Chi perde i punti dalla patente di guida, rischia di non ritrovarli più

Chi perde i punti dalla patente di guida, rischia di non ritrovarli più. In provincia di Agrigento non c'è una sola autoscuola o ente pubblico che abbia predisposto le strutture, il personale e...

24 settembre 2003 - 9:46

Chi perde i punti dalla patente di guida, rischia di non ritrovarli più.
In provincia di Agrigento non c'è una sola autoscuola o ente pubblico che abbia predisposto le strutture, il personale e la documentazione necessaria a dare vita ai corsi di recupero per gli indisciplinati della strada.

Coloro i quali vengono colti in fallo alla guida di auto e moto, fino a questo momento possono rassegnarsi a convivere con l'incubo di vedersi ritirare la patente, «prosciugata» dalla forze dell'ordine per altre infrazioni accertate e punite.

Come sempre accade in questi casi, il cittadino automobilista si trova nel bel mezzo di uno «scaricabarile», dove lo scambio di responsabilità crea tanti disagi ai cittadini.

Dalla Motorizzazione civile di Agrigento alle autoscuole, passando dagli uffici del settore Trasporti della Provincia regionale, in pochi sanno con matematica certezza di chi sia la competenza nell'organizzare i corsi di recupero punti per gli automobilisti colpiti dal provvedimento.
Il direttore della Motorizzazione civile del capoluogo, Giuseppe Cimino, sottolinea come «a distanza di alcuni mesi dall'istituzione della patente a punti, nessuna autoscuola ci ha comunicato di avere organizzato i corsi e le attività necessarie a far recuperare quanto perso agli automobilisti colti a infrangere il codice della strada.

E il bello – sottolinea Cimino – è che nessuno riesce a capire a chi tocchi organizzare tali corsi. A noi non resta che aspettare che qualcuno si faccia sentire».

Uno dei titolari di autoscuola di Agrigento, Aldo Conti, sottolinea invece come «i corsi li deve tenere la Provincia, con la quale sono convenzionate tutte le scuole guida dell'Agrigentino. Per colpa di altri – sottolinea Conti – siamo sforniti perfino di modulistica per redigere le istanze da inoltrare a chi ci autorizza a dare vita alle attività di recupero».

Alle parole del titolare di autoscuola non tarda a replicare il settore Trasporti della provincia regionale, i cui rappresentanti sottolineano come «il nostro ente non ha alcuna competenza sulla delicata materia della patente a punti. Al massimo potremmo organizzare con le scuole alcune attività educative tra i giovani, ma certamente nessun corso di recupero. Sono le autoscuole a doversi attivare in proprio, visto che un organo politico come la Provincia non effettua servizi extra».

Dunque, far recuperare il terreno perduto a chi ha esagerato al volante o su due ruote pare essere impresa difficile. A creare ancor più involontariamente confusione ci si mette poi anche la Gazzetta Ufficiale dello scorso 6 agosto che, in un comprensibile burocratese sottolinea come: «i corsi che consentono di recuperare i punti decurtati a seguito di violazioni di norme di circolazione stradale sono svolti, oltrecchè dalle autoscuole, da soggetti pubblici o privati di comprovata esperienza nell'attività di formazione attinente a temi di tutela della sicurezza della circolazione stradale».

Chi siano questi soggetti pubblici non è scritto, mentre è invece specificato chiaramente che per dare vita ai corsi di recupero è indispensabile disporre di «servizi igienici composti da bagno illuminato e areato, l'altezza minima dei locali come quella prevista dal regolamento edilizio vigente nel comune in cui sono ubicati», oltre ovviamente a tutto il materiale prettamente didattico come pannelli stradali e riproduzioni di motori.

In tutto questo caos organizzativo e burocratico, chi ha la propria patente ancora immacolata cominci a immaginare cosa vorrebbe dire perdere qualche punto per troppa esuberanza o disattenzione nella guida. Quei punti persi strada facendo sarà dura recuperarli in poco tempo visto che nessuno, per ora, è in grado di farli riottenere.

Fonte: La Sicilia

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