.

CAPACITA' COSTRUTTIVA PER 20 MILIONI – L'Europa ha una capacità costruttiva installata per oltre 20 milioni di veicoli in un mercato in cui per quest'anno è atteso un calo delle vendite fino a quota 12.6 milioni. In una situazione simile, le alternative sono ristrutturare le attività attuali e utilizzare i volumi di produzione non ancora sfruttati per i mercati in cui la tendenza è positiva. Ciò è quanto progetta di fare Fiat con il nuovo piano industriale in cui si delineano iniziative aggressive per il lancio dei nuovi modelli. Ciò ha portato a posticipare alcuni sviluppi critici previsti dal precedente piano industriale per il 2010, come ad esempio la nuova Punto nel segmento B, i nuovi modelli Alfa Romeo nei segmenti C e D basati sulla nuova piattaforma compatta, sviluppata insieme a Chrysler e pensata come piattaforma globale.

Dopo aver massimizzato la ripresa del mercato nordamericano con i marchi Chrysler, l'attenzione è ora puntata ad alimentare lo slancio positivo delle regioni in crescita, specialmente APAC, in cui la presenza dei marchi Fiat è ad oggi molto limitata. In Cina, Fiat ha allestito la produzione di Fiat Viaggio, basato sulla piattaforma compatta da cui è già nata Dodge Dart per il mercato USA. In Europa, la Fiat è a un crocevia: mantenere l'attenzione principale sul mercato generalista e razionalizzare la capacità produttiva chiudendo degli stabilimenti, oppure sfruttare l'eredità dei suoi marchi storici (Alfa Romeo e Maserati). Chrysler Group ha registrato il miglior novembre degli ultimi cinque anni vendendo 122.565 unità (+14%). Con un incremeto del 123% il marchio Fiat ha segnato un primato nello stesso mese, le vendite della 500 berlina sono aumentate del 143% mentre la 500 Cabrio ha segnato un incremento del 41%. All'Auto Show di Los Angeles, Fiat ha presentato quattro nuovi modelli, la 500e elettrica, la 500L, la 500 L Trekking e la 500 Abarth Cabrio. Ecco perchè si deve difendere, dopo questa disamina di cifre, l'operato di Marchionne, altro che critiche tutte gratuite.

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